Canti: a Senigallia una via intitolata a Giorgio Ambrosoli

Giorgio Ambrosoli 3' di lettura Senigallia 10/09/2010 -

Le parole del Senatore a vita prescritto per mafia Giulio Andreotti sono di un’oscenità assoluta. Il sostenere che “Giorgio Ambrosoli se l’è cercata” si commenta da sé. Impossibili i fraintendimenti come sostenuto dal mafioso prescritto successivamente, dopo riconosciuta la gaffe.



Giorgio Ambrosoli è l’esempio di “come si debba intendere la responsabilità. Un esempio lontano da compromessi, lontano da ogni interesse individuale. Là dove per responsabilità si intende esclusivamente quella di perseguire l’interesse pubblico”.

Dopo queste parole d’insulto al coraggio civile e alla cultura della legalità riteniamo necessario che Senigallia ricordi “l’eroe borghese” che non piegò la testa di fronte a nessuno. Il gesto dell’amministrazione comunale di Senigallia di intitolare una via a Giorgio Ambrosoli ci sembra una richiesta doverosa da fare. Chiediamo a tutte le autorità questo impegno, ricordando anche le richieste già fatte dalla società civile per una via ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Ci sembra altresì doveroso ricordare le sue parole che descrivono l’esempio straordinario che è Giorgio Ambrosoli per il nostro Paese:
"Anna carissima, è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.P.I., atto che ovviamente non soddisferà molti e che è costato una bella fatica. Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto e il fatto stesso di dover trattare con gente dì ogni colore e risma non tranquillizza affatto. E' indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese. Ricordi i giorni dell'Umi, le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. Con l'incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato - ne ho la piena coscienza - solo nell'interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici perché tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perché credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: ed hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo. I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie. Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell'altro.. Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi (...) Giorgio".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-09-2010 alle 12:13 sul giornale del 11 settembre 2010 - 3315 letture

In questo articolo si parla di attualità, stefano canti

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