Asur, Paradisi: spariscono 46 mila euro e nessuno paga

roberto paradisi 2' di lettura Senigallia 09/08/2010 -

Come gestire grossolanamente una cassa contanti e ritrovarsi con un “buco” di 46.164,35 euro. E’ successo anche questo alla Asur 4 di Senigallia durante la gestione Bevilacqua. Un altro tassello significativo nella vicenda del colossale deficit dell’azienda. Anche in questo caso, nessun responsabile, nessuna colpa, nessun provvedimento. E, soprattutto, nessuno che ha pagato per il formidabile ammanco di cassa.



I fatti risalgono al 2006 e si inseriscono nel quadro di una gestione irresponsabile del contante di cassa del laboratorio analisi. Dove, nel marzo del 2006, qualcuno si è introdotto negli uffici già chiusi forzando la porta di ingresso. L’ignoto ladro ha poi trovato le chiavi della cassaforte riposte in un cassetto e, probabilmente, non creduto ai propri occhi quando, invece di spiccioli, ha trovato e prelevato quasi 50 mila euro in banconote. Una vicenda incredibile che la dice lunga sulla faciloneria amministrativa e sul senso di responsabilità dei vertici Asur in relazione alla salvaguardia del denaro pubblico e alle misure di sicurezza adottate.

Un furto clamoroso mai rivelato all’opinione pubblica che, forse, aveva il diritto di sapere. Unico soggetto indagato è stato un povero dipendente, poi risultato completamente estraneo ai fatti e scagionato dallo stesso magistrato inquirente. Dipendente che rischiava di diventare il capro espiatorio di una vicenda che meriterebbe ben altri approfondimenti. Il fatto è che la gestione improvvisata delle casse contanti ha permesso di poter lasciare in cassaforte una cifra spropositata. Quei soldi, lì, non ci dovevano insomma essere. Una diversa e più attenta gestione avrebbe imposto la nomina di un responsabile di cassa, personale in numero adeguato così da poter effettuare giornalmente i versamenti in banca e non accumulare i soldi dei ticket in cassaforte, custodia delle chiavi della cassaforte in un posto più sicuro… . Accorgimenti arrivati solo successivamente all’incredibile furto.

Insomma: hanno chiuso la stalla dopo che il gregge era uscito. Domanda: chi ha pagato dei vertici Asur per un ammanco così importante? E ancora: quali iniziative l’Asur regionale ha assunto nei confronti dell’allora direttore Bevilacqua (a parte quella di premiarlo conferendogli un altro prestigioso incarico?). E infine: chi risarcirà le casse pubbliche sanitarie per un furto che è stato possibile solo per la irresponsabile gestione del servizio cassa del Laboratorio analisi?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2010 alle 15:32 sul giornale del 10 agosto 2010 - 2184 letture

In questo articolo si parla di sanità, roberto paradisi, politica, coordinamente civico

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Forse avranno un'assicurazione ?<br />
Cosa non improbabile.

Se avessi più confidenza con l'avvocato mi piacerebbe raccontargli una cosa. Al confronto questa è niente.