L'abbraccio della parola, incontro con Bruno Tognolini

Bruno Tognoli 4' di lettura Senigallia 23/11/2010 -

E’ incredibile come i più piccoli siano capaci di ribaltare le situazioni, di stravolgere i programmi, di sorprenderti in maniera quasi magica! Basta riempire una sala di bambini, chiamare un poeta di filastrocche che con voce pacata inizia a giocare con le parole e con i suoni e ti accorgi che l’atmosfera diventa fantastica, da sogno, completamente diversa da come l’avevi immaginata…



Il volto dei bambini è come ipnotizzato, i loro sguardi attenti e vivaci sono assetati di parole che ora fanno sorridere, ora fanno piangere e tu adulto, che assisti a questa magia, ti senti fuori luogo, quasi un intruso e te ne stai in disparte per timore di essere di disturbo. Il diritto all’ascolto (art. 12 e 13) è stato scelto, quest’anno a Senigallia, per celebrare il 20 novembre, anniversario della Convenzione internazionale dei diritti dei minori, e Bruno Tognolini, scrittore e poeta per bambini, ha animato due momenti cittadini: venerdì 19 con gli adulti nella sala del Trono del Palazzo del Duca, sabato mattina con alcune classi di quarta e quinta elementare che nei giorni precedenti avevano partecipato ad un laboratorio sui diritti dei minori animato da volontari dell’Associazione “Un Tetto”.

La giornata si è conclusa con la tradizionale festa in piazza del Duca, sabato pomeriggio, organizzata dal centro pomeridiano “Il Germoglio”. L’arte poetica e musicale di Bruno Tognolini ha positivamente stravolto il programma della nostra celebrazione annuale perché ha dimostrato nei fatti che un diritto fondamentale dei bambini, ancor prima di parlare e di essere ascoltati, ancor prima di venire al mondo, è quello di ascoltare, di vivere accanto ad adulti capaci di usare con sapienza la parola per mostrare il mondo, la realtà in cui essi si trovano e dar voce alle loro emozioni, ai loro sentimenti, al loro desiderio di giocare, di sognare, di piangere. Bruno Tognolini ha presentato tutto questo nell’incontro pubblico per gli adulti, ma concretamente lo ha messo in pratica con i bambini che sabato mattina hanno partecipato all’incontro con lui: la loro attenzione, il loro silenzio, il linguaggio del corpo, il loro sorriso spontaneo ci hanno detto, senza parole, che il diritto all’ascolto è vitale ed è talmente vasto e complesso che va oltre lo spazio materiale per parlare, oltre il linguaggio verbale, e per questo richiede una cura e un’attenzione assai più ampia di quanto noi adulti possiamo immaginare.

Narrare ai più piccoli il mondo in cui si nasce è responsabilità ineludibile dell’adulto, paragonato da Tognolini ad Adamo che dà il nome a tutte le cose, non solo quelle materiali, ma ogni dimensione in cui l’uomo vive. Ogni bambino che viene al mondo si trova sulla sommità di un crinale: due possibilità gli si mostrano, cadere da una parte abbandonato a se stesso, oppure scendere dall’altra seguendo lo sguardo e la voce dell’adulto che lo chiama alla vita, che attraverso la parola gli svela la bellezza della realtà in cui dovrà camminare con le sue gambe. Nasce spontanea dunque la domanda rivolta a noi stessi, adulti, educatori, genitori, insegnanti: quando i più piccoli non ci ascoltano, non prestano attenzione alle nostre parole, dalla loro scarsa concentrazione, dalla poca predisposizione all’ascolto oppure dalla nostra incapacità di comunicare, di giocare con le parole, di dire e di mostrare la bellezza del mondo? Il diritto all’ascolto è prima di tutto il diritto di ogni bambino ad avere accanto adulti che amano il mondo, che rivelano la bellezza della vita, che anche nelle situazioni di fatica e di sofferenza riescono a girare la medaglia e a mostrare la faccia positiva. Solo allora, quando avranno ascoltato e avranno imparato la magia delle parole, l’arte creativa della comunicazione, saranno capaci di dare corpo ai pensieri anche quelli più nascosti, più difficili, più amari e diventare Adamo a loro volta.

Come sempre quando si parla del mondo dei minori non esiste alcun diritto per i bambini se non ci sono adulti responsabili e consapevoli dei propri doveri. Questo meraviglioso legame che lega piccoli e grandi è espresso magicamente dalle parole dello stesso Tognolini: “Sono un bambino/ sono il tuo dono /Prima non c'ero e adesso ci sono/ Sono il domani, dalle tue mani/ devi difendermi con le tue mani/ Sono il futuro, sono arrivato/ e sono qui perché tu mi hai chiamato/ Come sarà l'orizzonte che tracci / dipende da come mi abbracci”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2010 alle 11:20 sul giornale del 24 novembre 2010 - 2669 letture

In questo articolo si parla di attualità, associazione un tetto

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