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comunicato stampa

Per la giornata delle Foibe, la Stagione cinematografica propone La città dolente

2' di lettura
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dal Comune di Senigallia
www.comune.senigallia.an.it


Foibe

Giovedì 10 febbraio, per la giornata del ricordo dedicata alle Foibe, la Stagione cinematografica di Senigallia (Marche – AN) alla Piccola Fenice propone “La città dolente”, film uscito nel 1949 e diretto dal regista Mario Bonnard. L'appuntamento rientra tra gli incontri della Stagione cinematografia 2010-11 del Comune di Senigallia (Assessorato alla Cultura) a cura del Circolo cinematografico Linea d’ombra. Inizio alle 21.15. Ingresso con tessera.

Realizzato in bianco e nero, questo lavoro contiene alcune scene documentarie sull'esodo istriano, girate da cineoperatori proprio in quei giorni in cui la riscrittura dei confini italiani orientali verso Trieste, spinse decine di migliaia di persone a lasciare Pola. Immagini che vennero dunque restituite alla visione pubblica dopo essere state recuperate negli archivi dell'Istituto Luce e restaurate dalla Cineteca del Friuli. Le scene documentarie si inseriscono in quelle di finzione che raccontano la vicenda di Berto, meccanico che in quei giorni decide di restare a Pola, fiducioso nel socialismo di Tito. I fatti lo smentiranno, moglie e figlio riusciranno a partire verso Venezia grazie all'aiuto di una ispettrice comunista. La stessa che poi manderà Berto in un campo di lavori forzati perché venga “rieducato”.

La sceneggiatura è frutto di un lavoro di squadra tra lo stesso regista Bonnard e Federico Fellini, Aldo De Benedetti e Anton Giulio Majano. La fotografia fu affidata al grande Tonino Delli Colli. Il critico Paolo Mereghetti ha definito questo film “strano, anomalo, dove la propaganda si mescola al documentario, il melodramma alla ricostruzione storica”. La sequenza che più resta impressa sempre secondo Mereghetti è “quella della dissepoltura delle casse da morto dai cimiteri, per portarsi in Italia anche i resti dei propri cari. […] Altrettanto drammatiche sono le lunghe file di profughi che spingono mobili e materassi ammassati su carretti di fortuna, o i volti senza gioia dei bambini che si imbarcano sulla nave Toscana, che fa la spola tra l'Istria e Venezia. Immagini che l'allora giovanissimo Tonino Delli Colli (era il suo ottavo film come direttore della fotografia) riesce a fondere perfettamente con il resto del film, girato in parte negli stabilimenti Scalera di Roma in parte in esterni”.

Il film “Una città dolente”, unico film girato su questo soggetto, pone moltissime domande che restano ancora da percorrere, come il fallimento delle minoranze italiane rimaste in Istria, l'oppressione titina, i campi di concentramento, la violenta propaganda anticomunista che in quel periodo attraversava l'Italia. “Forse l'esodo da Pola e più in generale il ridisegnamento dei confini orientali del nostro Paese – conclude Mereghetti - era un argomento su cui quasi nessuno si sentiva di speculare: troppe le sofferenze subite, troppi da una parte e dall'altra gli scheletri da tener nascosti negli armadi”.



Foibe

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-02-2011 alle 16:48 sul giornale del 09 febbraio 2011 - 843 letture