Droga al Mamamia: De Amicis, 'la Giunta deve ammettere i suoi errori'

movimento sociale fiamma tricolore 3' di lettura Senigallia 29/01/2011 -

Dopo i fatti accaduti al Mamamia, nel bla bla mediatico, s’è sentito di tutto, anche la nascita di un Comitato cittadino di salute pubblica. Senza scomodare Robespierre e le ghigliottine, ora che queste manifestazioni di barbarie giovanile diventano fatto comune, e superano ogni previsione e (per qualche giorno) allarma, si vorrebbe vedere da parte dell’assessore Campanile e da tutta la Giunta di Senigallia qualche ammissione di autocrtitica e d’errore, che invece manca.



L’assessore nei mesi scorsi è stato il promotore del progetto 'sballo positivo'. Già nel nome dell’iniziativa c’è qualcosa che suona male, non esiste un sballo positivo, lo sballo è unicamente negativo. Forse l’Assessore Campanile dovrebbe candidamente dire: scusate, dopo i fatti accaduti al Mamamia, la mia iniziativa non ha avuto successo, mi ritiro a meditare. Allo stesso tempo noi della Fiamma Tricolore chiediamo: quanti soldi sono stati spesi per un’idea che è stato un fallimento totale? Non era meglio destinare quei fondi (dato che ce ne sono pochi) diversamente?

In secondo luogo: perché coinvolgere i giovani con dibattiti e discussioni sterili? Perché volete curare gli 'effetti' e non le 'cause' che inducono questi ragazzi a demolirsi? Tento una risposta: perché dovreste rimettere in discussione le idee a cui fate riferimento. Prima del 1968 non si aveva paura di affermare che l’autorità dei genitori, del professore, ma anche del vigile urbano e del passante anziano che si sapeva in diritto di rimproverare il ragazzino spaccatore di vetri con la fionda era il primo fattore del passaggio dall’età infantile a quella adulta, delle responsabilità. Il fatto è che allora, l’osservanza delle regole morali e sociali (non necessariamente il conformismo: conformisti sono i giovanissimi d’oggi, che fanno cose che non vogliono, solo perché 'il gruppo' li obbliga, ricattatorio, ad essere 'come tutti noi') era coralmente ritenuta la strada per una vita serena e degna.

Ma dal quel momento in poi assistiamo ad un rovesciamento dei valori, ad una pedagogia anti-repressiva che ridicolizza la disciplina ed ogni tipo di autorità. In questa quarantennale pedagogia della stupidità violenta c’entrano tutti: il progressismo dell’educazione post-sessantottino («Vietato vietare») divenuto luogo comune, come le tv di Berlusconi, che scelgono i comportamenti più bassi e meschini possibili in esseri umani come i più degni di rappresentazione, siano nel Grande Fratello o nelle porcherie alla De Filippi subito imitate, ovviamente, dalla Rai di Stato. C’entrano, il sociologismo avanzato giustificazionista, la psicologia di massa trasgressiva e da salotto progressista, la pubblicità puttanesca, la Chiesa di manica larga che ha ridotto il suo messaggio a dottrina sociale senza motivazioni superiori (di cui si vergogna). C’entra, di sicuro la cocaina, le pasticche e i 'cartoni' (LSD), le droghe dell’aggressività, vendute in ogni discoteca (e non si dica che le discoteche vanno chiuse). C’entrano i genitori che non negano nulla e insegnano come apprezzare uno dalle griffes che indossa; c’entra la glorificazione massiccia, corale, gridata da tutti i mezzi, dell’arricchimento ingiusto, della furbizia aggressiva, della maleducazione provocatoria, da ciò che resta dopo la fine delle ideologie, l’individualismo nichilista.

Che cosa si può fare? Guardate, non c’è niente da inventare: la pedagogia di un secolo fa, che imponeva la disciplina, certe gerarchie e autorità, aveva dei metodi accertati. Insegnava le buone maniere, che si estendevano anche molto, interiormente, fino alla moralità e al rispetto di sé. Insegnava lo sforzo disciplinato, la ritenzione degli impulsi. Spaccava i branchi giovanili, offrendo antagonismi nobili ed alti, a scuola divideva le classi in achei e troiani. Proponete solo di instaurare di nuovo quei metodi, e tutti vi si avventeranno contro, urlando alla repressione, al bigottismo, all’oscurantismo. E’ questo il vero problema. Qualcosa da fare c’è, i metodi ci sono, ma la società intera si rifiuta di accettarli e di applicarli condannado di fatto i giovani a diventare mostri infelici.


