Paradisi: 'Milioni di euro al vento, ma quali amministratori virtuosi?'

3' di lettura Senigallia 09/10/2010 -

IPer bocca del sindaco e di qualche rappresentante dell’associazionismo vicino al Palazzo, abbiamo scoperto che Senigallia è virtuosa e non ha sprechi da tagliare. Questa la versione ufficiale propinata al senatore Baldassarri e all’assessore Marcolini. Bene. Prevedendo tale versione ufficiale, ho fatto alcune ricerche a campione nell’arco di tre diversi periodi compresi tra il 2009 e il 2010.



Addirittura comici, alla luce di quel che si è detto in Consiglio Grande, i risultati. Premetto: avevo chiesto agli uffici un elenco di contributi e prebende concesse ad associazioni ed enti vari, nonché i dati delle consulenze legali. Mi è stata fornita una documentazione pari a nemmeno il 20% delle spese (quasi tutte) inutili affrontate dal Comune. Il resto (che è ancora documentazione parziale) lo avevo già scovato io. Ecco allora come i nostri amministratori, autodefinitisi “virtuosi”, hanno scialacquato i soldi pubblici. Nell’elenco c’è di tutto: dai finanziamenti impressionanti per rassegne musicali e teatrali ad associazioni amiche dell’Amministrazione comunale fino al contributo ad una associazione di Marzocca che ha avuto la geniale idea di fare un gemellaggio internazionale tra frazioni (con una frazione di Chester per l’esattezza). Dai finanziamenti ad una associazione milanese (4 mila euro) per progetti rurali in Africa e America Latina ai 30 mila euro in due anni all’Associazione Gratis per spettacoli musicali.

Qualche “chicca” di spesa: 20 mila euro all’associazione La Stanza nel 2010, tre mila e cinquecento euro alla Associazione “Arcevia Jazz” in due anni, 4 mila e 300 euro in un anno all’Associazione Montimar di Marzocca (guarda caso affiliata alla Uisp) per un “utilissimo” gemellaggio internazionale della frazione e per “iniziative educative estive”, 5 mila e 800 euro all’’Associazione Bubamara per uno spettacolo teatrale alla “Fenice” (oltre spese di struttura), 2 mila euro all’Associazione “Aiuta un amico” per vaghi progetti internazionali, 12 mila e 500 euro all’Associazione “Festa della musica”, mille e 200 euro alla Associazione “Tonini Bossi” e altrettanti alla Accademia corale calicanto, mille e cinquecento euro alla Associazione “Luoghi in Comune” per certe “scritture migranti”… . Per non parlare dei quasi 40 mila euro (dato già noto) in due anni concesso all’associazione del portavoce dei verdi Primavera per lo spettacolo di burattini o dei 2 mila euro del 2010 per la simultanea scacchistica.

E l’elenco è ancora lunghissimo e, per certi versi grottesco. Non c’è spazio per citare tutte le voci di spesa inutile che superano comunque il milione di euro in due anni! E’ doveroso però denunciare il fatto che l’Amministrazione concede contributi ad associazioni sportive, in violazione dei contratti di convenzione sottoscritti, che già gestiscono un impianto pubblico e spende 2 mila e 400 euro per sfilate politiche in tv (contributo trasmissione “eventi di sport”). Segnalo poi il paradosso della piscina comunale, affidata (tanto per cambiare) alla Uisp dove il Comune, nonostante la Uisp faccia cassa facendo pagare l’ingresso ai cittadini, sostiene la gran parte delle spese di utenze: oltre 200 mila euro in due anni.

Raddoppiano (per difetto) le spese sostenute per i contenziosi legali rispetto ai costi spaventosi della piscina: per trascinare i cittadini in tribunale (poche volte con buoni motivi, la maggior parte in modo pretestuoso e inutile), il Comune ha speso oltre 420 mila euro di avvocati in un anno e mezzo. Tralascio i famosi 2 milioni e 200 mila euro (ad oggi) buttati al vento per la mala gestione dell’affare Sacramati. Ma prometto: pubblicherò un libro “bianco” sulle spese inutili e di chiara ispirazione clientelare del Comune di Senigallia che, prima di criticare i tagli del Governo e fare allarmismo sui servizi sociali, bene farebbe a tagliare con la scure le spese folli.


da Roberto Paradisi
Coordinamento Civico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2010 alle 16:32 sul giornale del 11 ottobre 2010 - 4219 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamento civico, manovra finanziaria

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Secondo Paradisi il finanziamento alle associazioni sportive e culturali sarebbero inutili?
Ma cosa sarebbe un paese senza associazionismo e senza cultura, e forse non sono cultura la musica e lo sport, l'arte ed il tempo libero?
Forse Paradisi non trova giusto che un cittadino di reddito medio/basso, dopo il lavoro, possa concedersi con poca spesa, un concertino, una rappresentazione teatrale o una partita a calcetto?
Tutto questo non sarebbe possibile se le associazioni non venissero sovvenzionate dalle amministrazioni pubbliche con contributi e detassazioni, e te lo dico per esperienza diretta avendo diretto per 4 anni una associazione sportiva.
Gli sprechi in una amministrazione sono sicuramente tanti, così a Senigallia come a Corinaldo o al governo centrale di Roma, ma di sicuro non sono sprechi quelli in favore dell'associazionismo e del sociale.

Concordo completamente. Se poi non ci sono associazioni vicine all'opposizione non è colpa della maggioranza.
Va bene il pluralismo, ma PAradisi troppe volte apre bocca per darle aria!

