IdV: via Craxi da Senigallia

idv senigallia logo 2' di lettura Senigallia 16/01/2010 - \"Arriva anche qua la proposta di riabilitare il non riabilitabile, promotore il fantasioso PdL. L’annuncio paradossale e propagandistico: Avanti Senigallia vuole intitolare una via a Bettino Craxi per il riconoscimento delle grandi capacità politiche che aveva lo statista. \".

Anche noi dell’Italia dei Valori Senigallia vogliamo riconoscergli grandi capacità, l’obiezione però -legittima e storicamente documentata- è che non siano affatto capacità positive e l’Italia e il popolo italiano ne avrebbero volentieri fatto a meno, sia di Craxi sia delle sua capacità truffaldine. Bettino Craxi, pluripregiudicato per corruzione e finanziamento illecito, era titolare di conti esteri su cui aveva accumulato tangenti per almeno 150 miliardi di lire, riuscì a distruggere il più antico partito italiano, il Psi, dopo cent’anni di storia, morì latitante in Tunisia dove si era rifugiato per sfuggire alle leggi del suo paese, leggi che aveva fatto e violato lui. Il grande statista in quattro anni di governo, raddoppiò il debito pubblico portandolo dal 70 al 92% del Pil. Riuscì ad allearsi con gentiluomini come Siad Barre e i generali argentini.



Gestiva le Partecipazioni statali come il cortile di casa e si oppose a tutte le privatizzazioni dalla Sme in giù. Per riabilitare il non riabilitabile Bettino Craxi, caro amico per Berlusconi e soprattutto per il suo portafoglio, si è grattato il fondo inesauribile delle illogicità.



Se lo Stato, attraverso una sua istituzione, quale è il comune, onora quello che la magistratura ha condannato come delinquente, delegittima se stesso perché la magistratura, checché ne pensi quel certo signore che siede a Palazzo Chigi, è una parte dello Stato. Inoltre, su un altro piano, sancisce che è stato giusto rubare i quattrini agli italiani, tanto giusto che è doveroso onorare i ladri, dato che questo fecero Craxi e la pletora dei tangentisti (il solo “emerso” di Tangentopoli, che, come per qualsiasi reato, è solo una minima parte della grassazione totale, quella rimasta impunita, è costato al nostro paese 630 mila miliardi di lire, un quarto del debito pubblico, cosa di cui paghiamo ancora oggi le conseguenze, sulle pensioni, sulle tasse, sui ritardi delle opere pubbliche). Pare che dopo la finanza creativa si tenti la strada della storiografia creativa, ma finché la propaganda non riuscirà a cambiare i fatti storici, se si vuole dedicare una via a Craxi, sotto va scritto: politico corrotto e latitante.


Video: http://www.youtube.com/watch?v=TUqggz5kz5U






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2010 alle 19:12 sul giornale del 18 gennaio 2010 - 6556 letture

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