da Riccardo De Amicis
Segretario Provinciale Fiamma Tricolore





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2011 alle 10:20 sul giornale del 31 gennaio 2011 - 5699 letture

In questo articolo si parla di politica, Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Riccardo De Amicis

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Viviamo tempi bui oggi, solo perchè non si vuole andare avanti, Riccardo, tu proponi di tornare ad idee del novecento, quando oggi, invece si vuole seguire le vie, ancor più vecchie e superate, dell'illuminismo di fine 700. La società si adegua ai costumi imposti dai media, ecco perchè chi come noi, porta avanti discorsi di educazione e senso civico viene tacciato di oscurantismo. Basterebbe poco per portare la giventù che cesce sui corretti binari della vita, così da poter apprezzare i valori della vita, le piccole e grandi gioie così come pure i dolori. Avanti così Riccardo, più si parla di queste cose, più la gente ne prenderà coscienza

Penso che la colpa non sia poi del tutto dovuta dai giovani, ti faccio un esempio...un tempo quando si tornava a casa dopo essere andati a scuola, se un ragazzo diceva al proprio genitore....l'insegnante mi ha sgridato o bacchettato....il genitore rispondeva..ha fatto bene te lo meritavi..ed il ragazzo capiva che era sbagliato...adesso se torna a casa un ragazzo e va dal genitore e dice....l'insegnante mi ha sgridato davanti a tutti..il genitore va al primo commissariato di zona e denuncia l'insegnate....ed il ragazzo si fa scudo e non ha rispetto del prossimo...e si sente in diritto e dovere di dire e di fare e dire ciò che vuole...perchè la legge lo tutela (ed il genitore l'appoggia)

Caro Riccardo, il tuo comunicato mette in evidenza quali sono le cause che portano le nuove generazioni all'autodistruzione e che vanno dai programmi spazzatura all'eccessivo permissivismo dei genitori. Se a questo aggiungiamo la condotta tenuta dagli attuali governanti e parlamentari, il cerchio si chiude. Il processo di decadenza morale della nostra Nazione sembra, ai noi, inarrestabile. Speriamo in una inversione di tendenza.

Caro Riccardo, impossibile non condividere la tua esatta desamina sull'argomento in questione.
Questi sono i risultati della "democrazia" attuale che è sfociata ne più ne meno nell'anarchia totale. Ai giovani gli si è insegnato che tutto è permesso, ma è stato insegnato in maniera subdola, ossia non impedendogli di fare quello che moralmente non è corretto, non parlandoci, non insegnandoli l'educazione, e lasciandoli crescere da soli, allo sbando di quello che oggi la società ha creato non rispettando l'etica, i principi e la moralità.
Se ad un ragazzo non gli si insegna cosa è giusto e cosa è sbagliato, questi crescerà nei modelli e negli status simboli che la società gli offrirà.
Sarò monotono ma da sempre sostengo che la famiglia, unita alla scuola, è il cardine principale per i ragazzi. Non possiamo poi pretendere di avere un "ramo" bello dritto quando "l'albero maestro" è storto.
Perchè i giovani oggi hanno bisogno dello "sballo"? Perchè vivono una vita piatta, senza ideali, senza interessi, senza credere in un qualche cosa, senza principi....è la colpa è sempre della famiglia in primis, a seguire di tutti questi stereotipi mass mediatici che ti fanno il lavaggio del cervello.
Ai più questo discorso sarà sicuramente considerato quasi "blasfemo", perchè bene che vada verrò tacciato o di "oscurantismo" o di essere un "fascista".
Nessun problema, anzi sono ben felice di ricevere quei giudizi, perchè posso dire, con un pizzico di orgoglio, di avere un figlio 22enne che vive da solo in una città differente da quella dove è nato, per motivi di studio. E' un ragazzo che ha le sue pasioni, i suoi ideali, le sue idee, e non ha bisogno di doversi "sballare" per vivere delle emozioni, quelle sa benissimo come trovarsele.
Certo....forse sarò stato anche un po' duro con lui, ma oggi, quando lo sento parlare, non posso che ascoltarlo con piacere, e lui stesso mi ha ringraziato per avergli insegnato cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Morale della favola....chi ha idee del tipo "sballo positivo" è l'ennesima e chiara dimostrazione del "prodotto" della civiltà di oggi dove regole e principi sono completamente sparite e, se con i miei discorsi vengo tacciato di "oscurantismo" o di essere "fascista" bhè, io rispondo che sono orgoglioso di esserlo!!!

