La patente e i difetti cognitivi

patente 2' di lettura Senigallia 08/07/2010 -

Un bell’ingegno che siede in Parlamento – non so da quale parte e neppure mi interessa – ha presentato una proposta secondo la quale non dovrebbe essere più concessa la patente di guida dell’auto oltre un certo limite d’età, a prescindere dalle condizioni fisiche e mentali dei soggetti interessati. Tutto questo mentre, sempre a livello legislativo, si intende protrarre in avanti l’età pensionabile come conseguenza anche dell’indiscusso allungamento delle prospettive di vita dell’uomo.



Evidentemente il deputato in questione ritiene che oltre un certo limite di anni sia inevitabile l’insorgere di gravi difetti fisici ostativI alla guida. L’onorevole – di cui non conosco il nome – dovrebbe rendersi conto che il vero problema dei rischi afferenti al traffico automobilistico risiede a monte (ovverosia al momento in cui si concede la licenza di guida), che non è necessariamente legato all’età dei guidatori e che, semmai, il vero pericolo all’incolumità pubblica è costituito dal conducente affetto da deficit cognitivi più o meno accentuati. E di soggetti carenti da questo punto di vista ognuno di noi ne conosce a iosa, anche tra i giovani e i giovanissimi. A proposito dei quali, se il parlamentare volesse documentarsi (come dovrebbe fare) presso l’ISTAT o il settore statistico dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), scoprirebbe che il numero maggiore di incidenti – soprattutto mortali – vengono procurati da diciottenni o poco più che ventenni, non fosse altro che per la “guasconeria” e lo sprezzo del pericolo tendenzialmente propria dell’età giovanile e del tutto assente invece nei soggetti maturi (almeno in quelli sani di mente).

E dire che qualche altro originale collega del nostro deputato vorrebbe spostare indietro il limite di età concedendo la patente ai sedicenni: quando si dice che occorre verificare l’esistenza o meno dei deficit cognitivi!. Tornando a coloro che risultano carenti dal punto di vista intellettivo (con scarsa propensione alle risposte rapide di fronte alle situazioni di rischio) è lì, lo ripetiamo, che bisogna intervenire sia nel momento in cui si concede il diritto alla guida, sia attraverso periodici controlli che mirino, tra l’altro, ad accertare la non tendenza all’assunzione di sostanze alcoliche e/o stupefacenti. Perché è quello il vero problema della sicurezza stradale (almeno quella che dipende dal guidatore), come hanno abbondantemente dimostrato studi approfonditi di neurologici americani, recentemente pubblicati sulla rivista scientifica Neurology, e di qualificati ricercatori dell’Università israeliana Ben Gurion. Quindi all’onorevole diamo un modesto consiglio: ritiri il suo emendamento e veda di occuparsi, invece, dei tanti soggetti che, sia pur con difetti cognitivi talora anche gravi, occupano posti pubblici e privati, modesti o rilevanti, nella società italiana. E magari siedono anche in Parlamento.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-07-2010 alle 16:06 sul giornale del 09 luglio 2010 - 2630 letture

In questo articolo si parla di attualità, armando ginesi, patente, mente, età

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A parte questo ddl, che non conosco, è un dato di fatto che oggi la patente venga rinnovata con troppa facilità.<br />
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Mio nonno, ormai quasi ceco, avrebbe potuto continuare tranquillamente a guidare per quanto riguarda la legge.<br />
Per fortuna mia madre si è imposta e gli ha impedito di farlo. Altrimenti avremo avuto almeno un incidente sulla coscienza.<br />
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Inoltre credo sia necessaria una presa di coscienza del fatto che utilizzare l'automobile non è un diritto inalienabile, ma un lusso ed un privilegio.<br />
I requisiti per concedere la patente devono diventare molto più severi di oggi.




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