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Prestaci le labbra per non dimenticare la piccola Sofia

3' di lettura Senigallia 07/06/2010 -

A poco più di sei mesi di distanza dalla sua morte, è ancora vivo il ricordo di Sofia Franceschini, la bambina di Ripe che a nemmeno sei anni si è dovuta arrendere all’ipertensione polmonare, la terribile malattia nella quale aumenta la pressione del sangue nelle arterie polmonari, facendo sforzare il cuore e riducendo la quantità di ossigeno che riesce a raggiungere i tessuti del corpo.



E proprio per non dimenticare Sofia, i genitori della bambina si sono fatti promotori di una iniziativa che ha riscosso numerosissime adesioni e che, nel frattempo, sta raggiungendo uno dei propri prioritari scopi: comunicare e fare conoscere l’ipertensione polmonare. La mamma ed il papà di Sofia (nelle foto allegate il banchetto predisposto sabato 5 giugno a Brugnetto NDR) stanno raccogliendo il maggior numero di firme per battere un record del Guinness dei primati, primato che – una volta noto - aiuterebbe notevolmente a far conoscere all’opinione pubblica la rarissima malattia dell’ipertensione polmonare.

Lo scopo è quello di raccogliere 400 mila firme compilando un modulo semplicissimo con i propri dati anagrafici e, contemporaneamente, prestando le proprie labbra per un altrettanto semplice ma significativo gesto: baciare il modulo cartaceo firmato dopo essersi passati sulle labbra un rossetto blu. Prestare le proprie labbra blu – come hanno sinora fatto diverse centinaia di persone – ha una ragione particolare. Uno dei primi sintomi che si manifestano in questa terribile malattia è proprio la cianosi, ossia le labbra di colore blu. L’ipertensione polmonare è come detto un male rarissimo e, proprio a causa della sua rarità e del fatto che molti sintomi sono comuni ad altre patologie (come l’asma), ci vogliono circa due anni e mezzo di tempo affinchè la malattia sia diagnosticata. Purtroppo, come accaduto a Sofia, di ipertensione polmonare non si può guarire, ma ci sono dei trattamenti efficaci che aiutano i malati che abbiano una diagnosi tempestiva. Se non trattata, però, l’ipertensione polmonare ha una prognosi peggiore di molte forme di cancro. I suoi principali sintomi sono: stanchezza cronica, affanno, dolore al torace, svenimenti, gonfiore alle caviglie, alle gambe e – appunto – cianosi, le cosiddette labbra blu.

Per questa iniziativa i genitori di Sofia Franceschini NON chiedono denaro, NON chiedono nessuna forma di contributo economico, ma lavorano soltanto per aiutare la gente a sapere di più sull’ipertensione polmonare. E lo fanno raccogliendo firme e facendosi prestare le labbra della gente che si deve semplicemente prestare a mettersi un rossetto, che gli verrà consegnato sul posto, prima di baciare un modulo Il referente marchigiano dell’associazione che sta raccogliendo firme in tutto il mondo è proprio il padre di Sofia: Simone Franceschini, raggiungibile telefonicamente al 335 – 6887413 oppure all’indirizzo e mail s.franceschini@macfashion.it

Tutte le informazioni possono essere richieste a www.PuckerUp4PH.com oppure contattando l’associazione ipertensione polmonare italiana all’indirizzo web www.aipiitalia.org








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-06-2010 alle 15:49 sul giornale del 08 giugno 2010 - 1681 letture

In questo articolo si parla di attualità, Famiglia Franceschini





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