mimmo valastro

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Tonelli

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Ciao ricky, ho letto il tuo articolo . In parte sono d'accordo con te. Sul ruolo che dovrebbe ricoprire la famiglia, sugli esempi negativi che giungono dalla tv , da internet e dalla società. Il paragone con il secolo scorso secondo me è sbagliato."i tempi cambiano". Tutti siamo stati giovani e chi più , chi meno, ha fatto le "sue cazzate". Con il tempo si cresce , si matura , si comprende cosa è sbagliato e cosa no. Ma i giovani, quelli che si ubriacano e magari si fanno qualche canna se ne fregheranno altamente dei consigli degli adulti(cosa che facevo anch'io) :). Con il tempo poi capiranno(quasi tutti ).

Finchè gli esempi saranno quelli che la politica di oggi porta (anche se purtroppo troppe persone si ostinano a negare l'evidenza dei fatti), difficilmente sarà possibile per un partito politico e per un rappresentante politico, essere accettato come buon esempio e buon insegnante.
Penso che questo intervento sarebbe stato più giusto farlo come libero cittadino, piuttosto che sotto le insegne di un partito politico.
Anche perchè credo che questo sia un tema universale, un argomento che tocca chiunque e dovunque, una realtà che si vive ogni giorno in ogni famiglia, una realtà che può essere interpretata da chiunque, semplicemente prendendo atto del fatto che il rispetto di se stessi è coincidente con il rispetto per gli altri.
I valori si sono dispersi nel turbine del consumismo, ma di certo non serve una disciplina di altri tempi per rendersene conto, piuttosto sarebbe molto utile abbassare i toni e allo stesso tempo incominciare ad accontentarsi di più, perchè la ricerca dello sballo inizia proprio quando non ci si accontenta più di quello che si ha.
Ai ragazzi più giovani di me voglio solo dire, dovete volere di più! Ma dovete pretendere di più solo da voi stessi, lasciate stare tutte quelle cazzate che cercano di vendervi ogni istante, scordatevi del fatto che la felicità e la realizzazione sono una bella macchina o una barca ormeggiata in porto, dimenticatevi del fatto che l'amore per una donna possa nascere in una discoteca in cui non riuscite nemmeno a respirare tanto è il frastuono.
Provate ad apprezzare il silenzio, provate a rallentare per un attimo la vostra corsa verso l'inutile, provate a capire che siete e valete, molto di più di quello che gli altri si aspettano da voi.
Ma voi potete valere di più solo essendo voi stessi.
Non è facile, ma state sicuri che non è assolutamente impossibile essere se stessi. Per me il cammino è stato duro, fatto di molti scivoloni, di molte delusioni, ma anche di molte soddisfazioni e di incontri con gente fantastica. Sono sicuro che molto dovrò fare ancora, e sono sicuro che ci sarà modo di sbagliare e di migliorarsi.
Fate in modo che un autorità dispotica non abbia più modo di esistere, educatevi da soli al rispetto e alla semplicità, vivete la vostra vita sotto le righe, in armonia e liberi da ideologie e dottrine; ritrovate la vera consapevolezza dell'essere voi stessi.

giuliano.m

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Tranquillo, nessuno ti grida contro.

Solo indifferenza per il tuo moralismo d'accatto e ridicole idee da caserma.

Poi sui mostri infelici è tutto da vedere: ci sono punti di vista: per esempio non mi sembra che tu sprizzi felicità. Che sia colpa della tessera di partito che hai in tasca?

ancora con la repressione, ancora con il proibizionismo, ancora con l'autorità... Politiche che negli ultimi 90 anni non hanno portato a nulla se non una maggiore diffusione illegale dell'uso di sostanze stupefacenti. Con il governo Berlusconi sono state inasprite le pene, la Legge Fini/Giovanardi è altamente repressiva nei confronti dei consumatori e i risultati quali sono?

Personalmente sono favorevole alla regolamentazione delle droghe leggere e secondo me è fondamentale una cultura che miri all'informazione, senza bigottismo.

Vi siete mai chiesti come mai un paese come l'Olanda, dove alla base c'è un grandissimo SENSO CIVICO e di TOLLERANZA, il numero di tossicodipendenti, in proporzione alla popolazione, è molto più basso rispetto ad altri paesi non tolleranti?

