x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA > POLITICA
comunicato stampa

Pasquini: \'E se si parlasse anche un po\' di politica?\'

5' di lettura
2991
da Maurizio Pasquini
Candidato della lista “La città futura”

maurizio pasquini

Molti articoli appaiono tutti i giorni su queste pagine, con varie proposte che spesso mi sembrano caratterizzate da genericità e improbabilità di attuazione, buttate là quasi per caso e che rischiano di essere appunto parole al vento alla ricerca di una qualche visibilità.

Ci ho pensato bene prima di intervenire (sono candidato nella lista “LA CITTA’ FUTURA”) anche perché fino a che si interviene con uno pseudonimo parli e rispondi per quello che dici, ma è solo il tuo pensiero; quando invece esci pubblicamente e fai parte di un gruppo la responsabilità coinvolge non solo te stesso ma anche il gruppo di cui fai parte, visto che si presuppone una certa omogeneità di pensiero con coloro con cui collabori. Non ho proposte specifiche di cui fingermi promotore, ho contribuito insieme a molti altri ad un programma che è stato frutto di un serrato confronto con le altre forze politiche e che potrete leggere sul sito della lista (www.lacittafutura.org).

Ma ciò che non è scritto nei programmi è il perché io e molti altri oggi siamo qui, schierati in parti avverse, alcune perché inconciliabili altre invece per motivi incomprensibili, almeno per me. Questa campagna elettorale, purtroppo, è ormai caratterizzata da uno scontro più che politico, personale. C’è lo schieramento di Mangialardi, che in questi due ultimi anni dovrebbe essere responsabile del decadimento della città, e gli altri che logicamente non si sentono alcuna responsabilità in merito. Cosa molto strana visto che tutti hanno un passato di amministratori e lascio ai lettori ricordare i meriti o demeriti di ognuno. Poca memoria storica, scarsa conoscenza della realtà cittadina, poche discussioni sui programmi (che pochi conoscono e pochi hanno letto) che spesso sono di una genericità e banalità impressionante e quindi una campagna basata su slogan e denigrazione personale. Il centro destra con le cui impostazione mi sento di avere quasi nulla in comune, che non mi sembra riesca ad avanzare un progetto coerente di città ed ancora è fermo più agli interventi ad effetto, come quello sulla sicurezza ( tema che si tira in ballo quando non si ha nient’altro da dire), problema importante ma che a Senigallia certamente è di dimensioni molto ridotte; o quello degli allarmi nelle scuole, problema più da uffici preposti che da discussione politica. Alcune piccole liste che credo non abbiano possibilità di incidere ( in termini di voti ) salvo ottenere qualcosa ad un eventuale ballottaggio, per altro con la proposta poco credibile di un sindaco part-time che non sapremo mai se sarà in comune o al suo posto di lavoro, rischiando così di non far bene né l’una né l’altra cosa. Poi c’è l’altra opposizione quella che viene da sinistra e dal centro, uniti in un improbabile connubio, che cerca di coniugare aspettative tutte legittime ma incompatibili, andando dall’estrema sinistra alle posizioni moderate dei rutelliani. Ad una parte di questa facevo riferimento prima, quando parlavo di motivi incomprensibili per cui ci troviamo su fronti avversi. Ed è la parte che oggi più si accanisce contro l’attuale maggioranza, raffigurando la città come governata da Lanzichenecchi che l’hanno ridotta al pari di un paesino della locride in cui un potentato di poche persone la attanaglia nella sua morsa distruttrice.

A parte la poca memoria storica, queste forze sono state ben presenti in maggioranza per più tempo di quello in cui sono state all’opposizione e quindi se sfascio c’è anche loro ne portano un pesante fardello ( due consiglieri e due assessori). Non poche delle decisioni che oggi vengono criticate sono state votate da quei personaggi che oggi le rinnegano ( solo per un esempio: il piano sacelit-italcementi. Forse sarebbe utile rammentare che il piano Boigas non prevedeva né case popolari, né case a basso prezzo, né parchi pubblici, eppure quello andava bene). Ma tutto questo fa parte, secondo me, del dna di alcuni esponenti politici che non sono capaci di avere una cultura di governo. Governare, infatti, significa anche mediare, trovare il giusto compromesso tra le varie proposte ed aspettative: governare per tutti e non solo per una parte. Se non si vuol far questo ci vogliono i numeri, ma si rischia di spaccare il tessuto sociale , perché non tutti la pensano come te. Se invece i numeri non si hanno allora le alternative sono o stare alla finestra e criticare o tirarsi su le maniche e cercare di incidere il più possibile specialmente con chi non è lontano dalle tue posizioni. E questo, appunto, è ciò che la lista cui appartengo ha in animo di fare ed ha fatto sino ad oggi.

Anche perché le contrapposizioni a sinistra non hanno mai contribuito a farla crescere ma hanno solo aiutato la destra. Io spero sempre che un domani ,a bocce ferme, passato il fervore elettorale si possa in qualche modo trovare una qualche forma di collaborazione perché la città ha bisogno di persone che, specialmente se spinte da ideali molto simili, mettano da parte le differenze e si concentrino sui punti che li uniscono per lavorare insieme per il bene della città


maurizio pasquini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2010 alle 18:00 sul giornale del 13 marzo 2010 - 2991 letture