Vergogna all'ospedale: la Guardia Medica è un tugurio

guardia medica 2' di lettura Senigallia 07/12/2010 -

Niente tagli alla sanità ma le magagne restano. Se la bufera estiva per i paventati tagli che avrebbe subito l'Asur 4 sul fronte del personale e dei servizi sembra essere definitivamente passata dopo le rassicurazioni del direttore Franco Pesaresi, sul lato pratico però i disagi per chi si reca all'ospedale restano.



Con dati alla mano il direttore Pesaresi ha confermato che il bilancio 2010 della zona territoriale 4 chiuderà praticamente in pareggio. E questo è già di per sé cosa buona. Ma non solo. Il manager ha spiegato anche i paventati tagli al personale non ci saranno e tutti i posti vacanti per pensionamenti saranno coperti con altrettante assunzioni nell'arco del 2011. E così le due spade di Damocle che pendevano sulla sanità sono rimosse. Ma non basta. Chi si reca in ospedale deve confrontarsi quotidianamente con problemi, spesso anche piccoli, che potrebbero essere facilmente risolti con un po' di buona volontà. Il riferimento non è certo all'annosa questione delle liste d'attesa, quanto piuttosto a situazioni di imbarazzante precarietà.

È il caso ad esempio del servizio di Guardia Medica, attivo nei giorni festivi e nelle ore notturne. Imbarazzante è anzitutto il locale che ospita la Guardia Medica, situato a lato bar esterno all'ospedale, di fronte al Pronto Soccorso. La prima difficoltà consiste nell'individuare il luogo stesso. Prima di arrivare nessun cartello (a differenza di quanto avviene per altre unità o servizi) indica la direzione da seguire. La stessa porta, con tanto di citofono, espone solo cartelli a caratteri cubitali che indicato l'Ufficio Relazioni con il pubblico. Andando un po' a naso e chiedendo qua e là, all'arrivo i pazienti si ritrovano davanti alla seconda scena imbarazzante. Al di là della scaletta piuttosto irta, ingresso e sala d'attesa della Guardia Medica coincidono nello stesso spazio.

Una sorta di stretto e lungo terrazzino chiuso da pannelli. Neanche una sedia per far accomodare chi, evidentemente malato, è in attesa si essere visitato. Una volta all'interno l'imbarazzo raggiunge l'apice. Due stanzini per il medico e un assistente e soprattutto un altro stretto corridoio con, allineati in fila indiana, un lettino, una sedia e un tavolinetto. Tutti attaccati alla parete altrimenti non ci sarebbe spazio per il passaggio. Ma di fatto non c'è spazio neanche per essere visitati in modo agevole. A salvare un “servizio” desolante la professionalità del personale medico che vi opera e che riesce a svolgere il proprio compito nonostante i limiti logistici. Per risolvere un piccolo ma grande problema basterebbe poco. Giusto due stanze che possano definirsi tali per il servizio di Guardia Medica.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2010 alle 22:59 sul giornale del 09 dicembre 2010 - 2984 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, guardia medica

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