Amati al Pd: 'Salvaguardiamo il progetto comune'

Silvana Amati 3' di lettura Senigallia 14/01/2011 -

Giovedì ho partecipato alla direzione nazionale del PD, seguendo con attenzione un dibattito serrato, interessante e costruttivo, aperto da una ottima relazione del segretario Bersani e conclusosi con un voto pressoché unanime .



Ieri ho partecipato alla direzione nazionale del PD, seguendo con attenzione un dibattito serrato, interessante e costruttivo, aperto da una ottima relazione del segretario Bersani e conclusosi con un voto pressoché unanime . Tornata a casa, dai media, ho visto un altro film, un film di fantascienza. Sia sul programma politico che sulle alleanze Bersani ha rafforzato quello che già aveva affermato: prima il programma del PD per l’Italia, poi il confronto con le forze sociali e le forze politiche con le quali ricercare una convergenza che evidentemente si baserà sulla condivisione di proposte comuni per portare l’Italia fuori dalla crisi e oltre Berlusconi.

La proposta politica è una proposta di sistema basata su due pilastri, una riforma repubblicana ( legge elettorale, federalismo solidale, giustizia, conflitto di interessi, riforma RAI ) e un patto per la crescita e il lavoro (nuovo patto fiscale, liberalizzazioni,norme contro la precarietà e i sottosalari, economia verde, incentivi alla ricerca, nuove politiche per il Mezzogiorno). Non slogan ma progetti dettagliati, in gran parte già votati nelle passate assemblee nazionali e da arricchire ulteriormente nella prossima assemblea del 28 e 29 gennaio a Napoli. Sulle primarie, strumento fondante, utile e necessario, nessuna cancellazione , ma una riflessione comune, sostenuta dagli approfondimenti indispensabili di come esse si organizzano in particolare negli USA. Una riflessione comunque utile a uniformare l’impianto per evitare i limiti e le difformità territoriali che sono emerse in questi anni e che sono state poste in luce tanto dalla pratica che dalle indicazioni di studiosi ed osservatori delle vicende politiche del nostro Paese.

Si è anche molto parlato del referendum in corso alla Fiat, evidenziando la solitudine estrema in cui si svolge questa scelta, che è da rispettare qualunque sia il risultato. Vergognosa l’assenza di una politica industriale del nostro Governo e urgente l’introduzione di nuove regole sulla rappresentanza. Non è pensabile che siano solo i lavoratori a pagare il prezzo della produttività nel mondo globale. Insomma si è svolto un dibattito importante che alla fine ha visto non partecipare al voto, per altro come segno di disponibilità futura, quanti si riconoscevano nella area di Fioroni e Veltroni, mentre anche la componente del senatore Marino ha condiviso il percorso indicato da Bersani votando la relazione. Tutto questo per rimettere in ordine i fatti, riaffermare la buona salute del PD e salvaguardare il progetto comune , nella crisi evidente della destra, ritrovando e preservando lo spirito del 11 dicembre.

Quello della grande manifestazione popolare che ha saputo parlare al Paese. In tanti siamo allora partiti insieme per parteciparvi anche da Senigallia. Penso che anche i distinguo di questi giorni su un incontro della direzione locale, distinguo per altro superati dai fatti, possano, anzi debbano lasciare il campo alla necessità vera di costruire insieme il consenso su una linea ora oggettivamente assai condivisa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2011 alle 16:37 sul giornale del 15 gennaio 2011 - 1239 letture

In questo articolo si parla di silvana amati, politica, pd

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/gkS





logoEV
logoEV
logoEV