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Le istituzioni locali dicano no al ricatto del governo sul futuro degli istituti professionali

maurizio quercetti 3' di lettura Senigallia 21/06/2010 -

L’incerto futuro degli istituti professionali e delle nuove qualifiche triennali, è il vero punto critico del riordino della scuola secondaria superiore previsto dalla riforma Gelmini. Una questione che sottolinea come la formazione professionale sia indicata da più parti, governo in testa, come l’anello debole della scuola pubblica italiana.



Basti pensare che a seguito degli accordi sottoscritti in sede di Conferenza unificata, i quali prevedono che il rilascio delle qualifiche è competenza delle Regioni e che le stesse debbano entro il 30 giugno programmare i corsi dell’anno scolastico 2010-2011, a tutt’oggi solo la Lombardia si è dotata per tempo di un proprio percorso e si è assunta da subito la responsabilità della erogazione delle stesse. Da altre parti, compresa la Regione Marche, non è accaduto nulla di tutto questo, né si sono costruiti progetti o definiti atti di transizione al nuovo sistema delle qualifiche regionali. Per l’istruzione professionale, dunque, il nuovo anno scolastico rischia di essere pieno di incognite e contraddizioni.

La riduzione degli orari e delle ore di laboratorio, i tagli agli organici, le scelte al buio delle famiglie in occasione delle iscrizioni, completano un quadro preoccupante per un numero di ragazzi che, nella sola provincia di Ancona, si aggirano intorno a 1100. In questa situazione e con tempi oggettivamente strettissimi, la Regione Marche ha avviato il confronto per la definizione dell’accordo con il governo. Non entro nel merito degli atti in fase di predisposizione e negli incontri già programmati, insieme agli altri assessori provinciali all’istruzione, dove ciascuno fornirà il proprio contributo. Ma c’è un problema sopra gli altri, la cui soluzione è nella competenza esclusiva della Giunta Regionale: l’assoluta inadeguatezza delle poche centinaia di migliaia di euro di risorse messe in campo. Dare attuazione a un valido sistema regionale di istruzione e formazione professionale nella cornice unitaria del sistema educativo nazionale, in grado di innalzare i livelli formativi dei giovani non è operazione di poco conto.

E’ al contrario elemento fondamentale per l’attuazione del diritto all’istruzione, incide sul futuro e sulle prospettive di lavoro di questi giovani, richiede impegni importanti, anche finanziari. Il rischio, altrimenti, è quello di una “riverniciata”, peraltro frettolosa, a vecchi ed obsoleti modelli. Certo, i tagli previsti dalla manovra di Tremonti rappresentano un problema oggettivo, ma non possiamo davvero permetterci che gli studenti dei professionali risultino essere figli di un dio minore! E allora chiedo: è giusto arrendersi alla ferma determinazione “tremontiana” di procedere al riordino, perché i risparmi che ne deriveranno costituiscono una priorità assoluta cui sacrificare tutto? Credo che la questione, invece, richieda un impegno su tempi, modalità e risorse per garantire un’attuazione di qualità delle nuove competenze regionali sulla formazione professionale. Evitiamo di dare copertura politica al ricatto dei tagli sempre e comunque, anche a scapito della qualità e del futuro dei giovani!


da Maurizio Quercetti
Assessore al lavoro
Provincia di Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-06-2010 alle 16:49 sul giornale del 22 giugno 2010 - 570 letture

In questo articolo si parla di politica, maurizio quercetti

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