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Caro spiaggia: listini stabili ma i prezzi aumentano

3' di lettura Senigallia 27/06/2010 -

Sulla spiaggia di velluto l'estate è rovente. Il “caro ombrellone” sembra proprio farla da padrone a spese dei bagnanti che scelgono di rilassarsi negli stabilimenti balneari piuttosto che sulla spiaggia libera.



In barba alla crisi del turismo (che evidentemente molti bagnini non temono) e alla contrazione dei consumi, sbirciando fra i preziari dei singoli stabilimenti balneari balzano all'occhio prezzi ritoccati verso l'alto per molte strutture fino a raggiungere, in qualche rara eccezione, anche aumenti del 30-40%. In questo contesto poco senso e rischiano di diventare fuorvianti per i clienti le tabelle di riferimento dei prezzi per l'affitto delle attrezzatura da spiaggia comunicate dalle associazioni di categoria. Secondo i tariffari comunicati da Gibas-Confcommercio e Fiba-Confersercenti, i prezzi resterebbero sostanzialmente invariati da tre anni. Un ombrellone in prima fila (il più caro) costerebbe 8-7,5 euro al giorno, 50-47,5 euro a settimana, 159-156 euro al mese e 300-292 euro per l'intera stagione. Un lettino invece va dai 7-10,6 euro al giorno, ai 45-60 euro a settimana, ai 140-160 euro al mese fino ai 259-252 per lo stagionale.

Il condizionale è però d'obbligo perchè nei fatti i prezzi si discostano da quelli indicati dalle associazioni di categoria. Se il costo dell'affitto di un lettino grosso modo coincide, le discrepanze tra il listino consigliato dalle associazioni di categoria e i prezzi applicati dai concessionari di spiaggia sono più evidenti nel caso di affitti di ombrelloni e stagionali. Aumenti, condannati dalle stesse categorie economiche, che però dicono di avere le mani legate. “Da qualche anno vige il regime del libero mercato anche per i concessioni di spiaggia e così, di fatto, ciascun operatore può applicare il prezzo che vuole -spiega Riccardo Pasquini di Confcommercio- come associazioni di categoria a inizio stagione forniamo un preziario, concordato con gli associati, che dovrebbe indicare i prezzi da applicare. Ogni bagnino però può scegliere di applicare prezzi inferiori o maggiori, purchè esponga il listino dei prezzi all'interno dello stabilimento. Il nostro consiglio è quello di attenersi orientativamente al prezziario concordato, evitando lievitazioni dei prezzi”. In generale però, quando arriva l'estate e la stagione turistica, sulla spiaggia di velluto non lievitano solo i prezzi degli ombrelloni.

Un caffè al bar, se d'inverno costa 90 centesimi, in estate arrotonda almeno a 1 euro in molti bar. Per non parlare di altri prodotti come anche pane e pizza, gelati e altri generi di consumo maggiormente richiesti in una città turistica. “In un regime di libero mercato c'è sempre quello che esagera -fa eco il segretario di Confesercenti Iorio Tombesi- per quanto riguarda le attrezzature da spiaggia, abbiamo dato indicazione di non aumentare i prezzi ma poi di fatto i listini sono “bianchi”. Oggi il turista è attento ad ogni più piccolo rincaro e aumentare i prezzi non aiuta il turismo ed è controproducente per gli operatori ed esercenti stessi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-06-2010 alle 23:00 sul giornale del 28 giugno 2010 - 1766 letture

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