x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA > POLITICA
comunicato stampa

Pasquini (La città futura): Senigallia mi piace

5' di lettura
2766
da Maurizio Pasquini
Candidato della lista “La città futura”

Maurizio Pasquini

\"Ore 8, sono in coda in via Capanna, uno dei luoghi più intasati dal traffico mattutino, tra studenti che attraversano alla rinfusa dopo essere scesi dal pulman ed auto in coda. Mi arrabbio con quello davanti che alla rotatoria non passa e mi fa perdere minuti preziosi. Arrivo finalmente in centro parcheggio e infilo 2 euro nella macchinetta e penso: altro obolo giornaliero\".

Cominciamo bene!? Code, tempo perso ed obolo per il parcheggio. Ma subito mi viene pensato: l’ultima volta che sono stato a Fano, anche lì sono stato in coda ed anche lì ho lasciato l’obolo per il parcheggio. Senza parlare poi dell’ultima volta che sono stato in Ancona, lì sì che era una coda continua e l’obolo era pure doppio rispetto a Senigallia. Tutto ciò per dire che spesso ciò che rileviamo come anomalia nella nostra città poi ci sembra normale quando andiamo in altri posti. La cosa strana però è che non amplifichiamo mai le cose positive ma solo quelle negative. Ho diversi amici di Jesi o di Ancona che spesso mi fanno pensare a queste cose: loro quando possono vengono a Senigallia perché si lamentano che da loro la città è morta, non c’è vita ed amano Senigallia più di noi senigalliesi. In effetti è vero, noi che ci abitiamo spesso riduciamo le nostre osservazioni solo agli aspetti negativi, come se non riuscissimo a vivere la nostra città ma solo a sopportarla. E invece a me piace. Penso di essere un privilegiato anche rispetto agli abitanti di città limitrofe. Posso passeggiare sulla spiaggia dalla quale, cosa più unica che rara, riesco ancora a vedere le nostre verdi colline (che non sono state cementificate come dice qualcuno) e se voglio in cinque minuti d’auto o dieci di bicicletta ci posso arrivare e godermi la campagna.


Mi piace passeggiare per la città soprattutto nei momenti di meno affollamento per le nuove piazze e vie ristrutturate: Foro Annonario, piazza Manni ed anche piazza del Duca che, anche se la sua ristrutturazione lascia un po’ a desiderare, finalmente è una piazza vissuta da genitori con bambini che scorazzano liberamente (mi ricordo quando era un orribile parcheggio). Ho passato un bellissimo inverno potendo usufruire di una stagione teatrale che non ha nulla da invidiare a quella di un grosso centro. Aspetto con ansia l’estate con le sue manifestazioni e la sua confusione che mi infonde gioia di vita e mi diverte, anzi oserei dire che negli ultimi anni c’è quasi stato uno stress (positivo) da impegni serali tanto erano le offerte di spettacoli e manifestazioni. Tutto perfetto? Certamente no! Ma chi non ha in casa una mattonella scheggiata, un intonaco scalfito o un angolino nero sul piatto della doccia? Ma direste che la vostra casa non vi piace? Nel mentre vado in edicola e divento più serio, mi metto due giornali sotto braccio e faccio l’intellettuale. Penso all’urbanistica, ai lavori pubblici, ai servizi sociali, agli amministratori e mi vengono in mente tutte quelle cose che si legono ultimamente: la speculazione, l’arroganza dei nostri amministratori, i problemi della sicurezza ecc. Insomma la perfetta descrizione di una città invivibile. Allora mi guardo intorno faccio un giro, faccio mente locale rivado al passato e mi accorgo che la maggior parte dei nuovi palazzi o case sono state costruite anni fa e ne trovo veramente poche che sono state costruite negli ultimi due anni (data d’inizio, secondo alcuni, dello sfacelo senigalliese). Sarà una mia impressione o questi ultimi anni sono stati quelli in cui si è costruito meno? Certo però il problema delle case a basso costo e anche il fatto che in centro si trova solo a prezzi esorbitanti è un grosso problema, ma forse non è così in ogni città? Forse che a Fano in periferia gli appartamenti costano più di quelli in centro storico tanto che c’è un esodo dalle periferie verso il centro tanto da svuotare le frazioni? Chissà se è un problema che deriva più da un assetto governativo o locale se si costruiscono poche case popolari? E chissà se nella città ideale le case le costruiscono le cooperative di mutuo soccorso senza scopo di lucro e non i proprietari dei terreni ed i costruttori. Poi penso all’arroganza dei nostri amministratori, e mi dico: “non sarà che le decisioni prese a maggioranza non siano in qualche modo arroganti nei confronti della minoranza che non le condivide?”.


Nel mentre però mi viene in mente che ,come al solito, ho parcheggiato l’auto con le chiavi sul cruscotto, corro pensando che me l’avranno rubata. No! È lì al suo posto. Ci sono due senegalesi nel parcheggio ma nessuno ha toccato nulla. Mentre torno a casa penso che Senigallia mi piace, oggi più di dieci anni fa, credo che chi ha amministrato abbia lasciato una città migliore e questo non si fa se non la si ama. E credo profondamente che chi denigra tutto ciò in fondo non la ama, o meglio non la sa vivere. Le rivoluzioni, i cambiamenti epocali, le promesse di una città ideale, sono come le riforme di questo paese tutti se ne riempiono la bocca ma poi nessuno le fa. Nel mio santino ( perdonate ma mi hanno detto che bisognava farlo) ho scritto: “contribuire a migliorare dove si è stati insufficienti, terminare ciò che è stato cominciato, continuare ciò che è stato fatto bene”. Sembra una stupidaggine ma, se ci pensate bene, riuscire a farlo in ogni ambito della nostra vita sarebbe una gran cosa. Senigallia mi piace.



Maurizio Pasquini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2010 alle 18:19 sul giornale del 22 marzo 2010 - 2766 letture