Commento modificato il 10 ottobre 2010

Se i 30.000€ (in due anni) dati al Gratis servono per pagare i jazzisti che offrono libero spettacolo (anche a chi è sprovvisto di tessera del Circolo), allora ben vengano.

Una tessera annuale A.R.C.I. o U.I.S.P. costa tra i 10 e i 15 € di media, non mi sembra un costo eccessivo, associarsi è doveroso se si vuole usufruire di certi servizi ed è anche giusto nel rispetto delle regole vigenti, le quali affermano, con detassazioni fiscali e incentivi, che solo gli associati possono accedere alle strutture ed ai servizi messi a disposizione dalle associazioni stesse.
Se con 10€ all'anno puoi poi vederti 20 concerti in una stagione a me sembra un ottimo servizio alla collettività, se con 10€ puoi poi usufruire di una sala prove musicali o di un tavolo da ping-pong o di una libreria, questo a me sembrano soldi ben spesi in favore della collettività.
Da ricordare che chiunque si può associare, senza distinzioni religiose, politiche o razziali.
L'associazionismo è, secondo me, un pilastro portante della nostra società sempre più votata all'individualismo e alla perdita dell'identità comunitaria.

roberto paradisi

Solitamente non rispondo in questi spazi a quelle che sono, il più delle volte, provocazioni e blateramenti. Ma ci tengo a spiegare una piccola cosa: non mi faccio insegnare da nessuno come si possa fare sport e come si possa farlo fare alle famiglie che hanno redditi bassi. Dieci anni fa, insieme ad altri amici, ho fondato una società sportiva che vanta oggi 200 iscritti. Ebbene in dieci anni, non solo questa società non ha mia chiesto (mai!) un euro a qualsivolgia amministrazione pubblica, ma si è concessa il "lusso" di fare condizioni privilegiate alle famiglie in difficoltà e, addirittura, a garantire in alcuni casi i corsi gratuiti a chi non se li poteva permettere. Un'associazione sportiva seria non ha bisogno di soldi pubblici (basta con queste fandonie). Ha bisogno di bravi organizzatori, che sanno gestire oculatamente le poche risorse, magari cercando degli sponsor (che pretendono serietà e solidità). Ed ha bisogno di pubbliche amministrazioni, questo sì, che concedano spazi e strutture. Magari anche "detassazioni" (su questo siamo d'accordo). Ma contributi, no. Non sono necessari. Sono dei privilegi. Chi non è in grado di organizzare un sodalizio sportivo senza battere cassa dal cittadino Pantalone, faccia altro. E quando qualcuno, come abbiamo fatto noi, garantirà senza contributi pubblici di far fare sport a tutti allora potrà dare fiato alla bocca. Prima di allora, consiglio più sobrietà.

Roberto Paradisi

Gattorosso

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e io che pensavo che per vedere un concerto si dovesse pagare.....
basta associarsi al Gratis (che poi l'ha scritto nel nome) o all'Arci (chissà perché proprio all'Arci)

Gattorosso

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Off-topic

Nel primo caso hai commentato dopo aver fatto il login, con questo commento e con il secondo commento invece non lo hai fatto e risulti anonimo.
Solo per questo il tuo commento è sconsigliato.
Se hai problemi tecnici mi trovi allo 071.7921452.

Off-topic

PS: l'IP dei commenti è diverso e quindi non posso sapere se sei sempre tu..

Perchè ARCI significa Associazione Ricreativa Culturale Italiana, e la musica è cultura. Una politica sana incoraggia l'associazionismo, e per farlo può usare tante strategie, dal contributo alla detassazione, dalla concessione degli spazi al gratuito patrocinio ecc. Senza associazionismo la società è sicuramente più povera. Concordo però, almeno in parte, con l'avv. Paradisi quando dice che le associazioni devono essere guidate da persone oculate e capaci di ricavare il meglio da quello che c'è a disposizione.

Peccato non poter leggere più queste cose su Logos.....

Bravo Paradisi....
continua a farci sapere tutti queste spese clientelari cosi capiremo molte cose in più della gestione comunale......40 mila euro per i burattini blasfemi ciò non è ammissibile.

Paziente preoccupato

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Mi piacerebbe sapere, di questi tempi, dove si trovano dei generosi sponsor disposti a foraggiare lo sport amatoriale senza per questo chiedere in cambio false fatturazioni, cosa che come sapranno tutti i gestori di associazioni sportive (perchè è un segreto di pulcinella) è diffusa e stranamente tollerata.
Noi forse siamo stati sfortunati, ma non siamo mai riusciti ad attirare la quantità necessaria di moneta con le sponsorizzazioni.
La gestione oculata è doverosa in qualunque attività gestita onestamente, noi ci siamo riusciti con piccole sponsorizzazioni (dai 50 ai 200€), ma senza contributi pubblici e le entrate che uscivano fuori con due o tre eventi organizzati all'anno, non ce l'avremmo proprio fatta.
Inoltre credo che sia proprio difficile per una associazione prettamente culturale (musica, arte figurativa, scrittura o lettura...) attirare soldi dai privati, perchè in questi casi la visibilità per lo sponsor è decisamente poca. Un conto è attaccare uno striscione in una palestra un altro in una sala prove o in una biblioteca.
Comunque, senza pretendere di insegnare niente a nessuno, volevo solo dire che, secondo me, di tanti soldi sprecati dalle amministrazioni, quelli versati a favore delle associazioni ricreativo culturali sono i meno indecenti.

Giuliano Betelli

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