Sacelit-Italcementi.Una storia italiana.Senigallia, documentario sulla tragedia

sergio canneto 3' di lettura Senigallia 04/03/2010 - \"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia\". E\' il documentario storico del giovane regista Sergio Canneto in memoria della vicenda della Sacelit e dell\'amianto.

Il documentario, realizzato da Sergio Canneto attraverso foto d\'archivio ed interviste a cittadini comuni sulla memoria dell\'esperienza Sacelit, è stato presentato in anteprima giovedì sera alla Piccola Fenice di Senigallia.

\"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia\", è un documentario \"che rappresenta la prima parte di un lavoro più ampio - sottolinea Schiavoni in rappresentanza della Mediateca delle Marche- che si estende a tutto il territorio italiano sulla rotta dell\'amianto\". \"Il documentario del regista senigalliese -continua Schiavoni- è la prima tappa all\'interno del progetto più complesso che rappresenta sia la riqualificazione del territorio per Senigallia sia un metodo di esempio per il futuro affinchè tutti riflettano e non dimentichino\".

Stesso pensiero per il regista che annuncia: \"Il documentario, nato dalla storia di una ragazza che ho incontrato 4-5 anni fa e che ha perso il padre, ex dipendente Sacelit, a causa della malattia provocata dall\'inalazione dell\'amianto, vuole essere una sorta di \'Memoria storica sulla Sacelit a Senigallia\' e sui problemi che ha causato\". Problemi che, secondo quanto appreso da Sergio Canneto dai ricordi delle persone intervistate, \"sarebbero potuti essere evitati se chi ne era a conoscenza (e ne erano tanti all\'epoca) avesse parlato e si fosse applicato per risolverli\".


Accuse pesanti quindi che vengono allo scoperto soltanto oggi, grazie al documentario del giovane regista senigalliese che ha raccolto le testimonianze vive dei cittadini attraverso \"ricordi, opinioni ed impressioni intrecciate- racconta il regista- a foto d\'archivio ed impressioni sonore corredate da cartelle\". Ma, \"ciò che più stupisce e sconforta - sottolinea Sergio Canneto- dalle testimonianze è il fatto che tutti gli intervistati, pur avendo ricordi e pensieri diversi, hanno tutti lo stesso rammarico: gli ex dipendenti della Sacelit, sono ora quasi tutti morti\".


\"Un fatto questo che- secondo i testimoni- poteva essere evitato se avessero parlato in tempo, perchè tutti sapevano\". Ora, commenta il regista senigalliese, \"siamo fuori tempo. Il lavoro fatto dal Comune di Senigallia per la bonifica dell\'Azienda è importante e significativo ma, purtroppo, è ormai tardi per molti\".

Dunque, il documentario del regista senigalliese Sergio Canneto realizzato grazie alla produzione del Comune di Senigallia, Sogenus e Fortezza Costruzioni- proprietaria dell\'area dell\'ex Sacelit-deve costituire \"un momento di riflessione ed una sorta di memoria storica per i posteri per non dimenticare\"-aggiunge il regista al quale si unisce l\'assessore Simone Ceresoni. Si parte quindi da Senigallia, città d\'origine di Canneto della quale ha cercato \'la coscienza\' per \"scoprire dai diretti interessati, cittadini e due ex dipendenti, cosa è rimasto di quella tragedia -confessa Canneto- in cui sono state sacrificate tante vite senza che nessuno abbia mai pagato\".

\"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia\"-conclude Ceresoni- \"è impostato per essere divulgato e per evitare che la città di Senigallia dimentichi quanto è accaduto\".







Questo è un articolo pubblicato il 04-03-2010 alle 18:15 sul giornale del 05 marzo 2010 - 7530 letture

In questo articolo si parla di attualità, simone ceresoni, stefano schiavoni, sergio canneto, Sudani Alice Scarpini


I miei più sinceri complimenti e ringraziamenti all\'Autore-Regista, purtroppo improcastinabili impegni mi hanno impedito di assistere alla proiezione, ma cercherò di recuperare se ci sarà occasione e ci andrò con una PERSONA SPECIALE CHE PORTA ADDOSSO E SOPRATUTTO DENTRO DI SE ANCORA I SEGNI INDELEBILI DELLA SACELIT....MIO PADRE!!! Per fortuna mia e sua lui ancora vive e non perde giorno a raccontare di quello che ha passato nel lavorare in quella fabbrica, l\'orgoglio gli riempie gli occhi perchè comunque grazie a quel lavoro si è sistemato lui e famiglia; casa; pensione; ecc ecc; ma a che caro prezzo???<br />
Asbestosi piuttosto severa, che gli toglie il fiato, parziale sordità dovuta all\'intenso rumore dei macchinari, le misure di prevenzione ai quei tempi ( fine anni 60 fine anni 80 ) erano irrisorie e mal assicurate, e questo ne è il risultato, decine e decine di suoi amici ed ex colleghi sono purtroppo già deceduti ed altri sono in gravi condizioni o a casa o in strutture sanitarie, LUI imperterrito continua la sua lotta per non mollare si dedica al Volontariato con l\'Associazione Antea, perchè dice che finchè avrà un filo di respiro meglio dedicarlo a chi stà peggio di sè, il suo cuore purchè malato di fibrillazione atriale e miocardiopatia dilatativa ( beh si è più grande del normale in tutti i sensi) lo porta ancora in giro con il suo ape car ed io ringrazio Dio per tuto questo e sono ONORATO di essere il figlio di un ex operaio della Sacelit-Italcementi.




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