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Tra arte, musica ed ironia Stefano Benni alla Fenice

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di Michele Pinto
vivere.me/michelepinto


Domenica pomeriggio Stefano Benni ha presentato alla Fenice di Senigallia il suo ultimo spettacolo \"L\'ultima astronave\".

Un gruppo di scienziati, riuniti a Tokyo, ha determinato la data della fine del mondo. Nello sgomento generale si è tanto discusso su cosa salvare, caricandolo nell\'ultima astronave che lascerà la terra per lasciare una testimonianza di cosa è stata la vita sulla Terra.

E\' stato deciso di salvare le opere d\'arte. E Stefano Benni ne approfitta per ripercorrere, in poco più di un\'ora, tutta la storia della pittura, dalle pitture rupestri delle caverne realizzate nella preistoria fino a Van Gogh e Walt Disney, con sconfinamenti nel mondo della musica, coadiuvato dal pianoforte del Maestro Umberto Petrin.

Benni affronta l\'arte con competenza, passione ed ironia. Più passione che ironia in realtà, ma questo non impedisce di identificare l\'autore delle pitture rupestri di Lascaux in un mammut chiamato Zannaguzzo di Corinaldo.
Permette a Benni di Identificare Leonardo Da Vinci in Leonardo il Bastardo (era figlio naturale di un nobile).

Il viaggio nella storia dell\'arte continua con Bosh, Diego Velasquez, Monet, Van Gogh e culmina con Dumbo... ed il suo visionario autore Walt Disney.

La musica da salvare nell\'ultima astronave culmina con il Concerto per Gatto e Pianoforte in cui il Maestro Umberto Petrin alterna e armonizza i suoni del piano con i miagolii disperati di un gatto che ne subisce di tutti i colori per farlo miagolare.
Ovviamente si tratta di un peluche, ma nella finzione scenica si tratta di un fleino fornito direttamente dal Sindaco Luana Angeloni.

L\'ironia riprende il sopravvento durante i bis in cui Benni e Petrin declamano alcune celebri poesie dello scrittore bolognese.




Questo è un articolo pubblicato il 01-03-2010 alle 15:55 sul giornale del 01 marzo 2010 - 1801 letture