Arcevia: boom di iscrizioni per l'Ipsia

elena giommetti 2' di lettura 28/02/2011 -

Trend decisamente positivo per le iscrizioni all’Istituto di Istruzione Superiore “Bettino Padovano”: non solo si è costituita un’intera classe del nuovo corso ITIS nella sede di Senigallia, ma in particolare quest’anno si registra un consistente aumento di iscrizioni alla scuola professionale di Arcevia, in sorprendente controtendenza rispetto alla maggioranza degli istituti tecnici e professionali.



Come afferma la dirigente, prof. Giommetti “siamo felicemente sorpresi dal risultato di quest’anno, ma crediamo che il merito sia da ricercarsi nella peculiarità del percorso di studi, orientato ad un intensa attività laboratoriale molto apprezzata dai ragazzi, e da un ambiente sicuro che permette un efficace attività didattica, a partire dalle passioni che i ragazzi manifestano. A questo risultato ha sicuramente contribuito anche l’attivazione del nuovo percorso per tecnico dei servizi socio sanitari, che ha allargato l’offerta formativa dell’istituto di Arcevia anche al pubblico femminile.

“Dalla nostra scuola”, continua la prof. Giommetti, “non escono disoccupati, tutti i nostri ragazzi li ritroviamo al termine degli studi o impegnati attivamente nelle nostre realtà produttive industriali ed artigianali, o all’Università, i nostri diplomati non conoscono il significato della parola disoccupazione, spesso vengono individuati dalle aziende ancor prima di concludere il percorso scolastico”.

La disoccupazione giovanile, che attualmente si attesta su uno sconcertante 30% (ovvero un giovane su 3 è disoccupato), è quindi anche il frutto di scelte scolastiche fatte a volte più per “convenzione” che per “convinzione”; la scuola superiore del ragazzo viene scelta sovente in base al nome piuttosto che per i contenuti che porta con se. Confindustria, Confartigianato, i Governi succedutisi e lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione da anni insistono sulla necessità di riportare nuova linfa all’istruzione tecnica, che non riesce a soddisfare la richiesta del mercato stesso lasciando ben 110 mila posti di lavoro vacanti, ovvero coperti da figure professionali non preparate. E ci riferiamo agli operai specializzati, ai meccanici, agli elettricisti, agli idraulici, a tutte quelle figure tecniche e professionali di cui la società ha bisogno . Sottolineiamo come il risultato raggiunto dall’istituto Padovano risulti sorprendente alla luce del decrescente appeal che queste tipologie di Istituti hanno sui giovani. Il loro orientamento prevalente è da anni diretto verso un’istruzione di tipo generalista liceale piuttosto che verso titoli di studio direttamente spendibili sul territorio alla fine del percorso quinquennale, che pur non precludono affatto il proseguimento degli studi verso l’università o la formazione tecnica superiore.

Che l’inquietante situazione occupazionale dei giovani sia legata a scelte superficiali circa il loro percorso scolastico? Ci auguriamo che questo positivo esempio del Istituto PADOVANO sia da stimolo e da riflessione per tanti giovani indecisi sul proprio futuro.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-02-2011 alle 15:23 sul giornale del 01 marzo 2011 - 2017 letture

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