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comunicato stampa

Castelleone: Pian Volpello e l'ostinazione del sindaco

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da Insieme per Castelleone
www.insieme.suasa.it

insieme per castelleone

Secondo un vecchio detto popolare tutte le strade portano a Roma ma a Castelleone di Suasa la saggezza popolare ha avuto una variante e così il binomio strade e Roma è stato mutato in strada e ostinazione, o meglio, l’ostinazione e la strada.

L’ostinazione è quella del sindaco Biagetti, la strada quella nuova nella zona archeologica di Pian Volpello, infatti, lo stesso sindaco ha tenuto a precisare anche nella Relazione previsionale e programmatica 2010-2012 che “La presente Amministrazione ha con ostinazione perseguito l’obiettivo di completare con fondi propri il complesso, al fine di dotare la comunità di una nuova viabilità che migliori l’assetto attuale”. La problematica non è nuova e da tempo si dibatte su quel “diverticolo” osteggiato da tutti, particolarmente i residenti, che dovrebbe liberare una porzione della vecchia provinciale per permettere di riportare alla luce un tratto dell’antico tracciato viario romano. Anche il Gruppo consiliare di “Insieme per Castelleone” aveva a suo tempo suggerito di soprassedere alla contestata soluzione prospettata dalla maggioranza che prevede un giro vizioso, con curve strette, a valle del vecchio tracciato, suggerendo un tracciato più logico, razionale e meno invasivo a monte.


A far propendere per quella migliore soluzione che, tra l’altro, si sarebbe sviluppata su terreni già di proprietà pubblica, sta anche il fatto che quel tracciato sarebbe insistito su aree più idonee e meno “critiche” dal punto di vista morfologico e statico, senza tra l’altro andare a interessare terreni per i quali i proprietari avevano già presentato vari ricorsi alla magistratura amministrativa. Ma l’ostinazione del sindaco e della sua maggioranza ha sempre caricato a testa bassa, scartando anche una ulteriore soluzione prospettata da un valente architetto di origine castelleonese che si era dichiarato disposto ad approntare gratuitamente un progetto di sopraelevazione che, allo stesso costo, scavalcasse il tratto interessato dal vecchio tracciato romano, senza modificare la rettilineità dell’attuale percorso e permettendo anche di rappresentare un valido punto di ancoraggio per successive e prevedibili coperture delle importanti emergenze archeologiche già indagate, porzione di strada romana compresa. Come detto, tutto è stato però inutile ed il problema si trascina ormai da anni, vicende giudiziarie comprese, con tanto di espropri in corso, per i quali si è anche dovuto conferire apposito incarico ad un tecnico di fiducia per il procedimento arbitrale per la determinazione dell’indennità dovuta per le aree necessarie. Una ulteriore spesa di poco meno di duemila euro per ora, che poteva benissimo essere risparmiata, ma si sa, sull’area archeologica la maggioranza ha tanti progetti, alcuni già realizzati con ostinazione, come l’ampliamento della zona industriale e la costruzione di capannoni sopra le antiche fornaci romane.


Ora il nuovo contestato tracciato, che voci di paese suggeriscono sia a “servizio” di una cava di ghiaia che si dovrebbe realizzare proprio nelle vicinanze. La replica, sembrerebbe, di un altro tracciato realizzato a spese pubbliche che doveva migliorare la viabilità in prossimità delle scuole medie e d’infanzia e che invece ha finito per negare anche la possibilità di un decente parcheggio a servizio del plesso scolastico, con vantaggi solo per il costruttore degli appartamenti realizzati in quell’area, lasciando anche qualche disagio agli acquirenti di quelle abitazioni. Sarà mica che l’ostinazione di oggi si coniuga bene con “negligenza”, “superficialità” e “imperizia nell’uso del potere discrezionale” degli stessi amministratori?



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2010 alle 13:38 sul giornale del 24 aprile 2010 - 714 letture