La città futura: cosa si diranno Roberto Mancini e Francesco Rutelli?

La Città Futura 4' di lettura Senigallia 23/03/2010 - Noi della lista la Città Futura (Verdi – Sel – PDCI) siamo orgogliosi di far parte dell’unica coalizione di centrosinistra presente alle elezioni amministrative di domenica prossima, senza l’Alleanza per l’Italia di Rutelli né l’Unione di Centro di Casini.

Non lo diciamo con disprezzo ci mancherebbe, ma solo per rimarcare una legittima lontananza politica tra noi, la nostra coalizione e il nostro candidato Sindaco e quelle due forze politiche, che su alcuni temi centrali della politica e della cultura del nostro paese (che hanno effetti anche sulle possibili scelte amministrative) guardano più a destra che al centro. Siamo altrettanto convinti di sostenere Maurizio Mangialardi, il candidato più giovane in lizza tra i cinque. Una persona perbene (con pregi e difetti come tutti ovviamente), capace amministratore, che in questi anni ha ben governato nella città di Senigallia.

Siamo altrettanto convinti che il metodo delle primarie che ha contrapposto Mangialardi e Francesca Paci, la nostra capolista, sia stato l’unico percorso serio messo in campo a Senigallia per dare la parola ai cittadini in modo democratico e trasparente nella scelta del candidato. Oltre 4.000 i partecipanti.

Gli altri no. Mancini, Marcantoni, Marcellini, Gazzetti sono stati imposti o proposti dalle segreterie dei partiti, da piccoli gruppi di persone se non da se stessi in alcuni casi. Per ciò che riguarda Massimo Marcellini, poco c’è da aggiungere. Se non che dopo cinque anni di costante assenteismo in Consiglio Comunale o dopo avere avuto dal Sindaco Angeloni la delega alle politiche giovanili senza mai fare nulla, né dire nulla oggi inventa il “Progetto giovani” per puri scopi elettorali. Legittimo. Ma per noi non è credibile.

Su Gazzetti esprimiamo la lontananza non solo attuale, che lo vede esponente dell’Udc di Casini appunto, ma una lontananza e un giudizio negativo anche per come ha interpretato il ruolo di pubblico amministratore circa trent’anni fa.

Su Marcantoni, che ha sdoganato a Senigallia (le cui radici di città democratica e accogliente si perdono nella notte dei tempi) forze politiche come la Lega e La Destra poco dobbiamo aggiungere. Esprimiamo ferma e forte contrapposizione affinché il Berlusconismo e la Lega non oltrepassino il confine del fiume Cesano. Su Roberto Mancini no. Su lui vogliamo porre molti interrogativi.

Che si diranno Roberto Mancini e i rutelliani di Senigallia quando parlano di complanare? In fondo entrambi l’hanno votata per tre volte in consiglio comunale e tra loro c’è anche l’ex assessore all’urbanistica, che ha voluto fortemente quel progetto. Che si diranno Roberto Mancini e i rutelliani di Senigallia quando si confrontano sullo smantellamento della scuola pubblica a favore di quella privata o sulla laicità dello stato o dell’ente locale? Il ‘Binetti pensiero’ come verrà riformulato nella nostra città?

Che si diranno Roberto Mancini e i rutelliani quando si confrontano sulle politiche giovanili, l’esperienza del mezzacanaja, quella dell’associazione La Stanza o quella del Circolo Gratis di Senigallia per esempio? Che si diranno quando ci si dovrà confrontare sul concetto di famiglia (quello ampio e laicamente inteso o quello cattolicamente imposto) per redigere le liste di assegnazione delle case popolari nel nostro comune? Che si diranno quando parleranno della variante Arceviese, su cui Mancini e i suoi sono usciti dalla maggioranza e che iniziò il percorso amministrativo con il Segretario provinciale dell’Api di Rutelli (Stefanelli).

Che si diranno quando si troveranno a decidere per chi votare nel possibile ballottaggio tra Marcantoni (centrodestra) e Mangialardi (centrosinistra) avendo già deciso e dichiarato pubblicamente di non appoggiare mai il candidato del Pd. Che si diranno che in fondo è meglio il Berlusconismo, la Lega, la Destra? Ecco il quesito è questo. Che cosa si diranno? Faranno finta di niente in attesa che dopo domenica o fra quindici giorni la Santa Alleanza contro Mangialardi si sciolga e sperando che nessuno scomodamente gli ponga questi quesiti, magari nascondendosi dietro un dito o mettendo un po’ di polvere sotto il tappeto?

Tanto si sa, a maggio si tornerà a ragionare di altro, si tornerà a lavorare su nuovi scenari, sperando che i cittadini misurino la coerenza nel segreto dell’urna solo a Mangialardi e a chi lo sostiene da sinistra come i Verdi, i Comunisti Italiani e quelli di Sinistra Liberta e Ecologia. In questo momento stiamo pensando a due termini: ipocrisia politica.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-03-2010 alle 16:58 sul giornale del 24 marzo 2010 - 4798 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, La Città Futura





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