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Confartigianato: ripresa d'autunno, serve più fiducia

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da Confartigianato
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Tra speranze e timori per fatturato e occupazione, le aziende del senigalliese guardano all’autunno. Confartigianato ha elaborato i dati sulle aperture/cessazioni riferite ai primi sette mesi del 2010 posti in comparazione con lo stesso periodo del 2009.

Un anno di tempo e gli imprenditori si sono continuati a rimboccare le maniche non arrendendosi alla logica del declino. Il Comune di Senigallia, conferma Giacomo Cicconi Massi responsabile della Confartigianato, ha dato lo start a un trend positivo che sta caratterizzando tutto il tessuto produttivo del distretto. Se i primi sette mesi del 2009 sono stati poco esaltanti e anzi in perdita con l’apertura a Senigallia di sole 49 attività di fronte alla chiusura di ben 70 con un saldo tutto in passivo e deprimente (-21), da gennaio a fine luglio 2010 la tendenza si è invertita: 72 le imprese che hanno aperto i battenti, 59 quelle che hanno dichiarato la cessazione della propria attività (+13).

La mutazione in atto è netta, e un raffronto diretto lo rende ancora più evidente: nel Comune di Senigallia dai primi 7 mesi del 2009 al corrispettivo periodo gennaio-luglio 2010 le aperture sono aumentate di 23 unità, mentre le cessazioni si sono attestate a una quota più bassa e se ne contano 11 in meno. Nel Senigalliese le aperture sono incrementate da 75 a 115 per un saldo positivo di 40 unità. Al contrario le chiusure si sono mantenute stabili (da 105 a 104), un risultato meno brillante rispetto alla flessione vantata dal Comune di Senigallia ma che è comunque segnale di come la situazione si stia stabilizzando in un assetto positivo. Ora le Istituzioni devono porsi al fianco di questi imprenditori coraggiosi e le misure per rilanciare la crescita devono avere un progetto, una visione comune che parta proprio dalle persone, la forza basilare su cui appoggia e cresce la micro e piccola impresa. I piccoli imprenditori, sottolinea Marco Bazzucchi presidente della Confartigianato di Senigallia, sono persone che lavorano, producono e innovano assumendosi i rischi d’impresa e scontrandosi con mille difficoltà; sono titolari di aziende che restano ancorate ai luoghi della vita quotidiana ma diventano globali nei collegamenti internazionali delle filiere lunghe; sono un elemento sociale fondamentale per la distribuzione della ricchezza e per la creazione e la “circolazione della fiducia”.

E’ un imperativo, quindi, far sì che le politiche aiutino il sistema delle micro e piccole imprese evitando il rischio che gli effetti negativi della crisi possano colpire più pesantemente la dimensione della piccola impresa diffusa, quel patrimonio tipico di casa nostra che ha già dimostrato in questi decenni di essere la vera forza del nostro Paese e che, attraverso un rafforzamento delle reti, può diventare ancora di più il perno fondamentale del nuovo modello di sviluppo. Gli artigiani, ribadisce il presidente della Confartigianato di Senigallia, sono abituati a ragionare in termini di economia reale e di produzione sanno che c’è bisogno di tempo per vedere i frutti del lavoro che stanno comunque portando avanti, nonostante tutte le difficoltà apportate dalla crisi. E’ finita la “ resistenza”, occorre agire: mantenendo alta la guardia e salvaguardando la capacità produttiva . Le piccole imprese non si rassegnano alla bassa crescita. Dobbiamo ripartire in fretta.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2010 alle 16:26 sul giornale del 08 settembre 2010 - 764 letture