Fiamma tricolore sulla chiusura del Mamamia: 'Sballo e scimpanzè'

movimento sociale fiamma tricolore 4' di lettura Senigallia 12/03/2011 -

Finalmente l’assessore Campanile comincia a comprendere l’inutilità del suo sballo positivo e dei rimedi da lui proposti. Il noto blogger Simone Tranquilli ha splendidamente descritto e fotografato un pomeriggio di estrema maleducazione incivile. E giustamente il consigliere Fiore si è chiesto: perché succedono questi fatti? Non è difficile rispondere.



Questa cafoneria delinquenziale è immedicabile, perché i cafoni arroganti sono ermetici ad ogni argomento: non imparano mai nulla, nemmeno sulla propria carne. Abbiamo letto diversi pareri, ma nessuno che pensi di nuovo e radicalmente cosa dev’essere l’educazione.

Nessuno ricorda più quanto serva, per infiammare i ragazzi al meglio, non l’etica ma l’estetica. Le vecchie scuole che dividevano le classi in Achei e Troiani coglievano meglio il punto, incitavano ad una competizione nobile, su nobili esempi. Ai bambini toglierei lattine e bombolette spray e racconterei favole e miti, Eracle, Ulisse, Pollicino e il Gatto con gli stivali: non risparmierei loro i racconti tremendi della tragedia greca, la cui misteriosa risonanza accompagna negli anni, inesauribile di significati. Orazi e Curiazi, Attilio Regolo, Sigfrido, i racconti di fate: suscitano meraviglia, insegnano prove iniziatiche e il valore del soffrire, e possono anche creare il gusto alla lettura, che la scuola post-sessantottina d'oggi uccide. Ma come insegnare ai ragazzi il nobile e il bello, la cavalleria e il senso che la forza va usata solo al servizio della giustizia, quando imparano dalla televisione, ogni minuto, che la volgarità scosciata, ammiccante e sporca ha successo? O vogliamo affrontare il ruolo educativo al contrario della pubblicità? O vogliamo parlare dei politici? Chi può predicare siate più onesti, siate più civili, senza suscitare derisione e cinici sogghigni? Tutto ciò che passa da noi sotto il nome di democrazia dà quotidiane lezioni degradanti. Si proclama un diritto al calcio, un diritto alla discoteca, al travestitismo, alle scelte sessuali, allo sballo, al testamento biologico, al vivere la propria vita già a 12 anni. Perché non posso distruggere piazza del Duca o il Mamamia? Siamo o non siamo in democrazia? Sempre il noto blogger si è meravigliato del comportamento del ragazzetto delle medie e di sua madre.

A questo proposito: se si vuole che la scuola faccia qualcosa di più, si cominci dall’espellerne i genitori. I consigli d’istituto democratici sono pieni di genitori che sono o si comportano da politicanti di mezza tacca, contestano l’autorità degli insegnanti, e portano il morbo della trasgressione che hanno appreso dai rotocalchi, una moralità da Espresso o da Panorama. Basta ascolare le madri in difesa scatenata dei loro ragazzi: e che avranno mai fatto? Ragazzate! Queste madri non devono avere voce in capitolo nel processo educativo, di cui evidentemente non sanno nulla. I genitori stessi sono, salvo eccezioni, parte dell’inciviltà di massa, pullulante e molecolare, che guasta la nostra società. Un inizio di terapia dovrebbe cominciare dal divieto di mettere in discussione l’autorità già tanto indebolita degli insegnanti. Nella scuola bisogna diminuire la democrazia, gli incompetenti non sono uguali ai competenti. I telefonini vanno sequestrati, e che nessuno protesti. A scuola si deve andare, se non col grembiule nero di ieri, con divise come in USA e Canada: a coprire gli abiti firmati, le griffe e le altre intollerabili esibizioni della disparità che dà il denaro. La sola disparità ammessa dev’essere quella della nobiltà e dell’intelligenza: del cuore, prima che della mente. Con ciò, si va al centro del problema: bisogna restituire autorevolezza all'autorità. Ma chi non si ribellerebbe? Tutti sarebbero contro, tutti piangerebbero sui poveri ragazzi. Per quei giovani belluini che hanno devastato piazza del Duca e il Mamamia come scimpanzè infoiati, si sarebbe tentati di proporre l’arruolamento forzato.