Altra cosa... basta a prendere in Mamamia (unica discoteca rimasta in una località turistica come senigallia...) come riferimento di luogo "poco raccomandato" e "dove gira la droga". E' infantile e bigotto. La cocaina gira IN MOLTI LOCALI DI SENIGALLIA e la si può acquistare SENZA ARRIVARE AL MAMAMIA. Anzi... spesso le sostanze di cui si fa uso in discoteca vengono acquistate FUORI e PORTATE DENTRO. Il Locale è un ALIBI, non la casa diavolo.

Per caso c'è qualcuno che crede che chiudendo il Mamamia si evita la diffusione della droga?

Tra i discorsi più sensati di questa pagina c'è quello di Enea Bartolini, che scansando i bigottismi affronta in altro modo la questione. Con tolleranza e senso della misura.

Certo hai ragione, non giustifico nessuno, però purtroppo si è arrivato ad un eccesso da entrambi i poli, sta nel genitore valutare, ponderare e se è il caso intervenire, io da genitore non la penso alla vecchia maniera, ma neanche come hai descritto tu, bisogna trovare una via di mezzo e soprattutto usare la logica, altriemnti, si rovinano i figli e magari facendo una denuncia affrettata anche dei bravi professori.

Ciao Nik

Oramai il paese è allo sbando più totale.
Chi ammette che in Italia non c'è abbastanza libertà, è nel torto marcio più totale.
Bisognerebbe imporre regole più rigide, ferme, che debbono essere rispettate da tutte le parti, NESSUNA esclusa.

la cultura di un paese senza storia alla quale aspiriamo da 60 anni ci ha portato fino a questo punto:

il grande gatsby
il giovane holden
sulla strada

e da noi a partire dall'inizio degli anni 60:

il sorpasso
la dolce vita

e più di tutto la televisione

infatti l'intervento di Enea Bartolini è in linea con l'articolo e totalmente differente dal tuo, illustra semplicemente la sua esperianza vissuta, non da del bigotto a nessuno che la pensa diversamente da lui e non cita guarda caso nessun governo di destra o sinistra che sia

la sostanziale differenza?
Enea si fida della persona, Riccardo invece dell'autorità. Credo siano basi totalmente diverse.
Non trovi? ;-)

E a me piacciono più le persone che hanno fiducia delle persone e della loro intelligenza che di quelle che ci vogliono imporre l'autorità, la disciplina e toglierci la possibilità di ragionare con la nostra testa. Questo a me fa venire l'orticaria solo a pensarci.

Molto più che la droga è una girandola continua di bastonate, dentro il locale, nel parcheggio privato, fuori in strada.

Esiste una cosa che si chiama legge, che si sviluppa in codice civile e codice penale, esitono provvedimenti a tutela dell'ordine pubblico oltre che a contrasto della droga...non ho notato provvedimenti a tutela dell'ordine pubblico efficaci.Ribadisco, è una girandola di bastonate continua.Il comitato di salute publica non è al corrente di questo.Io sono del comitato applicazione del diritto... e tutta la politica è fuori da questo dibattito.L'organo che emete cert tipi di ordinanze in materia di ordine pubblico è la Questura di Ancona.la competenza è della Questura di Ancona.

Purtroppo assistiamo all'ennesima rappresentazione di una squallida commedia vista fin troppe volte e la cui frequenza quotidiana è un pericoloso mezzo verso l'assuefazione. Ecco, il problema è proprio questo: perchè se ne parla solo senza fare praticamente nulla, mentre chi compie queste scempiaggini è libero quotidianamente di proseguire a fare i suoi danni?
E poi basta con il qualunquismo di certi commenti: confondere le idee dei singoli con le idee di partito, "l'abbassare i toni", il riferirsi per il comportamento solamente al contenitore delle esperienze personali sono segni di un passato vissuto senza radici e senza convinzioni. In una parola, senza famiglia: e una pianta senza radici non è nè un esempio nè un indirizzo.

Isabella Pedone , allude a me? Se c'è infrangimento dela legge le indainbi sociologiche non risolvono nulla e non è che la famiglia sia per forza un elemento positivo, la famiglia è composto da persone... se una radice è marcia le altre non germogliano...questo commento si poteva tranquillamente evitare.C'è un posto dove ogni sabato c'è un casino pazzesco, c'è casino alo stadio, vada al mamamia il sabato, prenda la parola durante una delle tante risse e si metta a parlare di famiglia... qualunquismo di chi, idee di chi... non c 'è nessun sociologo qua credo e non lo è nemmeno lei.E dagli con 'sta storia della amiglia, che a volte è piovresca, è il principio del disagio.