Il mezza canaja sul corteo senigalliese

5' di lettura Senigallia 26/02/2011 -

Mentre la realtà cambia, la politica riproduce sempre se stessa, rendendosi incapace di comprendere i processi di ricomposizione sociale e politica che in questi mesi sono avvenuti nelle piazze italiane. Questa distanza siderale si è mostrata anche nei commenti e nelle voci di corridoio – soprattutto in quest’ultime – che sono seguite al corteo senigalliese di sabato 19 febbraio.



“No-global”, “centri sociali”, “antagonisti” e anche ”Mezza Canaja”, sono parole vuote o parziali, che non sono minimamente in grado di cogliere la composizione sociale che ha costruito e manifestato sabato scorso in piazza.

Sarà forse il caso, allora, di fare qualche passo indietro per facilitare la comprensione anche ai più disattenti.

L’assemblea della Sapienza indetta il giorno successivo alla grande manifestazione della FIOM del 16 ottobre a Roma, può essere presa come data in cui ufficialmente si è dato inizio a un nuovo modo di fare politica. UNITI CONTRO LA CRISI rappresenta proprio tale volontà.

Privatizzazione dei servizi pubblici, attacco ai diritti dei lavoratori, aumento delle disuguaglianze, taglio dei fondi da destinare a scuola e sanità, sono le conseguenze di come le forze di governo - ma non solo - hanno deciso di affrontare l’attuale crisi finanziaria.

Stiamo assistendo a forme di precarizzazione che si accaniscono con più ferocia su chi le vive già da molto tempo, e che nello stesso tempo si estendo a chi non avrebbe mai pensato di doverci fare i conti. Tale situazione di crisi, unita a quindici anni di berlusconismo, ha prodotto come prima conseguenza la divisione e la frammentazione dei soggetti sociali e produttivi: si pensi soltanto al referendum-ricatto cui sono stati soggetti gli operai di Mirafiori e Pomigliano. Infine, la mancanza di una sponda politica a sinistra in grado di rappresentare le istanze dei più deboli, ha aumentato il distacco nei confronti dell’intera classe dirigente.

In tale contesto s’inserisce pertanto l’opportunità e l’esigenza per movimenti, sindacati e associazioni di costruire un percorso comune. UNITI CONTRO LA CRISI significa pertanto provare a inventare un meccanismo d’interazioni e di lotte che si oppongano alla crisi non solo economica ma anche sociale-politica in atto, poiché intere generazioni di precari sono ormai private di un futuro degno.

Il 14 dicembre UNITI CONTRO LA CRISI ha partecipato alla grande manifestazione di Roma In un giorno feriale duecentomila persone hanno deciso di dimostrare il dissenso nei confronti di una classe dirigente che non ci ha mai rappresentato. Il tumulto di piazza del popolo che ne è scaturito ha rappresentato il distacco definitivo nei confronti di un modus operandi che non ci appartiene e che accomuna, con alcune distinzioni, i partiti di governo e opposizione. Con forza durante l’intera giornata si è richiesto un segnale forte, in primis da parte della CGIL, che ricompatti le differenti rivendicazioni, lo strumento a più voci reclamato è quello di uno sciopero generale e generalizzato.

Al CSO Rivolta di Marghera il 22 e 23 gennaio i nuovi soggetti precari emergenti e i vecchi segmenti operai “sommersi” dalla crisi, hanno trovato un primo e importante momento per confrontarsi e discutere di come poter fare interagire le loro lotte.

Infine, il 28 gennaio UNITI CONTRO LA CRISI ha partecipato nuovamente a fianco della FIOM, allo sciopero generale dei metalmeccanici, che si è svolto con una serie di manifestazioni in ogni capoluogo di regione. Quel giorno più di settemila persone hanno attraversato Ancona, bloccando per ore gli ingressi al porto.

Siamo stati presenti a tutte queste iniziative e manifestazioni. Dopo aver imparato a conoscerci e a rispettarci nelle nostre diversità, abbiamo deciso di organizzarci anche a livello cittadino; coscienti di dover ripartire dal basso, e con l’intento di aggregare le differenti realtà – soprattutto le singole persone - presenti in città che si oppongono alla società in cui viviamo.

Abbiamo deciso di renderci visibili dopo circa due mesi d’incontri ed assemblee, con una manifestazione cittadina in cui abbiamo scelto di affrontare tutti i temi di maggior interesse nazionale, con il fine di coinvolgere e sensibilizzare una realtà come Senigallia in cui probabilmente la crisi si è fatta sentire in maniera minore.

La nostra manifestazione ha voluto marcare una discontinuità rispetto alla retorica che negli ultimi mesi ha opposto un sedicente buon governo del territorio ad un mal governo che ha occupato quasi manu militari le istituzioni pubbliche. Questo discorso ci sembra in realtà miope e colpevole: le analogie berlusconiane tra politica e amministrazione d’impresa e, per converso, tra garanzie costituzionali ed “ostacoli”, non sono altro che l’estrema conseguenza di un’arte di governo che ha accumunato negli ultimi quindici anni destra e sinistra, con risultati a dir poco disastrosi. Come non rendersi conto degli innumerevoli tentennamenti che anche il Pd ha avuto davanti alle svendite del territorio e dei diritti di chi lavora?

UNITI CONTRO LA CRISI SENIGALLIA è qualcosa di più di un semplice slogan; è una prospettiva, quella di chi vuole intendere le relazioni politiche non come inciuci o compromessi tra classi dirigenti, ma come l’affermazione di un comune tra le forze sociali.

Noi abbiamo cominciato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2011 alle 18:51 sul giornale del 28 febbraio 2011 - 2526 letture

In questo articolo si parla di politica, Uniti contro la crisi

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