Severini (PD): 'Nomina di Mengoni all'Astea solo per gratitudine'

5' di lettura Senigallia 17/04/2010 - Intervento stilato dalla consigliere Argentina Severini per essere letto in sede di Consiglio Comunale il 14 aprile a riguardo della surroga di Mengoni: "La nomina di Mengoni ai vertici del Cda di Astea ha solo ed esclusivamente il significato della gratitudine e riconoscenza verso chi ha portato voti, come nella logica di tutte le altre scelte che questa maggioranza ha compiuto nel corso degli anni."

Quando si parla di Astea, bene di tutti, che eroga servizi essenziali per tutti, e dei vertici che ne vanno a determinare le sorti, tutta la città è chiamata a riflettere, dunque è giusto che il massimo organo istituzionale della città, cioè questo Consiglio Comunale, entri nel merito della questione. E’ vero che oggi votiamo la surroga del consigliere Mengoni per le nomine che lo hanno investito al di fuori di questo Consiglio Comunale, ma nessuno può negare che le nomine che ho hanno visto assumere la carica di presidente e amministratore delegato rivestano una rilevanza politica tale che non può essere tralasciata. Tutta l’opposizione e, mi risulta, seppure da voci di popolo, anche buona parte della maggioranza e certamente l’intera cittadinanza ha percepito la scelta di Mengoni al vertice dell’Astea come una delle scelte politiche più arroganti a cui questa maggioranza ha dato luogo. Sarebbe bello che in questa sede da parte dei consiglieri di maggioranza ci fosse un sussulto di dignità personale e si liberassero dei gioghi posti dai soliti capi, ma se non l’hanno fatto sino a qui, lo ritengo alquanto arduo. Basterebbe scendere in strada e chiedere al primo passante come giudica tale scelta per constatare che tra battute ironiche e gesti poco fini, la valutazione è assolutamente negativa e quasi rassegnata di fronte ad un certo stile. I titoli, anche quelli formali, non sono carta straccia, sono il denominatore base della scelta minima per competenze per le quali nella vita delle persone si compiono sacrifici enormi e che dovrebbero essere considerati come principio selettivo di partenza. Da soli non bastano, ma da essi non si può prescindere nella nostra società. Qui non si tratta di avercela con qualcuno, tanto che io non conosco direttamente Mengoni, bensì si tratta di essere preoccupati e di rigettare lo stile politico che sacrifica le logiche del consenso elettorale anche ai più banali principi di efficienza, efficacia ed economicità, che sono alla base di ogni società di capitale che meriti questo nome.


La trasformazione delle Municipalizzate in Società per Azioni voleva e vuole ancora essere il giusto connubio tra l’esigenza di garantire una gestione pubblica dei servizi essenziali a favore dei cittadini con l’impronta manageriale delle competenze specifiche offerte dal socio privato, dotato di tutte quelle conoscenze ed appunto competenze che certamente non possono essere date, come banalmente viene detto, da 16 anni di lavoro all’interno dell’azienda. Se questo è il criterio, allora ci sono altre decine di persone che all’interno dell’azienda dovrebbero ambire a tali prestigiosi incarichi. Ma certamente non se lo sono mai sognato e neanche immaginerebbero mai di farlo per onesto e concreto senso di responsabilità. Soprattutto poi una Spa richiede che ci sia una autonomia formale e sostanziale dei manager rispetto ai decisori politici; una separazione della politica dall’Amministrazione. Ripeto, in una Spa, per come nasce ed è concepita un’azienda di questo tipo. Non entro nel merito della validità o meno delle scelte fatte in passato che hanno portato alla trasformazione. Tra le altre cose è stata proprio questa maggioranza che ha voluto e creduto nell’esigenza della trasformazione della Municipalizzata in Spa; sappiamo che ciò è avvenuto nell’onda di un potente processo di cambiamenti nazionali; ma la scelta all’epoca non avvenne con un atteggiamento di dolorosa necessità, bensì di entusiastica e concreta convinzione che si dovesse andare nella direzione di una visione fortemente manageriale dell’erogazione dei servizi pubblici, che trasformavano drasticamente i cittadini-utenti in consumatori. Ma questo è un altro capitolo e qui non mi soffermo.


Bene, con questa nomina ai vertici del Cda di Astea, che ha solo ed esclusivamente il significato della gratitudine e riconoscenza verso chi ha portato voti, come nella logica di tutte le altre scelte che questa maggioranza ha compiuto nel corso degli anni (vedi l’anomalia di non permettere mai alle minoranze di vigilare all’interno dei Cda di tutte le altre società, caso pressoché unico nel panorama nazionale) si è voluto spavaldamente e sfacciatamente andare anche contro il buon senso comune e soprattutto contro il diritto-dovere di rivestire certi ruoli da parte di chi ha tutti i crismi necessari per farlo. Ma per le Liste Civiche capaci di mutare geneticamente in una formazione di Centro-Sinistra quale l’Api per il solo vantaggio politico di stare in una formazione vincente, non hanno mutato affatto stile, anche se l’aver abbracciato le cause della Sinistra lo presupporrebbe, perché un partito di Centro-Sinistra l’esigenza del controllo e della democrazia, magari attraverso un dibattito serrato fa parte dei principi basilari. Ma visto che vi siete avviati ad abbracciare i principi ispiratori ed ideali in cui noi ci siamo sempre mossi e riconosciuti, speriamo in un cambiamento di rotta. Per ora, con le motivazioni che hanno portato a questa surroga proprio non ci siamo, siamo piuttosto al disprezzo e alla mancanza totale di responsabilità.



da Argentina Severini
Partito Democratico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2010 alle 00:40 sul giornale del 17 aprile 2010 - 1824 letture

In questo articolo si parla di politica, partito democratico, astea, giancarlo mengoni, argentina severini


ElCid

E' straordinario considerare "immorale" un apparentamento al secondo turno tra forze -vogliamo dirlo?- limitrofe, ed ignorare tutto il senso della questione posta che è reale e grave: prebende secondo appartenenza, anziché incarichi per competenza?<br />
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Come cittadino, visto che gli pago lo stipendio o l'indennità, gradirei che si promuovessero persone competenti e capaci, anziché dei "miracolati" che devono riconoscenza ed ubbidienza al capo sapendo benissimo che se cade lui cadono inevitabilmente anche loro.<br />
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E mi sentirei più tranquillo se nei consigli d'amministrazione delle partecipate sedessero a garanzia di tutti -perché tutti pagano-, tutte le espressioni di minoranza.<br />

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