IdV: 'Noi votiamo il 29 maggio'

italia dei valori 3' di lettura Senigallia 23/02/2011 -

Sabato alcuni di noi erano in piazza Roma, tra cui chi scrive, da singole persone senza simbolo di partito. Lo abbiamo fatto come sempre noi dell’Italia dei Valori per essere vicino alla gente che non ce la fa più a sopportare la situazione che l’imputato piduista per prostituzione minorile gli fa gravare sulle spalle e la pelle.



Siamo stati insieme a studenti medi e universitari, precari, insegnanti, operai che chiedevano diritti fondamentali come il lavoro, la salute, la scuola pubblica, l’acqua bene comune. Siamo stati in piazza con loro per chiedere le dimissioni del sultano di Hard core e lo siamo stati come abbiamo sempre fatto, come per gli operai della Fiat di Pomigliano e Mirafiori che hanno subito un ricatto e hanno vista sospesa la Costituzione Italiana all’interno delle fabbriche. Non diciamo ciò per rientrare nelle polemiche sterili, ma per ribadire ora un’unità d’intenti. Grazie ai due milioni di firme raccolte dall’Italia dei Valori a breve ci saranno tre referendum fondamentali per tracciare il nostro futuro.

Equità della legge, energia sicura e acqua pubblica. Con questi referendum possiamo impedire che si realizzino le conseguenze nefaste della politica di Berlusconi, degna del peggior “commenda” spregiudicato e insensibile al bene comune. In primavera dovremo recarci alle urne per dire semplicemente se vogliamo consentire al Caimano di peggiorare le nostre condizioni di vita, oppure se crediamo sia arrivato il momento di aprire un nuovo capitolo. I referendum sono l’unica via per mandare a casa Berlusconi e il suo modo di fare politica, senza giochi di palazzo e con mezzi democratici: lui lo sa e per questo sta cercando di ostacolarli. Dobbiamo impedirglielo chiedendo a gran voce una scelta che conviene a chi lavora e paga le tasse, non a chi ha sequestrato il Parlamento: votare il 29 maggio per tornare a contare davvero, scegliendo noi il tipo di società in cui vogliamo vivere.

Ribadiamo che scegliere una data diversa dal 29 maggio sarebbe un abuso di potere da parte di Maroni. Non solo per ragioni di opportunità politica, ma anche perché verrebbe inferto un vulnus alle casse dello Stato alle quali il voto 'differito' dei referendum costerebbe non meno di 350 milioni di euro. Non scegliere quella data sarebbe una rapina ai danni di tutti per finanziare una truffa della democrazia. L’Italia dei Valori ha raccolto le firme per il referendum, ma il referendum non è dell’Italia dei Valori. E’ di tutti quelli che vogliono mettere fine al potere e agli abusi di potere di Silvio Berlusconi. Se tutti quelli che in queste settimane si stanno mobilitando per cacciare il corrotto, le forze politiche, i giornali, le donne e gli uomini di cultura, i lavoratori, il popolo del 13 febbraio, faranno proprio il referendum e si sforzeranno per rompere il muro di silenzio e di prepotenza, il prossimo 29 maggio Berlusconi sarà cacciato via dalla sola forza che possa smuoverlo senza sotterfugi e senza giochi di palazzo: la volontà democratica del popolo italiano.

Come dice il nostro presidente Antonio Di Pietro: “Se stiamo in due in mezzo al mare e l’altro mi continua a dire: “Non ce la facciamo ad arrivare a riva”, io rispondo: “Nuota ragazzo, altrimenti qua moriamo!”. Allora, tra stare qui e morire di berlusconite acuta e andare lì e tentare di prendere un antidoto…io ci provo. Io voto il 29 maggio. Chiedi a Maroni di poter votare il 29 maggio: http://www.iovotoil29maggio.it/






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2011 alle 11:34 sul giornale del 24 febbraio 2011 - 2546 letture

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