Ospedale unico, interviene Fano dei Quartieri

fano dei quartieri 3' di lettura Senigallia 11/01/2011 -

L’Assessore regionale Mezzolani, in risposta al consigliere D’Anna, indica che la scelta di realizzare un ospedale unico per l'azienda ospedaliera Marche nord essere condivisa da tutto il governo regionale, coerente con la proposta di Piano sociosanitario 2010-2011.



Da cittadini quali siamo, e privi di preconcetti politici, confidiamo sul fatto che le decisioni che saranno prese siano in linea con i principi di economicità, buon senso e tutela della salute dei cittadini tutti. Altresì, come nostra consuetudine, interveniamo nella bagarre politica con delle nostre proposte che rimettiamo ad una più ampia e generalizzata discussione a favore dei cittadini e di chi le vorrà raccogliere. Privi di spirito campanilistico, preconcetto ormai vetusto nell’era della globalizzazione, rileviamo come Fano e Pesaro, due fondamentali realtà nel panorama regionale, da troppo tempo ormai si confrontino, e scontrino, in azioni e decisioni politiche che troppo spesso vedono la prima soccombere alla seconda in una sorta di vittoria di Pirro che penalizza di fatto entrambe e limita le grandi potenzialità che i due territori sanno e possono esprimere.

L’Ospedale unico, progetto che meglio vorremmo comprendere, in linea di principio ci vede concordi e può dunque essere un momento per addivenire veramente ad un qualcosa di nuovo fra queste due grandi Città. La mera costruzione e collocazione dei “muri” non devono altresì costituire l’elemento prevalente di discussione, soprattutto se va a scapito della professionalità e della qualità dei servizi/prestazioni, ma va altresì colta l’opportunità per un’eventuale loro razionale collocazione che vede, nel territorio fanese, la sede naturale. Nel premettere che anche la struttura ospedaliera delle Torrette di Ancona risulta essere posizionata a poco meno di 10 Km dal centro cittadino, Fano, in particolare dopo l’uscita dei territori della Valmarecchia, risulta essere sede privilegiata grazie alla sua posizione, al favore della strada di grande comunicazione, Fano-Grosseto, dalla realizzazione della terza corsia dell’A14, dalla vicinanza rispetto alla Valle del Cesano, nonché naturale sbocco di quella del Metauro, senza togliere la possibilità, di non poco conto, di poter usufruire del ruolo strategico dell’aeroporto.

In fine, in termini di concretezza ed allo scopo di valutare le reali intenzioni delle amministrazioni coinvolte su un progetto serio e concreto atto a costruire e non a demolire rilanciamo l’area dell’ex zuccherificio (già pronta “all’uso”), quale potenziale sede ove collocare tale struttura ospedaliera o, in alternativa, ospitare un polo scolastico e di ricerca. Così facendo, ci si passi la provocazione, si prenderebbero i fatidici due piccioni con una fava dal momento che, su affermazione di alcuni, le scelte sulla destinazione dell’area dell’ex zuccherificio potrebbero dare adito ad interventi di speculazione come pure la costruzione di un nuovo ospedale e dunque, avessi visto mai, che nella moltiplicazione di due potenziali fattori negativi, per una volta, vederli annullare in un prodotto positivo che vada a favore della collettività?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2011 alle 18:03 sul giornale del 12 gennaio 2011 - 2176 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, fano, Fano dei Quartieri

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No, cari Compagni, 'stavolta proprio non condivido il vostro NI o SO.
Proprio oggi in una intervista s'è chiaramento ribadito che i posti-letto nella nuova struttura saranno intorno ai 500.
Cercate di convincere che dimezzare il numero delle attuatli disponibilità è cosa buona e giusta.
Provateci.
E magari sentite anche qualcuno che all'ospedale ci stà già lavorando.
Più si va avanti e più - a mio modesto parere - l'idea dell'unico sà quasi di alibi per non modernizzare i due, oggi, anzi ieri.
Auguri a tutti noi di restare in salute...

magari...

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@ Metauro
Non conosco il tuo nome e dunque non posso dirti se siamo stati compagni d’infanzia ma visto che usi questo termine deduco di si!
Non ho difficoltà ad esprimere un Si o un No ma in genere lo faccio quando sono a conoscenza dei fatti o sono riuscito a farmi un’idea sulla vicenda; cosa che, in questa occasione, non sono riuscito ancora a fare visto il polverone e la fumosità delle informazioni.
Da una lettura attenta del comunicato avrai sicuramente notato che facciamo delle proposte, a nostro avviso di logica e buon senso, che possono, legittimamente, essere condivise o meno rimanendo però sulla questione che in questo caso auspica una struttura unica a Fano (tu in questo caso cosa ne pensi?).
Senza dilungarmi posso solo dirti che conosco, purtroppo, le strutture ospedaliere dicendoti che quando ne ho avuto bisogno non sono state funzionali nessuna della Regione Marche costringendomi ad andare al nord ed all’estero.
Lasciami dunque “sognare” un ospedale “unico” funzionale ed efficiente in luogo di due che costano e non servono a nulla!. Un caro saluto Gianluca Cespuglio

Ho letto i commenti "sconsigliati". Davvero grazie per gli interessanti approfondimenti (come il ricordare che Santarcangelo, Riccione, Cattolica e Rimini non penserebbero ad una "unificazione sanitaria", pur essendo ubicati in località "confinanti").
Non pensavo proprio di suscitare tanto interesse col mio "piccolo" intervento.
Aggiungo solo, per l'amico Gianluca, che non si deve arrabbiare se Giorgio Panaroni lo chiama "compagno". La cosa è strana: se diciamo compagni d'infanzia o compagni di scuola, nessuno se la prende... è il solo "compagno" che da un po'fastidio e che viene considerato anche fuori moda. Il mio, comunque, era un modo scherzoso per iniziare il commento.
E, scherzo per scherzo, rispondo alla tua domanda. Se sono d'accordo all'ospedale "unico"... ma a Fano. Certo che sì, purchè si faccia a San Lazzaro!
Saluti.
Gp

Giorgio lo sapevo ... d'altronde la classe non è acqua e tu come metauro ne hai tanta ;)
Scherzi a parte non ho letto i commenti sconsigliati e dunque non posso rispondere (mi scuso).
Per il resto, vista la complessità della materia e la sua fumosità (spunto per una vignetta? en ce se capisc nient) ritengo che, come in tutte le cose, ci debbano essere dei punti fermi dai quali partire.
Il nostro punto fermo per una sede unica, come già detto e lo ribadisco, ha senso se si va in una direzione di razionalizzazione e di miglioramento dei servizi ed in tale contesto, con dati che ritengo oggettivi ed esposti, Fano risulta essere il territorio privilegiato ed è chiaro che, se ciò non fosse, la struttura fanese debba essere potenziata e resa più efficiente relegando alla sola parte amministrativo/contabile e dei servizi l'unificazione.
un caro saluto e scusa la curiosità: San Lazzaro centro o periferia?




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