Addestrati in battaglioni di punizione (con adeguate pene corporali), vengano mandati, affastellati ed armati, in Libia: la Nato ha bisogno di loro, e là possono avere tutta la violenza che vogliono. Una pedagogia essenziale è sempre consistita nello spezzare il branco giovanile. Le bande giovanili, una volta formate, diventano un mondo totalmente ermetico nel malfare (le cattive compagnie, predicavano le nonne). Il conformismo di un’età incapace di autonomia, dove si è ancora privi di un io, diventa una catena feroce, di cui tutti sono schiavi, bulli e le loro vittime. Oggi, anche il lavoro fisico obbligatorio potrebbe servire. Ma chi sente le mamme tatuate sull’ombelico? Chi resisterà alle loro proteste? E allora tenetevi il subliminale sballo positivo di Campanile e gli scimpanzè da discoteca.


da Riccardo De Amicis
Segretario Provinciale Fiamma Tricolore





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2011 alle 15:43 sul giornale del 14 marzo 2011 - 4200 letture

In questo articolo si parla di mamamia, politica, Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Riccardo De Amicis

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La cosa più facile da dire sarebbe la solita: non c'è niente da fare.
Non c'è niente da fare per la disassuefazione al concetto di riconoscimento dell'autorità, alla rinuncia al personalismo ipertrofico, alla rinuncia del riconoscimento nell'identità di gruppo, all'isolazionismo mentale e comportamentale tanto, gli altri facciano, chi se ne frega....
Tutto è stato troppo sbagliato: i soliti hanno convinto i ragazzi che non andavano a scuola per imparare ma per contestare ( cosa?), hanno convinto i genitori che dovevano scendere in campo per difendere i loro figli da chissà quali soprusi, interferendo con gli insegnanti e con i programmi scolastici, hanno convinto gli insegnanti che la loro attività era un qualcosa in cui potevano impegnarsi limitatamente, in relazione allo spazio che genitori e ragazzi lasciavano loro libero.
Ma tutto questo non è giusto.
Non è giusto per gli insegnanti, che non sono lì per questionare con nessuno ma per svolgere una attività educativa e formativa, obbiettivo ormai quasi del tutto secondario.
Non è giusto per le famiglie che non debbono avere sfiducia per le istituzioni scolastiche ma, al contrario, devono identificarle come l'unico mezzo capace di formare e maturare al meglio i ragazzi.
Ma, soprattutto, non è giusto per i giovani ai quali si negano i modelli di cui tanto necessitano nell'età evolutiva e si impediscono i progetti ed i sogni necessari alla maturazione del carattere ed allo sviluppo della personalità.
Se, perciò, sono tutti vittime, la soluzione del problema viaggia su un doppio binario: da una parte la famiglia dovrà necessariamente riappropriarsi della propria identità rinunciando a personalismi ed individualismi sgretolatori di stampo egoistico e dall'altra la scuola dovrà concentrarsi sulla sua unica missione che è quella di istruire e formare, espellendo qualunque forma di attività e partecipazione che da essa sia estranea.
Bisogna anche, e soprattutto, che i ragazzi tornando a casa trovino una famiglia normale e non due genitori isterizzati da impossibili sogni di carriera personale, quasi mai compatibili con i gravi impegni genitoriali: quando si mette su famiglia si fa una scelta, grave e dovuta. Se non si è in grado di farla si abbia il coraggio di rinunciare: i figli e la famiglia non devono essere i capri espiatori delle conseguenze delle proprie ambizioni.
Inoltre essi devono rappresentare l'esempio di comportamenti a cui riferirsi, e non essere il porto di assoluzione e perdono aprioristici perchè, magari, non hanno il tempo e la voglia di ascoltare i propri figli.
Se la famiglia è solida e rappresenta un punto di riferimento reale, i ragazzi non avranno nessun bisogno di altri riferimenti sostitutivi al di fuori di essa.
Il segreto di Pulcinella è questo: la famiglia.

Ragazzi esagitati?
NO semplici ANIMALI come le loro famiglie e niente più! E quando la ragione e le parole non servono, allora è il momento del "bastone", perchè ormai con la "carota" ci si fa ben poco visti i personaggi!
La desimana di Riccardo è perfetta e lineare, non fa nessunissima piega, parole perfette per descrivere il degrado di questa tanto sbandierata democrazia che di democratico non ha più niente e che ormai è semplice e pura anarchia!
La famiglia, e quindi i genitori, sono oggi il male assolto dell'educazione civile e morale dei ragazzi. Famiglie che non perdono un solo secondo a parlare con i figli, famiglie che gli permettono tutto e che giustificano qualsiasi comportamento dei propri figli.
Ai miei tempi, se la scuola dava una punizione, la famiglia la raddoppiava, oggi invece vengono messi i discussioni gli insegnanti....se questo vi pare normale non lamentatevi dei comportamenti dei giovani!
Quando si ritornerà ad un certo ordine, ad una certa disciplina, ad un rispetto per i genitori, allora forse qualche cosa cambierà. Oggi i figli mandano tranquillamente a quel paese i genitori....se mi fossi solo permesso ad accennare una cosa del genere io, oggi ancora girerei come una trottola per le sberle di mio padre, che bene avrebbe fatto ovviamente!
Volete tanti diritti senza insegnare i doveri? Tenetevi allora gli animali, ma teneteli al guinzaglio e con la museruola, visto che il più delle volte arrecano danni anche alle persone normali.
"Sballo positivo".....uno sballo potrà mai essere positivo? Sono indeciso se premiare l'autore di questa "esilarante iniziativa" con un "Oscar" alla stupidità o con un bel "Tapiro"!

