Un ordine del giorno in Consiglio contro l'installazione del rigassificatore

rigassificatore 8' di lettura Senigallia 23/08/2010 -

Il Consigliere Comunale di Sinistra Ecologia Libertà Alfio Lillini ha presentato un ordine del giorno in Consiglio Comunale contro la realizzazione di un rigassificatore sul territorio regionale.



Il Consiglio Comunale
PREMESSO che:
- il gas naturale estratto viene liquefatto per ridurne il volume (circa 600 volte minore) e per poter quindi essere trasportato più facilmente via mare con maggiore efficienza, questo processo avviene all'interno di impianti di liquefazione, situati nei paesi produttori, tramite un forte abbassamento della temperatura ( circa – 161°C);
- l'impianto di rigassificazione, classificato industria a rischio di incidente rilevante, serve a trasformare nuovamente il gas liquido in gas allo stato aeriforme per poi essere immesso nella rete nazionale dei gasdotti, questo processo è relativamente semplice e consiste nel riscaldare il gas liquefatto fino al punto in cui ritorna al suo stato naturale (gassoso);
-questi impianti possono essere realizzati a terra oppure in mare su strutture off-shore o su particolari navi dette FSRU;
-nel mondo ci sono all’incirca 60 impianti di rigassificazione a terra e sono dislocati soprattutto in quei paesi che non sono raggiunti da gasdotti (Stati Uniti, Estremo Oriente, Giappone), mentre di impianti di liquefazione attualmente ne esistono solo 17;
- attualmente in Italia ci sono 15 richieste di autorizzazione per la realizzazione di rigassificatori off- shore, mentre nel resto d'Europa ne sono state presentate solo 8 richieste ; - di impianti off-shore ne esistono altri tre al mondo e questi sarebbero i primi due in Europa;
- il gas naturale è un combustibile fossile e da recenti studi viene ipotizzato che la sua produzione globale raggiungerà probabilmente il picco subito dopo quella del petrolio;

PRESO ATTO che:
- l’Italia è completamente collegata e attraversata dalla rete internazionale di metanodotti dei paesi produttori di gas;
- dalle previsioni ufficiali dell'agosto 2006, l'Italia nel 2015, si stima, avrà bisogno di 108 miliardi di mc di gas; dalle stesse previsioni tra i gasdotti da potenziare e da realizzare, risulta nella stessa data, che in Italia arriverranno dai 124 ai 130 miliardi di mc di gas, questo senza considerare la produzione dei 4 o 5 rigassificatori che saranno realizzati;
- sono stati presentati due progetti di rigassificatori che interessano la nostra costa regionale;
- i progetti riguardano tutti e due la realizzazione di terminali off- shore: . a 15 Km a largo delle coste di Falconara M.ma con capacità di circa 4 miliardi di mc/anno . a 30 Km a largo delle coste di Porto Recanati con capacità di circa 5 miliardi di mc/anno;
- nello specifico il progetto di Falconara Marittima “consiste nel riadattare le esistenti strutture offshore (in particolare al SPM-Single Point Mooring – una piccola piattaforma di circa 25m di diametro), attualmente operative per lo scarico delle petroliere, per l'attracco e lo scarico anche di navi metaniere rigassificatrici FSRU (...)”; mentre il progetto di Porto Recanati consiste “ in una nave rigassificatrice GNL (…) impiegata in modalità unità di rigassificazione e di stoccaggio galleggiante(..) collegata quasi – permanentemente ad una boa e abilitata a ricevere GNL formito da navi GNL convenzionali ...”;
- che entrambi gli impianti per attivare il processo di rigassificazione utilizzeranno l'acqua del mare che poi sarà di nuovo rimessa in mare con una temperatura molto minore ed arricchita di sostanze antifouling ( a base di cloro);
- all'inizio dell'anno 2008 Jeroen van der Veer della Royal Dutch Shell dichiarò che " dopo il 2015 le riserve facilmente accessibili di petrolio e di gas probabilmente non terranno più il passo della domanda", quindi non ci sarà gas sufficiente per tutti a un prezzo accettabile;

RISCONTRATO che: - la delibera n. 178 del 4 agosto 2005 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas che stabilisce di incentivare la realizzazione e l’utilizzo di nuovi rigassificatori sul territorio nazionale per una “... prospettica funzione di hub (centro di attività commerciale) del territorio italiano per il resto del continente europeo.”;
- nell’art. 13 della sopra citata delibera si “... assicura anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento.Tale copertura è riconosciuta dal sistema tariffario del trasporto e ha durata per un periodo di 20 anni.” successivamente la quota è stata modificata al 70%; - grazie alla suddetta delibera, lo Stato scaricherà sui cittadini attraverso le bollette, la copertura di gran parte dei costi e dei rischi economici dei rigassificatori;
- l’art. 46 del decreto legge 159/2007 detta :”L’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto, anche fuori di siti industriali, è rilasciata ai sensi dell’art. 8 della legge 340/2000 a seguito di giudizio di compatibilità ambientale di cui all’art.6 della legge 349/1986.”;

