Gli auguri di Natale del vescovo Orlandoni

giuseppe orlandoni 3' di lettura Senigallia 23/12/2010 -

Da duemila anni risuona nel mondo l’annuncio che è stato dato a Betlemme: “Oggi è nato nella città di Davide il Salvatore, che è Cristo Signore” (Luca 2,11). Ci si può chiedere: ma l’uomo del terzo millennio ha ancora bisogno di un “Salvatore”?



E’ ancora necessario per l’uomo che anche in questi giorni si avventura nello spazio, disponendosi a conquistare l’universo? per l’uomo che scopre i segreti della natura e riesce addirittura a decifrare i codici del genoma umano? Ha bisogno di un Salvatore l’uomo che naviga nell’oceano di internet e ha ormai trasformato la terra in un villaggio globale? A che cosa serve un Salvatore all’uomo che si presenta autosufficiente, artefice del proprio destino, pago dei propri successi? Ad un’attenta e più realistica osservazione si riscontra che anche oggi l’uomo è alle prese con i suoi limiti, con la malattia, con la povertà morale e materiale, con il senso della vita e della morte.

Di fronte ad un’umanità che sembra soddisfatta di sé per aver raggiunto alcuni obiettivi di appagamento delle proprie aspirazioni, c’è un'altra umanità che sperimenta sulla propria carne la fragilità, la sofferenza, la preoccupazione per il futuro. Non siamo ancora usciti dalla grave crisi economica che purtroppo, anche nel nostro territorio, continua a colpire non poche famiglie, le quali fanno difficoltà a “sbarcare il lunario”. Nel mondo c’è ancora chi è soggiogato, sfruttato e offeso nella sua dignità; chi è vittima dell’odio razziale e religioso, di conflitti armati e del terrorismo; chi è costretto a lasciare il proprio paese perché perseguitato politico o attanagliato dalla fame; chi soffre per la malattia e la solitudine.

E che dire di chi, ingannato da facili profeti di felicità, è caduto nella schiavitù del vizio, dell’alcool e della droga e alla fine si ritrova depresso e forse pensa anche di scegliere la morte credendo di inneggiare alla vita? Di fronte a questa umanità gaudente e disperata non si leva forse un’invocazione straziante di aiuto? E’ Natale: oggi, proprio oggi, entra nel mondo il Salvatore, perché sa che abbiamo bisogno di Lui. Sì, anche l’uomo del terzo millennio ne ha bisogno, e forse più di altri, proprio perché vive in una società diventata più complessa dove più insidiose si sono fatte le minacce per la sua vita e le sue aspettative. L’invito è quello di accostarci con umiltà e semplicità alla grotta di Betlemme dove si possono ritrovare i motivi di una speranza che non delude.

Dio non si è stancato né dell’uomo né del mondo: si fa uomo per amore dell’uomo, perché l’uomo non si senta abbandonato, non si rassegni al male, ma abbia la forza e la capacità di amare e quindi di realizzare se stesso e di impegnarsi nella costruzione di un mondo più umano, più giusto e fraterno. A tutti i lettori, ai cristiani della Diocesi di Senigallia e a tutti gli uomini di buona volontà del nostro territorio porgo di vero cuore i miei più fervidi auguri: Buon Natale!


da mons. Giuseppe Orlandoni
vescovo di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-12-2010 alle 17:06 sul giornale del 24 dicembre 2010 - 4368 letture

In questo articolo si parla di chiesa, religione, attualità, giuseppe orlandoni, diocesi di Senigallia, vescovo

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