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Fondo di solidarietà diocesano: il report del primo trimestre 2010

soldi 6' di lettura Senigallia 09/06/2010 -

Di fronte alla situazione di crisi economica che coinvolge drammaticamente numerose famiglie anche del nostro territorio, la Caritas Italiana ritiene che sia un diritto fondamentale di ogni persona l'accesso al credito.



Ogni strumento, anche nel campo finanziario ed economico, che punta sulla centralità della persona e sull’autopromozione personale e comunitaria, va considerato uno strumento utile, se non fondamentale, nella lotta alla povertà. Di fronte ai bisogni emersi in questo periodo di crisi, accanto ai doverosi interventi da parte delle Istituzioni, delle imprese e della società civile, anche le Chiese locali stanno facendo la loro parte grazie alla prossimità e alla vicinanza alle famiglie e a gesti di solidarietà concreta e diretta, attraverso i quali combattere le cause strutturali dell’esclusione e della povertà.

Oltre ai molteplici interventi da parte di tutte le Diocesi e di tutte le parrocchie, sono da sottolineare i Fondi diocesani di solidarietà (famiglia – lavoro), proposto anche nella nostra diocesi Una molteplicità di interventi in parte nuovi, in parte ordinari che si realizzano in termini di servizi strutturati-continuativi e servizi meno organizzati, ma comunque molto importanti, per rispondere immediatamente ai bisogni del singoli, delle famiglie e dei vari gruppi di persone in situazione di povertà. Queste risposte sono arricchite molto dalla conoscenza, dall’incontro, dalla relazione, dall’ascolto e dai tentativi di far star dentro il tessuto sociale ed ecclesiale le persone e le famiglie che sperimentano povertà ed emarginazione. Durante l’anno 2009 la Caritas Diocesana di Senigallia ha effettuato 276 interventi in favore di famiglie in difficoltà per un totale di 74.468,07 €. Nel corso di questo primo trimestre del 2010 gli interventi sono stati 198 per un totale di 31.238,36 €.

Le principali motivazioni per cui le famiglie/persone si sono rivolte alla Caritas Diocesana sono la perdita del lavoro (49%), la difficoltà di reperire il lavoro (39%) e un reddito da lavoro non sufficiente (8%). Da notare che nel corso dei primi 3 mesi di questo anno vi è un notevole aumento di interventi ed il trend di crescita degli interventi aumenta col passare dei mesi. Dai 51 interventi effettuati a gennaio si è passati agli 80 nel mese di marzo. Nel mese di gennaio sono stati effettuati interventi per 8.714,08 €, nel mese di febbraio per 10.387,65 € ed infine nel mese di marzo per 12.145,63 €. Gli interventi del Fondo di Solidarietà nella Diocesi sono abbastanza concentrati nella zona di Senigallia, in quanto tutte le attività di inserimento lavorativo sono gestite direttamente dal Centro di Solidarietà diocesano “L.Palazzolo”, inoltre, Senigallia è il centro più grande della Diocesi. Si sta, tuttavia, organizzando un coordinamento tra i 14 Centri di Ascolto Diocesani per una gestione migliore degli interventi e della segnalazione dei casi. Intanto un miglior coordinamento tra le realtà parrocchiali ed i centri di ascolto vicariali/parrocchiali ha fatto aumentare il numero degli interventi e ha spinto la Caritas Diocesana ad avviare percorsi di formazione, coordinamento, ed utilizzo di metodi e strumenti comuni. Sono stati effettuati oltre 93 interventi in 31 parrocchie e 105 interventi direttamente dal Centro di Solidarietà “L. Palazzolo”. Per quanto riguarda la tipologia degli interventi del Fondo di Solidarietà, i principali capitoli di spesa sono stati il contributo al reddito attraverso gli inserimenti lavorativi, il pagamento di utenze ed affitti. Poi ci sono i contributi spesa, le assicurazioni per auto e/o interventi di riparazione degli automezzi (utili per la ricerca di un lavoro) e le spese personali. Il capitolo di spesa “lavoro” incide per il 38%. Questo è dovuto ad un maggior numero di inserimenti lavorativi, legati alle iniziative della Caritas Diocesana.

Si tratta della forma più dignitosa di ottenere un aiuto ed è un opportunità importante di reinserimento nel tessuto economico produttivo del nostro territorio o di trovare un lavoro. Sui 198 Interventi effettuati il 53% è in favore di famiglie Italiane ed il 47% in favore di famiglie straniere. Si tratta per lo più di contributi per utenze ed affitti; questo “problema-casa” incide molto di più per le famiglie straniere (53%) rispetto a quelle italiane (32%). Il “problema lavoro”, invece, incide per il 42% sugli interventi in favore di famiglie italiane e per il 32% per gli interventi in favore di famiglie straniere. Il problema del “reddito ed integrazione del reddito famigliare”, dato dai contributi per assicurazioni, spese personali e contributi spesa, incide per il 25% sugli interventi in favore di famiglie italiane e per il 13% sul totale degli interventi in favore delle famiglie straniere. Dai dati di questo report viene messo in evidenza come la crisi colpisca in maniera sistematica tutta la popolazione. Se da un lato, le famiglie italiane godono ancora del bene casa – magari di proprietà di genitori e parenti – e hanno problemi relativi al reddito ed alla ricerca di un occupazione, dall’altro le famiglie straniere sono quelle che vivono maggior problemi abitativi e riescono probabilmente meglio a “barcamenarsi” nel mondo del lavoro ed in particolare del lavoro sommerso. La speranza è quella di non dover arrivare a far fronte ad una crisi che vada a colpire i piccoli patrimoni familiari che man mano si stanno logorando e che sono uno dei collanti del nostro territorio diocesano. Per quanto riguarda le entrate del Fondo di Solidarietà, nel primo trimestre (Gen-Mar) del 2010 sono state di 32.594,43 €. Le voci principali di entrata sono state Social Caritas, Giornata della Carità, contributi del Vescovo, dei privati e delle associazioni e la decima dei parroci. Il progetto Social Caritas è stato lanciato a giugno 2009 con due sole parrocchie e 59 adesioni. Nel corso di questo anno si è passati dalle 22 parrocchie di dicembre 2009 alle 28 parrocchie di marzo 2010. Il numero delle Social Caritas Cards è passato da 859 del 31 dicembre a 1250 del mese di marzo, con un “picco” di 1348 cards a febbraio.

Lo scorso anno la Social Caritas era una voce importante del Fondo di Solidarietà, ma non quella prioritaria, ora, invece, è diventata la voce principale per programmare gli interventi a favore delle famiglie in difficoltà, con oltre 17.000 € entrati in questo primo trimestre del 2010. La Social Caritas Card ed i report ad essa collegati non sono solo un semplice “strumento” per favorire la raccolta economica ma vogliono anche essere strumenti di sensibilizzazione per tutte le comunità per far si che siano dei momenti di confronto ed incontro tra le “famiglie che donano” e le “famiglie che ricevono”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-06-2010 alle 12:13 sul giornale del 10 giugno 2010 - 596 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, volontariato, caritas, senigallia, soldi, euro, contributi





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