CONSTATATO che:
- l’area di Falconara M.ma è già ad elevato rischio di incidente dovuto all’attività della raffineria Api, e quindi è palese un aggravio di rischio;-
- Falconara M.ma è uno dei Comuni facenti parte dell'Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) come individuato dalla delibera amministrativa consiglio regionale DACR n.305/2000 ;
- l'area protetta del Conero sarebbe così inserita tra i due impianti di rigassificazione (a nord quello di Falconara ed a sud quello di Porto Recanati); - l'impianto di Falconara M.ma è a circa 25 Km da Senigallia la cossidetta "Spiaggia di velluto delle Marche" ed a 15 km dalla città di Ancona e Falconara; - l'ambiente marino circostante agli impianti, considerato che i due progetti sono molto simili, è destinato a subire notevoli modificazioni a causa del rilascio di migliaia di tonnellate di ipoclorito o altri composti del cloro; CONSIDERATO che:
- non esiste un Piano Energetico Nazionale che definisce le esigenze energetiche e fissa di quanta e quale energia ha bisogno l'Italia;
- nel Piano Energetico Ambientale Regionale non è previsto nessun impianto di rigassificazione di qualsiasi tipologia;
- il gas prodotto dai rigassificatori sarà utilizzato per le forniture degli altri Paesi Europei (hub);
- le numerose richieste di società straniere che vogliono realizzare in Italia impianti di rigassificazione sono probabilmente da imputarsi alla garanzia dell’Autorità per l’Energia Elettrica e per il Gas, che assicura alla società stessa, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura dell’70% di ricavi di riferimento per 20 anni;
-se nel caso in cui i quindici rigassificatori italiani venissero realizzati assorbirebbero praticamente la metà del mercato mondiale del gas e quindi è ovvio che molti impianti rimarrebbero senza gas da rigassificare;

- ai sensi dell’art. 8 della legge 340/2000 l’installazione di impianti di rigassificazione devono essere autorizzati dal ministero dell’industria del commercio e dell’artigianato di concerto con il ministero dell’ambiente d’intesa con la regione interessata;
- è illogico intraprendere una linea politica che appoggia e garantisce anche economicamente, nuovi investimenti su risorse fossili che hanno una durata limitata nel tempo;
- questi impianti sono molto impattanti e con rischio di incidente rilevante;
- nel Sandia Report del 2004 viene analizzato lo scenario incidentale di una fuoriuscita di GNL da una metaniera che subisce una grave perforazione dello scafo dovuto o ad un incidente o ad un atto terroristico, ovviamente scatenerebbe una sequenza di eventi concludendosi con una esplosione liberando una potenza distruttiva vicina a quella della bomba atomica che colpirebbe le popolazioni delle città costiere;
- la convenzione di Barcellona in vigore dal 1978, vieta lo scarico nel Mediterraneo dell'ipoclorito di sodio in quanto oltre a danneggiare l'ecosistema marino arriva a contaminare attraverso la rete alimentare anche gli esseri umani;
-sarebbe opportuno indirizzare le scelte politiche verso investimenti sulle energie rinnovabile e sul risparmio energetico anziché ostinarsi ad attuare scelte anacronistiche ;

Considerato inoltre che
- la previsione di rigassificatore di Falconara sembra propedeutica alla costruzione delle due centrali termoelettriche progettate dall’ Api di 600 e 60 Mw , centrali del resto già bocciate dalla Regione e contrarie alle previsioni del Pear veramente impattanti e deflagranti per tutto l’ambiente della Bassa Vallata del Fiume Esino

il Consiglio Comunale
si dichiara contrario alla realizzazione di entrambi gli impianti di rigassificazione ed impegna il Sindaco e la Giunta Comunale ad opporsi alla realizzazione dei due progetti di rigassificazione al largo di Porto Recanati e di Falconara a tutti i livelli decisionali e istituzionali, in quanto la costruzione anche di uno solo di questi impianti metterebbe a grave rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, l'ambiente e le attività turistiche e di pesca, della costa della Regione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-08-2010 alle 12:17 sul giornale del 24 agosto 2010 - 4356 letture

In questo articolo si parla di politica, jesi, Comune di Jesi

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Da quando in qua' le proposte all'OdG sono firmate dal "comune di jesi" e non dal proponente ?<br />
<br />
Questo OdG e' scritto decisamente bene, con "frecciatine" velate come il "veramente inquinanti" .. ed e' firmato da Alfio Lillini ... ma guarda caso esce come "comune di jesi" ... che sia come la legge Gasparri ?!?

In redazione l'OdG è arrivato dall'Ufficio Stampa del Comune.

Anonimo

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