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La Diocesi acquista un residence per potenziare la capacità di pronta accoglienza

3' di lettura
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dalla Diocesi di Senigallia
www.diocesisenigallia.it

giuseppe orlandoni

La Diocesi di Senigallia da sempre è attenta alle problematiche sociali presenti sul territorio di pertinenza, e sempre più si sente interpellata dalla preoccupante crisi economica che colpisce un numero crescente di persone e famiglie.

Di fronte a tante situazioni di incertezza e precarietà, avverte il bisogno di offrire un supplemento di attenzione, vicinanza e solidarietà a chi versa in condizioni di disagio, specie per problemi legati all’abitazione; difatti sempre più famiglie perdono il lavoro e con esso, purtroppo, anche la casa. Queste avversità concrete scuotono le fondamenta e minano le basi dei rapporti coniugali e parentali. La realtà ecclesiale locale sente il dovere di fare la propria parte con tempestività, anche attraverso scelte concrete, pur non dimenticando la sua missione principale di sensibilizzare le coscienze di tutti, delle istituzioni pubbliche e private, dei singoli cittadini proprietari, affinché ognuno si interroghi su come contribuire a ridurre il problema abitativo. La Chiesa di Senigallia, attraverso la Caritas Diocesana e la Fondazione Caritas, ha deciso di intervenire e di offrire una risposta immediata, acquistando una struttura composta da dieci appartamentini, per potenziare così la capacità di pronta accoglienza e contribuire ad alleviare le sofferenze di alcuni. Si tratta di un residence situato nella zona sud di Senigallia, che ospiterà temporaneamente persone e nuclei familiari che si ritrovano all’improvviso in una condizione di emergenza, a causa di sfratti, di pignoramenti o della perdita totale del bene immobile di residenza. L’edificio ha le fattezze di un piccolo condominio, dove ognuno può sentirsi, pur nella precarietà, “a casa”.


L’obiettivo è restituire a queste persone la serenità per riorganizzare la propria vita, cercando di individuare nuovi percorsi lavorativi che garantiscano il superamento della crisi. Con la collaborazione dei Servizi Sociali dei Comuni si potranno individuare delle risposte durature al bisogno, in modo tale che la persona accolta non consideri la nuova dimora un luogo in cui adagiarsi comodamente, ma solo un appoggio temporaneo per affrontare la sfida di cercare delle soluzioni definitive. Con questo acquisto permane forte la consapevolezza che non si risolverà in modo esaustivo, purtroppo, il problema sopra esposto, ma così concepita la struttura potrà essere capace di aiutare molti e di coinvolgere il tessuto civile della diocesi intera, che sempre più dovrà acquisire consapevolezza di questo particolare disagio sociale. Inoltre la Fondazione Caritas Senigallia ONLUS sta avviando un programma di recupero e di gestione di luoghi dislocati nel territorio diocesano dove accogliere le persone in difficoltà, grazie alla collaborazione di alcune parrocchie che hanno messo a disposizione, o che avranno l’opportunità di farlo, spazi da destinare a tale scopo. Infine la Fondazione, partendo dalla consapevolezza che nel nostro territorio ci sono molte unità abitative vuote, sta sviluppando dei progetti pilota per gestirle, in modo tale da incentivare i proprietari, sollevati da mille incombenze e preoccupazioni, a dare un’opportunità a molte famiglie che, per la sola “colpa” di aver perso il lavoro, rischiano di non avere più una casa.


Sono piccoli segni che, particolarmente in questo tempo in cui la Chiesa di Senigallia sta celebrando il Sinodo Diocesano, devono aiutarci a riflettere, a non dimenticare mai le troppe persone che soffrono accanto a noi. La scelta del residence comporta un impegno economico particolarmente gravoso per la nostra Chiesa Diocesana, la quale ha deciso di affrontare l’operazione attingendo per più anni alle proprie, anche se insufficienti, risorse finanziarie. Prezioso è il contributo stanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana - grazie ai fondi “otto per mille” (quelli pubblicizzati dai media) – ma permane ora fondamentale la speranza di una risposta positiva che enti, privati e fondazioni già interpellati vorranno dare per questo specifico progetto di carità.



giuseppe orlandoni

Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2010 alle 23:44 sul giornale del 19 marzo 2010 - 1007 letture