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Roghi, nessuna ritorsione o tentativo di estorsione

roberto cardinali 1' di lettura Senigallia 08/01/2011 -

Non ci sarebbe alcun atto intimidatorio né ritorsivo dietro ai due incendi che hanno interessato lo Chalet “da Nialtri” sul lungomare di Marina di Montemarciano e l'Alfa Romeo 164 di proprietà di un imprenditore edile parcheggiata in via Corvi alla Cesanella.



Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Senigallia dirette dal capitano Roberto Cardinali stanno facendo luce sulle cause dei due roghi, verificatisi entrambi nelle prime ore del mattino del 6 gennaio, ma che non sono collegati fra loro.

Nel caso dello chalet "da Nialtri", il locale potrebbe essere stato utilizzato come riparo temporaneo. Qualcuno, forse un extracomunitario, non lontano sono presenti tra l'altro gli ex stabilimenti della “Montecatini” utilizzati spesso come bivacchi, per tentare di scaldarsi avrebbe bruciato del materiale innescando l'incendio. Il proprietario del locale è al momento fuori dall'Italia. Da verificare se il locale sia coperto da assicurazione. Nel caso dell'auto, un'Alfa Romeo 164 alimentata a gpl, tra le ipotesi c'è anche quella di un tentativo di furto. Cercando di avviare l'auto i ladri potrebbero aver provocato un corto circuito che avrebbe originato l'incendio.

Per quanto riguarda invece il portone di ingresso del magazzino usato dalla Pacenti caldaie, in via Cimabue, dove sono presenti anche altri uffici, bruciato a Capodanno, i militari ritengono che non sia da escludere l'ipotesi che il gesto possa essere stato una “bravata”.






Questo è un articolo pubblicato il 08-01-2011 alle 17:13 sul giornale del 10 gennaio 2011 - 1034 letture

In questo articolo si parla di cronaca, incendio, francesca morici, cesanella, vigili del fuoco, carabinieri, marina di montemarciano, senigallia, cesano, roberto cardinali

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