Ru 486, lettera aperta al governatore della Regione Marche

Ru 486 3' di lettura Senigallia 10/04/2010 - Lettera aperta al Governtore della Regione Marche, sottoscritta da 113 donne senigalliesi, con cui si richiede una sollecita e corretta applicazione della pillola abortiva RU 486.


Siamo donne di Senigallia e le scriviamo a proposito della pillola Ru 486. Noi donne abbiamo dato per acquisite, dopo anni di lotte collettive, la certezza dei diritti e la conquista della parità, ma da tempo con preoccupazione notiamo che tutto è messo in discussione. Mentre si esalta la retorica sulla famiglia e sulla riduzione della natalità, le giovani scontano più dei ragazzi la precarietà del lavoro, la disparità salariale, la disoccupazione femminile, la mancanza di case e di servizi, con la conseguenza che è sempre più difficile e ritardata la scelta di una maternità consapevole e responsabile. Negli ultimi mesi ci siamo sentite indignate per la rappresentazione delle donne che gli organi di informazione hanno dato: donne uscite dalla profondità del peggiore e becero immaginario maschile, donne ridotte a corpi, mercificate, donne dominate dal potere, che se entrano in politica e sono sempre meno, rischiano di farlo con l’ombra della cooptazione e dello scambio di altra natura. Proprio i politici che hanno sfruttato questa immagine, oggi sono gli stessi che esaltano i valori e la dignità della persona umana. Sulla pillola abortiva ripropongono strumentalmente l’uso del corpo femminile ai fini dello scontro politico e della gazzarra ideologica; prendono decisioni che passano sulla testa delle donne come se le donne non avessero le capacità e gli strumenti per decidere di sé e del proprio corpo.


Come già per la legge 194, noi pensiamo che la scelta di essere madre attiene alla donna e alla sua consapevole autodeterminazione. Intanto c’è da fare una corretta informazione: come lei ben sa, la Ru 486 non è un facile aborto: ci sono dei criteri di accesso con tempi ben definiti e molto precoci rispetto al concepimento e questo già ne limita molto l’impiego. Nelle regioni dove c’è gia stato l’uso sperimentale, non sono aumentate le interruzioni di gravidanza. Non è indicata in tutte le donne in relazione all’età, all’accesso alle strutture, alle possibilità culturali individuali che attengono alla conoscenza del proprio corpo e della rete informativa. Il Consiglio superiore di sanità ha dichiarato compatibile la Ru 486 con la legge 194 che non obbliga al ricovero ordinario (art. 5 – 8), assegna alle regioni compiti in tema di promozione di “tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica delle donne e meno rischiose” (art.15). Il ricovero ordinario non è necessario, spingerà la donna a dimettersi, così deresponsabilizzando la struttura che invece deve continuare ad esistere e a seguire la donna. Noi riaffermiamo la volontà di vedere applicata la 194 anche e soprattutto nella parte che attiene all’informazione e alla prevenzione dell’aborto, perciò pensiamo che l’impegno delle istituzioni centrali e locali, debba andare nella direzione di un potenziamento dei consultori.


Negli anni invece, questi hanno visto ridotte le risorse per personale e strumenti, a scapito dei bisogni di tutte, delle nuove generazioni e delle donne immigrate. Per tutte queste ragioni e nel rispetto di esse, le chiediamo di definire al più presto le linee guida per l’applicazione della Ru 486 nella Regione Marche, fiduciose che la nostra regione saprà adottare norme rispettose della legge e del confronto con le donne. Noi diffonderemo questa lettera all’interno dei partiti, delle organizzazioni sindacali, dei movimenti di cui facciamo parte, ci rivolgeremo a tutte le donne , anche a quelle che hanno sensibilità diverse. Siamo convinte che comunque a qualsiasi sistema di valori si faccia riferimento, le leggi vanno rispettate e la laicità della stato è garanzia di democrazia e uguaglianza per tutti.



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Firme...






