Man at work: sostegno alla creazione d’impresa. I Bandi FSE della Provincia

Burocrazia 2' di lettura Senigallia 23/02/2011 -

Vi raccontiamo quanto possa essere lunga e difficile la strada per ottenere un contributo a fondo perduto, partecipando a bandi provinciali per il sostegno alla creazione di nuove imprese.



L’avviso pubblico emanato dalla Provincia di Ancona, scadenza 14 gennaio 2010, erogava contributi a fondo perduto (25/30 mila euro) a favore di Piccole Imprese con sede nel territorio della Provincia di Ancona (Fondi FSE 2007/2013). Gli obiettivi erano quelli di incrementare la qualità del lavoro mirando all’innalzamento dei livelli occupazionali e al raggiungimento del pieno impiego. L’importo complessivo previsto era di 900.000 euro suddiviso su tre Assi: Innovazione (400mila), Occupabilità (300mila) e Inclusione sociale (200mila). Potevano partecipare tutte quelle imprese che si erano costituite nell’arco di tutto il 2009.

Le imprese che hanno partecipato al Bando erano del tutto consapevoli del fatto che non era per niente una passeggiata, perché il progetto da presentare doveva contenere una serie di caratteristiche precise e rigorose. Molti, con caparbietà e forza d’animo, alimentati dalla speranza di far passare un’idea in cui credevano molto, si sono fatti assistere da consulenti e professionisti. Altri hanno fatto tutto da soli.

Trascorsa la scadenza, tutti quanti, in religiosa attesa, hanno cominciato a sperare di entrare in graduatoria e di poter utilizzare quel gruzzoletto tanto agognato. Certo, non ci si affidava completamente a questo contributo però si poteva contare sul fatto di poter recuperare almeno le spese di avviamento.

La commissione di valutazione dei progetti pare si sia riunita solo a settembre (8 mesi dopo la scadenza del bando) e finalmente in autunno le tre graduatorie sono state pubblicate. Quella della Occupabilità presenta 77 progetti ammessi. A questo punto, quelli della parte bassa dell’elenco hanno cominciato a disperare, quelli della parte centrale sono rimasti con il fiato sospeso, e a tutt’oggi, dopo più di un anno, solo i primi 23 hanno ricevuto la comunicazione di ammissione (se qualcuno di questi rinuncerà la graduatoria scivolerà automaticamente verso il basso). Né è dato sapere se arriveranno a breve o lungo periodo altre risorse per finanziare le decine di progetti in graduatoria.

Alimentare inutilmente speranze ed attese per così tanto tempo è proprio una gran brutta cosa anche perché nessuno sa quando queste graduatorie rimarranno ferme per mancanza di fondi; ma, soprattutto, non si capisce perché dalla scadenza del bando all’utilizzo dei fondi è trascorso più di un anno! Siamo consapevoli che la ripresa è difficile ma, se ci mettiamo pure che le difficoltà di avvio di nuove iniziative imprenditoriali si sommano alla lunghezza e alla farraginosità delle procedure burocratiche, essa sarà anche più lunga.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2011 alle 17:07 sul giornale del 24 febbraio 2011 - 6127 letture

In questo articolo si parla di economia, alberto di capua

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