Vallone: cronaca di una tragedia annunciata

Argini rotti a Vallone 3' di lettura Senigallia 06/03/2011 -

EVVIVA! Senigallia è “quasi” salva di nuovo. Si tira un sospiro di sollievo dopo lo scampato pericolo per la piena del fiume Misa. Ma un momento! Senigallia come comune arriva fino a Bettolelle e allora proprio tutto bene non è andato. Chi scrive è uno degli evacuati della via del metano di Vallone.



Tutto è cominciato martedì alle tre del mattino, quando siamo stati svegliati nel cuore della notte dai vigili urbani che ci hanno comunicato che il fiume era pericolosamente ingrossato e che il rischio di tracimazione era alto. “Buongiorno!!!” Metti tutti i mobili in alto, tira fuori tutto dai cassetti, elettrodomestici al riparo, sbarra porte con paratie e gesso e non di meno porta in salvo cani, gatti ed animali da cortile! Salviamo il salvabile tutto da soli nel pieno della notte, ma per noi non è la prima volta tanto siamo quelli della buca dove si allaga sempre! (Non vi dico quando si ritirano le acque cosa si deve fare per ridare normalità alla propria casa, ma questa è un’altra storia.)

Il fatto è che il fiume sarebbe esondato comunque, in quanto a Brugnetto vicino al ponte si era provveduto con l’aiuto di scavatori a fare un solco sull’argine per fare defluire le acque del fiume. Per “fortuna” il famoso fosso del sambuco della zona Marazzana è praticamente esploso su un fronte di circa venti metri e così ha creato un effetto decompressione per il fiume stesso.

Ma come!? Già tempo fa era stato risistemato perchè si era rotto ed oggi si ripropone il problema?
Allora scusate, se un fosso si rompe nello stesso punto e viene riparato senza risultati validi, non viene qualche dubbio?

Se si guarda a ritroso nel tempo l’acqua del Misa fuoriesce sempre dallo stesso lato nella medesima circoscritta zona! Questo perché nelle vicinanze è stato predisposto un fosso ”BAVIERA” in zona Cannella, il quale si presta egregiamente ad assolvere il compito di barriera contenitiva.

In poche parole le famose vasche di espansione che non sono mai state costruite a Brugnetto non hanno motivo di esistere in quanto l’acqua che “viene fatta fuoriuscire” si ferma sempre e comunque nella via del metano a Cannella, tanto lì sono abituati a prendere l’acqua e poi non vengono nemmeno risarciti!

MORALE: che bisogno c’è di spendere milioni di euro per vasche di espansione che debbono salvare Senigallia dalla furia delle acque quando si ha la soluzione dei problemi a costo zero?

Non mi pare giusto che con tutti i mezzi, le esperienze e gli enti preposti che abbiamo a disposizione, non si riesca a rendere sicuro un fiume con tutti i suoi fossi!

E se fosse che la soluzione è quella di non risolvere nulla?
Alla prossima “fiumana” gente!








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2011 alle 16:00 sul giornale del 07 marzo 2011 - 5698 letture

In questo articolo si parla di vallone, politica, stefano mencarelli, argini

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Sono veramente felice di assistere una volta tanto ad un racconto reale del genere (notate bene, da un privato cittadino, non da un giornalista professionista).

Sapete perchè??

Perchè in questi anni abbiamo solamente sentito parlare di opere faraoniche e patinate senza ritorno certo per comporre probabilmente una incomprensibile città bomboniera, proibita da toccare (niente auto in centro, a progetti compiuti si dovrà transitare solo scalzi) e assolutamente lontana anni luce dalle esigenze quotidiane degli abitanti residenti.

Poi, come volevasi dimostrare, possono succedere 3-4 giorni di pioggia continua e per negligenza manutentiva, disattenzione, di 1 solo fosso o mancanza di alternative di sfogo una intera frazione (che già conosceva il problema da decenni) rischia di rimanere sfollata e perdere tutto.

Torri Eiffel nel piccolo centro storico con strade sopraelevate e cessi a cielo aperto in periferia

Mario Fiore non ha ancora ringraziato i vigili urbani per averla avvertita e il sindaco per aver mandato i vigili ad avvertirla




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