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comunicato stampa

Ostra: tutto pronto per la festa di San Giuseppe

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da Confraternite delle Marche
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La Confraternita della Morte di Ostra (AN), in accordo con l’Arciprete Parroco Monsignor Umberto Gasparini, celebrerà la Festa di San Giuseppe presso la chiesa dei Santi Giuseppe e Filippo.

La festa ripristinata, anche lo scorso anno ha coinvolto, oltre i confratelli, numerosi fedeli che hanno apprezzato l’iniziativa. Ora il parroco sta ultimando il programma che sarà reso noto al più presto. Anche il Governatore della Confraternita si è dichiarato soddisfatto e ha in animo che, per l’occasione, faccia ritorno presso la Chiesa di San Filippo la statua del Santo ora conservata presso l’istituendo museo comunale. Sulla Confraternita della Morte registriamo una nota storica di Giancarlo Barchiesi.


Ad Ostra, anticamente la confraternita della Morte era detta di San Giuseppe, aveva la sua sede, prima presso l\'antica chiesa di San Nicolò; poi presso la chiesa di San Giuseppe e infine in quella di San Filippo. Sotto Papa Urbano VIII (1623/1644) venne unita a quella della Morte in Roma e da allora assunse questa nuova denominazione. Lo scopo di questa pia associazione fu quello di provvedere alla sepoltura dei cadaveri in assenza di un servizio pubblico che potesse provvedere a questo triste compito.


A tale confraternita si deve l\'edificazione di un ospedale per i pellegrini e i poveri indigenti di Montalboddo. Agli inizi dell\'800, con le leggi di soppressione, l\'ospedale venne unito agli altri già esistenti nella città. Si ricorda poi, che sin dal 1681, la Confraternita della Morte aveva raggiunto un accordo con i padri Filippini che presero in custodia la chiesa con l\'obbligo di soddisfare tutti i legati assunti. Dopo il 1860 con le leggi di soppressione del Regno d’Italia e la partenza dei Padri Filippini, la Confraternita ritornò l\'unica legittima proprietaria.


Vi fu un braccio di ferro con il Comune di Montalboddo, che negò alla Confraternita la proprietà, ma nel 1873 il Tribunale di Ancona stabiliva il \"compossesso\" e il diritto alla sola Confraternita di gestire la chiesa e i locali annessi, come anche oggi avviene. Nel libro corrente dei verbali della Confraternita si apprende che nel 1972 la stessa aveva autosospeso il pagamento della quota annuale al fine di ridurre via, via il numero degli iscritti per sospendere definitivamente la sua opera. Nel 1994, quando il Comune di Ostra tentò di far ritornare di sua proprietà la chiesa con l\'annessa casa del custode,


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-03-2010 alle 15:55 sul giornale del 18 marzo 2010 - 812 letture