Di Capua: la lealtà verso i negozi del Centro

luci di natale in centro a senigallia 3' di lettura Senigallia 09/01/2011 -

La CNA locale ha aperto l'anno con un invito: “Nel 2011 dovremo rafforzare e tutelare le piccole attività nei centri storici, ostacolando progetti faraonici che calpestano e trasfigurano il tessuto imprenditoriale della nostra zona”.



Ma sarà possibile? Ma se ogni anno si chiude con la nascita di qualche mega centro commerciale periferico, o mega outlet di ogni genere! Ma di questo passo i Centri Storici, compreso il nostro, saranno sempre più poveri di attività e di persone? O sarà possibile trovare una strada che invece li valorizzi e li arricchisca. Le Amministrazioni stanno impazzendo per riuscire a trovare nuove soluzioni al traffico, alla viabilità e ai parcheggi; ma queste saranno le uniche strade per salvare i Centri Storici da morte certa?


Io invece mi sto facendo sempre più l’idea che molto dipenderà dalle persone che esercitano la loro attività in Centro o da coloro che decideranno di intraprenderla.

Mi sono chiesto, infatti, se la forza di un negozio del centro stia solo nell’assortimento, nei prezzi, nella qualità della merce o anche nel rapporto che il cliente ha con il suo titolare. Nelle ricerche che si leggono in giro pare che l’accoglienza, la cortesia, il riconoscere il cliente quando entra, il consigliarlo, il trovare insieme una risposta al sua richiesta, siano alcuni aspetti caratterizzanti di questo rapporto.

Niente di psicologico, solo una forte sensibilità. Rispetto alla spersonalizzazione dei centri commerciali dove il cliente normalmente intrattiene un rapporto del tipo “mordi e fuggi”, adeguato ai ritmi frenetici di tutti i giorni, nel negozio del centro ci si va perché si trova un qualcuno prima di un qualcosa.

A tutti capita, per esempio, di andarsi a prendere un caffè in un bar qualsiasi della città. A me è capitato, invece, di andare spesso alla Via Granda, nei pressi di Piazza Duomo, la cui caratteristica principale è l’accoglienza sorridente del suo titolare, Attilio. Intanto, ti riconosce chiamandoti per nome e facendolo precedere dal ‘Signor’; ma la cosa sorprendente è che Attilio, agendo empaticamente, ti apre la bustina dello zucchero e te lo versa piano piano nel tuo cappuccino caldo. La tua difficoltà, quindi, di non avere la terza mano (due per strappare la bustina mentre l’altra sostiene la brioche) viene superata da questo gesto di calda ed inaspettata cortesia.

L’aneddoto appena riportato la dice lunga sul perché la gente si affeziona a certi negozi e soprattutto a certi negozianti. La fedeltà è un valore che si è andati via via perdendo un pò perché la vendita spesso è affidata ai commessi spesso poco coinvolti nell’impresa, è un pò perché, inspiegabilmente, è venuta meno la tensione verso la costruzione duratura di un rapporto che fa della riconoscibilità un valore inestimabile.

Questo contributo costituisce il primo di una serie che sto raccogliendo da diverse tipologie di media e che nelle prossime settimane verranno pubblicati in questa rubrica dal titolo: “La Lealtà verso i Negozi del Centro”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2011 alle 21:18 sul giornale del 10 gennaio 2011 - 6589 letture

In questo articolo si parla di economia, alberto di capua, senigallia, negozi, luci di natale

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