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2010 alle 17:05 sul giornale del 12 aprile 2010 - 3244 letture

In questo articolo si parla di attualità, gianmario spacca, aborto, La Città Futura, pillola del giorno dopo, norlevo, firme, francesca michela paci, Ru 486


Che tristezza....<br />
e pensare che ci sarebbero migliaia di donne che non riescono a diventare mamme,che accoglierebbero con gioia uno di quei bimbi.<br />
I "metodi" per non avere figli esistono sia per donne che per uomini.<br />
Se non si vuole avere un figlio, ci si pensa prima.<br />

dal contenuto sembrerebbe che per incentivare e aumentare la natalità la soluzione sia mettere a disposizione la pillola per abortire<br />
forte

"...Sulla pillola abortiva i politici ripropongono strumentalmente l’uso del corpo femminile ai fini dello scontro politico e della gazzarra ideologica..."<br />
E non è lo stesso che fate voi con questa lettera? Non è il vecchio adagio femminista per cui è la donna e solo la donna che deve decidere del suo corpo?<br />
La maternità non è una scelta (o non solo), è un dono e un miracolo. Si può obiettare che queste sono categorie che attengono alla fede, ma anche chi non crede deve comunque ammettere che la maternità non coivolge la sola donna, ma almeno un altro individuo, il nascituro. Che ha diritto di essere difeso in quanto persona, perchè un embrione, se messo nelle condizioni di vivere, diverrà un essere umano, un individuo, una persona.<br />
La pillola abortiva prevede che per uccidere questo individuo bastino 2 somministrazioni di pasticche, quindi forse non è il caso di liquidare la questione come "gazzarra ideologica"

Off-topic

ma come mai stamane questo articolo era firmato Paci Francesca ed oggi è diventato 113 donne senigalliesi?<br />

Off-topic

La prima firma è stato un errore della redazione.

Perchè quello che si definisce "stato" non sostiene con più vigore la nascita di un bambino, perchè chi deve affrontare una maternità, da sola o in coppia, non è assistito come si deve, economicamente e socialmente?<br />
Davvero pensate che per una donna o per una coppia sia facile prendere la decisione di abortire la nascita del proprio figlio?<br />
Lo "stato" dovrebbe occuparsi di questo, non della questione morale, e voi stessi, paladini e giudici benpensanti, dovreste provare ad osservare le situazioni da diversi punti di vista prima di esprimere pensieri e giudizi di condanna.<br />
Io non consiglierei mai a nessuno di abortire e di sicuro lotterò affinchè i miei figli possano crescere giusti e sani, ma non mi azzardo nel giudicare la singolare esperienza di chiunque altro.<br />
Il rispetto verso il prossimo è alla base della vita, e se non rispettate ora chi vive, come potete garantire un buon futuro a chi ancora deve nascere?<br />

allora non ci capiamo...<br />
se non vuoi un figlio, ci pensi prima!<br />
Se prima non ci hai pensato, non è certo colpa di quella creatura che deve nascere.<br />
E comunque, se non vuoi proprio quel figlio, non lo uccidi, lo fai nascere e poi non lo riconosci (lo stato ti permette di fare ciò) e lui potrà vivere tra le braccia di persone che non vedono l'ora di accoglierlo.

La maternità è un dono quando ci si trova nelle condizioni giuste per poterla affrontare. Il discorso della Ru486 vista come "caramella" è bigotto e privo di cognizioni scientifiche. Certo occorrerebbe divulgare maggiormente le informazioni relative a questo farmaco. Comunque l'aborto resta per la donna un atto cruento e doloroso. Nessuna donna lo affronta con leggerezza.<br />
"I "metodi" per non avere figli esistono sia per donne che per uomini.<br />
Se non si vuole avere un figlio, ci si pensa prima." <br />
Questo commento prevede un livello di conoscenza che molte persone ancora non hanno. Nella lettera si sottolinea anche la necessità di potenziare i consultori. Perchè prevenire, si sa, è meglio che intervenire a posteriori.

Ribadisco che la maternità è un dono, anche quando non ci sono le condizioni giuste. Se non sbaglio in Italia c'è la possibilità di partorire anonimamente e lasciare il bambino in ospedale, che provvede a interessare i sevizi sociali. Si può obiettare che crescere in un orfanotrofio è un'esperienza orribile, ma siamo sicuri che sia peggiore della morte? I bambini indesiderati non hanno forse il diritto di fare l'esperienza della vita e, magari, essere accolti da famiglie che li amino? Non credo che la RU486 sia una caramella, ma una semplificazione della procedura di aborto sì. E' molto arrogante tacciare di bigottismo o, nel migliore dei casi, di ignoranza chi non la pensa come noi.<br />
Su questa vicenda un dibattito è auspicabile, ma dev'essere un dibattito onesto e aperto, se si comincia subito con gli insulti non credo si vada lontano.

Se tutto fosse così semplice, all'aborto non ricorrerebbe nessuno. Ma così non è. Quindi bisogna scendere a compromessi con la realtà. E assumersi le proprie responsabilità. Anche quando sono dolorose. <br />
P.S: gli istituti sono pieni di bambini non adottati......forse sarebbe da tenere presente.




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