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Prezzi che lievitano sul lungomare centrale. Federconsumatori, 'Non c'è volontà di cambiare'

lungomare senigallia 3' di lettura Senigallia 29/06/2010 -

Il lungomare gioca al rialzo e approfitta del proprio appeal per incrementare i margini di guadagno durante la stagione estiva. A lievitare non sono solo i prezzi di stabilimenti balneari, ristoranti e anche negozi al dettaglio, ad aumentare sono anche e soprattutto bei di largo consumo.



Incrementi (in quest'ultimo caso) che difficilmente possono essere “giustificati” con un miglioramento o differenziazione del servizio. Una tazzina di caffè al bancone, un cono gelato da passeggio o un pezzo di pizza take away sul lungomare costano, nella stragrande maggioranza dei casi, di più che in corso II Giugno. Soprattutto se il tratto di lungomare in questione è quello “centrale”, compreso tra il porto e il ponte Rosso, più frequentato e ricco di bar, ristoranti e locali. Sul lungomare Alighieri, in zona ponte Rosso, un caffè costa 90 centesimi ma se si chiedono variazioni sul tema o un caffè da asporto il prezzo arrotonda a 1 euro.

Lo stesso caffè sul lungomare Marconi costa 1 euro, e se si vuole anche una brioche si aggiunge un altro euro e 20 centesimi. In zona corso II Giugno, caffè e brioche costano 1,90 euro (0,90 + 1 euro). In corso II Giugno si riesce però ancora a trovare un caffè e una brioche a 80 centesimi ciascuno. E poi i gelati, altro prodotto di largo consumo in estate e soprattutto da parte degli avventori della spiaggia. Acquistare un cono medio (due gusti più panna o tre gusti senza panna) costa, sul lungomare Alighieri e sul lungomare Marconi 2,3 euro mentre sul lungomare di ponente un cono medio costa 2 euro. Capitolo pizza, spuntino preferito per chi vuole restare “leggero” sotto l'ombrellone senza rinunciare ad uno spuntino. Senza sindacare sulle dimensioni, sul lungomare Alighieri un pezzo di pizza bianca costa 1 euro, sul lungomare Marconi 1,10 euro un pezzo con solo il pomodoro e 1,70 se farcita. Un pezzo di pizza margherita in zona centro storico costa 1 euro.

Come al solito continua il balletto dei prezzi che lievitano in estate -commenta Pierino Chiacchiarini di Federconsumatori- a Senigallia, città balneare, chi vende capisce che è il momento di alzare i prezzi e approfittare dei turisti. Ecco allora che il pezzo di pizza o aumenta di prezzo o si riduce di dimensioni. Sulla spiaggia di velluto c'è un vizio di fondo. I commercianti del lungomare e gli albergatori pensano di fare la stagione in due mesi sfruttando i turisti e gli avventori del litorale. Se i ristoranti subiscono un calo dei coperti, per chi vende generi di largo consumo la cosa è diversa”. Insomma, arriva l'estate, arrivano i turisti, aumenta la domanda, aumentano i prezzi. Un circolo diventato ormai vizioso. “Cosa si può fare? Cambiare mentalità -aggiunge Federconsumatori- la politica dei gestori dei servizi del lungomare deve essere quella di allungare il più possibile la stagione, distribuendo il lavoro e dunque gli incassi su più mesi. Di questa necessità a Senigallia se ne parla da anni ma evidentemente non c'è la volontà di risolvere il problema”.






Questo è un articolo pubblicato il 29-06-2010 alle 23:53 sul giornale del 30 giugno 2010 - 1115 letture

In questo articolo si parla di economia, giulia mancinelli, lungomare, senigallia, prezzi

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