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Progetto di riqualificazione del complesso ex Ipsia, interviene Italia Nostra

ex Ipsia a Senigallia 2' di lettura Senigallia 08/11/2010 -

Il paesaggio urbano è l’immagine della città nel suo complesso, fortemente connotata dai caratteri del centro storico che costituiscono l’elemento più spiccatamente identitario.



A Senigallia si è riusciti a conservare quasi intatto il centro storico, nonostante il sisma del 1930, ma non si è saputo intervenire con altrettanti rigore e coerenza sulle periferie storiche che la circondano e che si integrano urbanisticamente e architettonicamente con essa. Ad esempio gli elementi in elevato che una volta connotavano il suo skyline, quali la torre civica e la cupola del duomo, fanno fatica ormai a distinguersi fra le sagome dei palazzi condominiali, la mole del teatro e l’ingombrante profilo del nuovo ponte sul Misa. Il processo di omologazione allo stile anonimo dei condomini ha inferto pesanti ferite in molti punti della città all’ordinato tessuto delle scenografie architettoniche otto-novecentesche e alla loro immagine identitaria, non solo a quello delle villette monofamiliare di indubbia qualità architettonica, ma anche alle serie di più modeste case a schiera, un modulo abitativo storicamente connotato e non privo di decoro. Basti pensare alle trasformazioni pesantissime avvenute in via Mamiani o sul lungo fiume lato nord. Questo processo di omologazione e banalizzazione va fermato, salvaguardando l’unitarietà tipologica e la coerenza urbanistica dei singoli contesti, quartiere, piazza, strada che siano, attraverso progetti di recupero per aree e settori omogenei e mediante strumenti di pianificazione che sappiano conciliare le esigenze abitative e la sostenibilità economica con il rispetto del paesaggio urbano.

Attualmente è in discussione in Consiglio Comunale il progetto di riqualificazione del complesso ex Ipsia lungo via Podesti all’interno di un settore urbano, quello fra il Ponte Rosso e la curva della Penna, che resta storicamente caratterizzato da case a schiera e villette immerse nel verde, nonostante i tre massicci ed invasivi condomini degli anni ’70 e ’80. Anche qui ci si muove ancora in assenza di un piano generale di recupero e si interviene in maniera pesantemente difforme rispetto all’edificato esistente, sia per quanto riguarda la tipologia, sia soprattutto per quanto riguarda l’elevato che raggiunge l’altezza di 20 m. Italia Nostra ha presentato specifiche osservazioni alla variante, chiedendo che il progetto sia modificato e rispetti nella forma, nella disposizione e nell’altezza dei volumi le tipologie e i caratteri architettonici propri del settore urbano, sia articolando in maniera diversa i volumi, sia contenendo le altezze entro i tre piani e distribuendo la cubatura su una superficie più ampia. Chiede inoltre che si metta mano ad un progetto che è da generazioni nei voti di tutti i Senigalliesi e colleghi finalmente tutto il quartiere Portone con il lungomare all’altezza di piazza Diaz attraverso un sottopasso della nazionale e della ferrovia, come era originariamente previsto nel Piano Regolatore degli anni ’30.


da Virginio Villani
Italia Nostra-gruppo di Senigallia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2010 alle 14:33 sul giornale del 09 novembre 2010 - 1280 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, urbanistica, virginio villani, senigallia, italia nostra, ex ipsia

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