Ma oltre ai comunicati e alle propagande, la classe politica Italiana, cosa fa per dare il buon esempio ai giovani di questo paese?
Prostitute, droga, corruzione, sperpero del denaro pubblico, stipendi da nababbi, lusso, ville e belle macchine...
Con quale sfacciataggine un qualunque partito politico o un suo rappresentante può aspirare ad erigersi a moralizzatore ed educatore dei nostri figli?
L'educazione civica non può essere di certo una prerogativa della dirigenza corrotta e malata di questo paese.
Potrei sottoscrivere quasi completamente il comunicato di cui sopra, ma solo nel caso in cui l'autore fosse un qualunque privato cittadino.

Riccardo, è da UN ANNO che io mi interesso di queste situazioni, condividerei i concetti se non fossero distrutti da una esagitazione che è pure la tua, che è speculare all'anarchia di massa,che non è democrazia.Calmati!

E lascia perdere i gusti sessuali degli altri, pensa ai tuoi.

Bell'articolo, hai perfettamente compreso che per scuotere il lassismo morale italiano bisogna dare fendenti e botte da orbi.

Altrimenti l'italiano, avvezzo a qualunque forma di prostituzione e corruzione, rimane assonnato nei suoi problemini da semiinfermi mentale, tipo l'aumento del costo della benzina e l'acquisto del nuovo televistore scontato del 20 per cento all'ipercoop.

Il punto è che i genitori non hanno più il ruolo di esempio ed educazione di una volta, per necessità o scelte economiche si demanda spesso questo ruolo ai nonni.

Costoro, naturalmente, hanno un compito diverso, il viziare i figli, e non hanno nessuna autorità benevola sui nipoti.

Ecco dunque crescere generazioni di rincoglioniti sbandati e viziati, il cui unico obiettivo è quello di divertirsi e "trasgredire" per fare i fighi.

E guai a richiamarli, facendo, ad esempio, intervenire i vigili urbani, spesso lassisti se non addirittura complici di costoro, facendogli una sana lavata di capo; i genitori subito si schierano a difesa dei figli teppisti minacciando querele per presunti (e inesistenti, dal punto di vista legale) "offese a minori".

Ecco dunque, che i ragazzi "superman" (credendosi invulnerabili) sfrecciano con ciclomotori (tutti illegali, il cds prevederebbe il sequestro dei mezzi) sul lungomare, o in centro, per andare a far casino.

Questo è un difetto della non-educazione (nel senso che nessuno li educa) e dello spaventoso lassismo negligente complice delle forze dell'ordine.

Lasciamo perdere le cazzate qualunquiste dell'esempio dei politici, è, in questo caso, irrilevante.

La distinzione tra il giusto e lo sbagliato non viene dall'esempio dei politici, essendo quest'esempio null'altro che un alibi di comodo, ma dallo insegnamento all'educazione e alla civiltà.

E questo è compito dei genitori (non della famiglia in generale), delle istituzioni e del contesto sociale nel quale si vive.

Ogni tanto una sberla fa bene, e non sono certo i nonni a doverle distribuire.

E' un'illusione pensare di poter sempre scappare dalle proprie responsabilità. Ad ogni età nelle situazioni di vita in cui siamo inseriti abbiamo dei compiti da svolgere. Pensiamp troppo spesso di poter fare "i furbi" tanto qualcuno "ci penserà".
Non è così e mai lo sarà. Ognuno di noi deve sforzarsi di migliorare se stesso e ciò che lo circonda, senza omissioni e senza comode deleghe, altrimenti questo scenario sopra rappresentato non potrà che peggiorare.

john locke

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Ci mancava proprio la vuota retorica fascista dei signori qua sopra! Loro che in passato hanno insegnato l'educazione all'Italia a suon di marce, purghe, squadracce, alleanze naziste e che oggi si mimetizzano nell'alveo costituzionale per parlarci di miti greci e gatto con gli stivali (gatto con gli stivali???). Poi mi spiegassero che cosa c'entrano le risse del mamamia con il testamento biologico e i gusti sessuali....Che tristezza!

DE Amicis ha strumentalizzato l'ottimo reportage di Tranquilli e ci ha costruito il suo pistolotto retorico-cameratesco. Lo condivido nell'intenzione ma non nelle soluzioni.

P.S. Sono un classicista innamorato della tragedia greca.