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Battisti: 'Lavori fermi alla ex Sacelit, Veco e Cesanella'

Paolo Battisti 2' di lettura Senigallia 11/06/2010 -

Il consigliere comunale del Gruppo Partecipazione Paolo Battisti ha presentato un'interrogazione scritta a risposta orale sui "Lavori di edilizia nei comparti Ex Sacelit, Colonie Enel e Veco. Situazione Piano Particolareggiato della Cesanella”.



Leggiamo dalle cronache dei giornali della nostra città le difficoltà riguardo alla crisi economica in generale e dell’edilizia in particolare che sta attraversando Senigallia. Il Sindaco ha dichiarato che per le ex Colonie dell’Enel deve essere presentato ancora il piano di lottizzazione e, quindi, probabilmente, passeranno mesi o forse anni prima che si inizi a lavorare in quel cantiere. Per quanto riguarda la Ex Sacelit Italcementi manca ancora il fatidico certificato di avvenuta bonifica delle scorie (ci piacerebbe sapere il perché ancora non è pervenuto), indispensabile per la firma della Convenzione e quindi per l’inizio dei lavori. Alla Veco sembra tutto pronto ma ancora non è stato ritirato il permesso di costruire.

La prima cosa che ci terrei a sapere e immagino interessi tutta la cittadinanza è quando presumibilmente questi lavori inizieranno (anche se noi, come Gruppo Partecipazione, abbiamo sempre espresso il nostro parere negativo su queste iniziative), visto che l’attuale amministrazione e il Sindaco in persona hanno fatto della valorizzazione di queste aree strategiche uno dei cavalli di battaglia della competizione e del programma elettorale. Sempre rimanendo in tema, la notizia di questi giorni è che è andata deserta anche la quinta asta per la vendita dei lotti edificabili alla Cesanella. Dai 3milionie300mila euro chiesti con la prima asta, il Comune è sceso a 2milionie800mila euro ma nessuno ha acquistato il lotto. Quindi oltre la trattativa privata con la Polo Holding sono fallite anche le aste fin qui proposte.

Visto che il Comune ha inserito nel Bilancio di previsione del 2010 gli introiti derivanti dalla lottizzazione della Cesanella e, visto che ormai siamo arrivati al mese di giugno inoltrato, cosa intende fare l’Amministrazione per sopperire ad un eventuale e così corposo “ammanco” di cassa? Ridurre ulteriormente la cifra stabilita per la vendita del lotto col rischio di svenderla? E se anche il Comune riuscisse a “vendere” il terreno alla cifra ultima di 2milionie800mila euro, l’ammanco di 500mila euro che si verrebbe a creare rispetto all’iniziale vendita ipotizzata a 3milionie300mila euro verrebbe coperto? E se si in quale maniera? Non vorrei che il Comune fosse costretto a modificare il bilancio inserendo previsioni di entrata meno cospicue, che costringerebbero giocoforza a ridurre sempre di più la spesa relativa ai servizi per il territorio, per il sociale e per lo sviluppo economico. In ultimo ci sarebbe la volontà da parte della Giunta di prendere in considerazione altre ipotesi di recuperare introiti per le finanze comunali, diverse dal consumo del territorio?


da Movimento e Gruppo Consiliare Partecipazione




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2010 alle 19:05 sul giornale del 12 giugno 2010 - 910 letture

In questo articolo si parla di politica, Gruppo Consiliare Partecipazione