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comunicato stampa

Salvatore Borsellino incontra i ragazzi delle superiori

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dal Comune di Senigallia
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salvatore borsellino

Dal ricordo all'azione, dalle stragi del ‘92 ai giovani d’oggi. Sabato 15 maggio 2010 presso il Liceo Scientifico “E. Medi”, piazzale Toti.

Ripartire dai giovani. Lo diceva Paolo Borsellino, il magistrato ucciso il 19 luglio del 1992 nella strage di via D'Amelio a Palermo con gli uomini della scorta. "La sconfitta della mafia sta nel ricambio generazionale". A diciassette anni da quell'anno terribile la mafia è ancora viva e vegeta, cresce, prospera. Quel ricambio non c’è stato. I motivi ce li spiega proprio Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso a Palermo, che da anni batte piazze, scuole e sale convegni perché la vita e le opere della Mafia Spa non cadano nell’oblio. “Sono tanti i giovani che hanno la consapevolezza del baratro in cui sta scivolando il nostro paese e di quella che dovrebbe essere la lotta alla criminalità organizzata – dice con orgoglio -. Infatti giro l’Italia per parlare di mafia grazie a questi giovani che mi invitano ai loro convegni”.

Salvatore Borsellino, fratello minore del magistrato Paolo Borsellino, dopo la strage di via d'Amelio in cui quest'ultimo fu ucciso dalla mafia assieme agli uomini della scorta, si è dedicato attivamente alla sensibilizzazione riguardo al contrasto alla criminalità organizzata, il malgoverno e le collusioni tra politica e mafia. Nel 2009 promuove a Palermo con la redazione del suo sito, in occasione del 17° anniversario della strage di Via D'Amelio e in collaborazione con il Comitato Cittadino Antimafia "19 Luglio 2009" , la prima Marcia delle Agende Rosse da cui nascerà il "movimento delle Agende Rosse". Il movimento delle Agende Rosse fa riferimento all'agenda di Paolo Borsellino, sparita dopo la strage di via D'Amelio. In quell'agenda Borsellino scriveva appunti personali, supposizioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Gaspare Mutolo. L'agenda sparì dalla borsa di cuoio del Magistrato che era sul sedile posteriore dell auto su cui viaggiava il Giudice Borsellino. Esisterebbero prove fotografiche e video di un carabiniere, Giovanni Arcangioli, con in mano la borsa.

Nei confronti del carabinieri fu istruito un processo per favoreggiamento nei confronti di Cosa Nostra e per la sottrazione dell'agenda, ma non si è arrivati alla fase dibattimentale. Il capitano avrebbe fornito versioni diverse in diversi interrogatori: in un primo momento disse di aver dato quella borsa all'ex Magistrato Giuseppe Ayala, poi di aver dato la borsa ad un ufficiale di servizio ed infine di averla riportata all'interno della vettura ancora in fiamme, dove fu poi ritrovata la borsa. I collaboratori e i familiari di Paolo Borsellino confermano che il Magistrato non si separava mai dall'agenda, soprattutto dopo la morte di Giovanni Falcone. La moglie del Magistrato ha confermato che il 19 luglio 1992 nella borsa era stata messa anche l'agenda rossa.



salvatore borsellino

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2010 alle 18:01 sul giornale del 15 maggio 2010 - 627 letture