IdV: 'No Razzismo Day, Senigallia deve esserci'

No Razzismo Day 4' di lettura Senigallia 28/02/2011 -

Il primo marzo 2010 le piazze italiane diventarono gialle. Il giallo è il colore distintivo dell’iniziativa degli stranieri residenti in Italia che scendono nelle più importanti piazze italiane per chiedere il rispetto dei loro diritti più elementari e per oltrepassare il muro che divide stranieri e italiani. L’anno precedente in 300 mila avevano aderito. Quest’anno tutto si ripeterà, le adesioni sono già tantissime e il lavoro dietro degli organizzatori è molto importante.



Questa iniziativa non è presente soltanto in Italia ma molti paesi stanno organizzandosi in tal senso e la manifestazione a livello internazionale prende il nome di “No Razzismo Day”. A differenza dell’anno scorso la situazione degli immigrati si è sostanzialmente aggravata. Più passano i giorni e più l’occhio di alcune persone li vede come diversi e come chi viene ad “invadere” l’Italia e ad occupare i posti di lavoro, a rubarli agli italiani insomma. Un importante aiuto l’ha dato la crisi economica, con un governo che non ha preso un provvedimento serio in merito. Non è un bel periodo per essere immigrati in Italia. Questo perché l’ondata razzista e xenofoba sempre crescente con cui la Lega Nord da anni ci marcia a cavallo non è degna di uno Stato democratico. Gli immigrati sono i primi a pagare il prezzo della crisi, lasciati a casa senza lavoro da un giorno all’altro e grazie alla legge Bossi-Fini in assenza di lavoro il loro permesso di soggiorno non viene rinnovato ed immediata per loro c’è l’espulsione dall’Italia. Oggi è fin troppo comodo dire, come qualcuno fa, mandiamoli a casa e riprendiamoci il lavoro perché il lavoro c’era anche prima e non interessava a nessuno.

Siccome parlare in stil-leghista non ci piace passiamo ai numeri. Gli immigrati in Italia sono poco più del 6 per cento della popolazione e producono circa il 10 per cento del Prodotto Interno Lordo. Di fatto ci pagano le pensioni. L’Italia con alcuni stati ha accordi bilaterali dove si stabilisce che gli stranieri quando fanno ritorno nel loro paese di nascita, dopo anni di lavoro in Italia, potranno portare il loro contributi nei rispettivi paesi. Con pochissimi paesi c’è questo accordo e con i paesi africani, da dove proviene il maggior numero di immigrati, questo tipo di accordo è pressoché inesistente. Gli stranieri in Italia vivono in un paese ostile che non sentiranno mai loro. Questo noi non lo dobbiamo e non lo possiamo assolutamente permettere. Non lo possiamo permettere soprattutto su un lato economico visti i dati sopra citati, ma anche da un punto di vista sociale. Se non vi fosse l’arrivo di immigrati da altri paesi l’Italia sarebbe una nazione destinata ad estinguersi in quanto i dati Istat ci dicono che in Italia è notevole la differenza tra morti e nascite. Gli immigrati invertono questo trend aumentando di gran lunga il numero delle nascite e diminuendo quello delle morti.

Oggi, primo marzo, scendiamo anche noi dell’Italia dei Valori Senigallia in piazza vicino agli stranieri e, speriamo, a tanti italiani per essere vicini a questa parte della popolazione che è una miniera d’oro per il nostro paese, ma che il governo non vuole accettare come tale. Assieme a loro chiederemo: l’abrogazione della legge Bossi-Fini in materia di immigrazione. In particolar modo chiederemo l’abrogazione del nesso fra lavoro e permesso di soggiorno, che in assenza del primo prevede il non rinnovo del secondo; l’applicazione e l’estensione dell’art. 18 del testo unico sull’immigrazione; l’abrogazione del reato di clandestinità, norma inutile che genera ulteriore clandestinità e ulteriore razzismo tra la popolazione; l’abolizione del permesso di soggiorno a punti, che rappresenta gli immigrati come diversi dagli altri e li rende dei veri e propri oggetti; il passaggio del concetto di IusSanguinis e quello di Ius Soli come cardine per il riconoscimento della cittadinanza a chi nasce in Italia. Per questi principi e per questi punti specifici che chiediamo a tutti i senigalliesi che la pensino come noi di scendere nelle piazze italiane oggi, primo marzo 2011 per essere dalla parte di chi raramente o quasi mai è presente nelle istituzioni nazionali.

E’ importante anche che molti italiani scendano in piazza vicino a loro perché come scriveva il teologo tedesco Martin Niemoller

Quando presero gli ebrei non dissi niente non ero in effetti un ebreo;

Quando presero gli zingari non dissi niente non ero in effetti uno zingaro;

Quando presero i comunisti non dissi niente mica ero un comunista;

Quando presero gli omosessuali non dissi niente mica ero un omosessuale;

Quando presero i socialisti non dissi nulla non ero un socialista;

Quando presero me non c'era più nessuno che avrebbe potuto dire qualcosa....






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-02-2011 alle 17:11 sul giornale del 01 marzo 2011 - 1976 letture

In questo articolo si parla di politica, idv, razzismo, idv senigallia

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