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comunicato stampa

Paci: \'I diritti negati degli anziani non autosuffi cienti\'

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da Francesca Michela Paci
La Città Futura

Francesca Michela Paci

Dopo ormai quasi cinque anni di presidenza della Casa Protetta per Anziani di Senigallia e avvicinandomi alla conclusione del mio mandato desidero richiamare l’attenzione delle persone sensibili al tema dei diritti degli anziani su un problema che considero assolutamente centrale.

Mi riferisco all’esigenza di garantire agli anziani che sono ospiti di strutture residenziali da un lato, rette contenute e, dall’altro, la qualità dell’assistenza prestata. Si tratta di una vera quadratura del cerchio come ben sanno i familiari degli anziani ospiti della Casa Protetta, ma anche gli operatori e i volontari che vi operano. Infatti, in una logica di massima trasparenza, di condivisione delle criticità e di partecipazione alla individuazione delle migliori soluzioni possibili, in questi anni, insieme al Consiglio di Amministrazione dell’Ente, ho cercato di tenere informati e rendere partecipi del problema tutte le componenti protagoniste della vita all’interno della nostra struttura.


In generale, nelle strutture che offrono un’ospitalità qualificata, le rette risultano molto onerose per le famiglie. Questo avviene perché, nella nostra regione, gli anziani pagano non solo la componente alberghiera della retta (come prevede la normativa nazionale in materia) ma anche una parte della retta sanitaria che invece dovrebbe essere coperta dal sistema sanitario regionale. Infatti la Regione Marche attualmente corrisponde solo la metà di quanto dovrebbe, in forza di un accordo con le organizzazioni sindacali risalente al 2005. Allora infatti fu quantificata in 33 € la quota a carico del sistema sanitario. A fronte del pagamento di questo importo da parte della regione le residenze protette avrebbero dovuto contenere la retta alberghiera entro lo stesso importo (33 € al giorno e cioè circa 1000€ al mese). Ad oggi però la Regione corrisponde solo la metà dell’importo definito nel 2005 (e che tra l’altro andrebbe ormai adeguato), e cioè 16 € al giorno. Oltretutto non tutti i posti letto sono convenzionati per cui, a parità di condizioni di non autosufficienza, abbiamo anziani di serie A (con posto letto convenzionato e che quindi pagano una retta più bassa) e anziani di serie B (privi di posto letto convenzionato e che quindi pagano una retta considerevolmente più alta). Ecco dunque che garantire un’assistenza di qualità e contenere gli importi delle rette diviene un’impresa impossibile perché, di fatto, gli anziani sono costretti a pagare di tasca propria anche la parte di assistenza sanitaria non coperta dalla regione.


Per superare questa grave situazione, la regione Marche ha recentemente stanziato alcune risorse (5 milioni di € per il 2010) e definito un piano di adeguamento progressivo da attuare entro il 2013. E’ qualcosa, ma non è abbastanza. Gli anziani non possono aspettare tanto. Al prossimo governo regionale andrà richiesto con forza, anche e soprattutto dalle amministrazioni comunali, uno sforzo maggiore a tutela dei cittadini più fragili e privi di voce e rappresentanza.


Francesca Michela Paci

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-03-2010 alle 13:34 sul giornale del 17 marzo 2010 - 1345 letture