Il dialetto Senigalliese torna in auge

poesia 1' di lettura Senigallia 04/01/2010 - Sul web il dialetto senigalliese è sempre più amato. Oltre al gruppo Facebook \"Difendiamo il dialetto Senigalliese\" che ad oggi conta quasi 800 iscritti, alle parole in dialetto presenti nella colonna di sinistra di Vivere Senigallia, sono sempre di più i componimenti in dialetto presenti sul sito Poesie Senigalliesi.

L\'Italia è il paese dei tanti campanili e dei tanti dialetti, frammentati in decine di varietà locali.
Il dialetto sembra ritornato di gran moda, esasperazioni leghiste a parte, e sembra conoscere una nuova giovinezza anche il dialetto senigalliese, senza dimenticare i cultori \"storici \" del vernacolo locale come Vinicio Mandolini.

Così i nostri novelli poeti dialettali raccontano Senigallia (l\'inaugurazione del porto di Andrea Scaloni), le stagioni (l\'inverno a Senigallia di Franco Patonico, il Natale (anche quest\'anno è Natale), la protesta (la contravvenzione).

L\'elenco degli autori non si ferma qui, non mancano Simone Tranquilli, Edda Baioni, Edda Alessandrelli Colini, Maria Pia Silvestrini e si potrebbe continuare.
Oggi poi molti poeti amano registrare le proprie opere e pubblicarle su Youtube. Ecco un esempio di Gigetto del Borg (Leonardo Barucca)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2010 alle 18:45 sul giornale del 05 gennaio 2010 - 16156 letture

In questo articolo si parla di attualità, poesia, francesca morici, andrea scaloni, leonardo barucca, Simone Tranquilli, poesie senigalliesi, franco patonico e piace a michele dragodargento


La poesia piu bella d\'Leo Barucca è \"Dic ch\'aveva quindic\' anni...\" assolutamente imbattibile.....<br />
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http://www.youtube.com/watch?v=peidXOPgWpo

...e pensare che io farei una crociata per salvare l\'italiano invece, sentendo/leggendo cosa si dice/scrive in giro (tenendo a casa però un libro sul dialetto, ma solo lì).

Purtroppo il dialetto è un patrimonio che va perdendosi. E\' una lingua in tutto e per tutto che tramanda tradizioni, usi, consuetudini.<br />
I proverbi ad esempio, quelli dialettali, sono delle vere e proprie perle di saggezza popolare tramandati oralmente da secoli.<br />
Il dialetto va studiato perchè è una sonda nell\'anima popolare di Senigallia che va perdendosi.<br />
Il dialetto, quello senigalliese, come penso ogni dialetto italiano ha mille sfumature e mille cadenze, cambia a seconda dell\'età di chi lo parla e a seconda della zona di Senigallia dalla quale si proviene.<br />
Il dialetto che parlo io è diverso da quello di Leo che a sua volta è differente da quello che parla Andrea Scaloni.<br />
A Scapezzano hanno una cadenza diversa dalla Marzocca e non di poco.<br />
Io sono dell\'idea che quando si perderà il dialetto si perderà l\'essenza e la memoria di ciò che eravamo.<br />
Poi c\'è gente che davanti al dialetto si ritrae lo trova volgare, inutile, quasi maleducato.<br />
Genitori che intimano ai figli di non parlare il dialetto.<br />
C\'è solo una spiegazione. Provengono da famiglie dove il dialetto non è stato mai parlato e non ce l\'hanno dentro come noi.<br />
Mia nonna mi raccontava favole in dialetto, e nella mia famiglia si parlava solo il dialetto.<br />
Ecco che per me il dialetto diventa la memoria di quando ero bambino, il ricordo dei nonni e dei padri e la colonna sonora di aneddoti esilaranti.<br />
C\'è qualcuno che mi contesta di non parlare il dialetto senigalliese perchè non sono senigalliese al cento per cento.<br />
Sorrido. <br />
Non voglio parlare il dialetto senigalliese al cento per cento.<br />
Voglio parlare il mio dialetto, se poi non è approvato dall\'accademia della Crusca del Rione Porto non posso farci nulla.<br />
E\' la lingua che ho sempre parlato e che spero le mie figlie imparino senza censure nè forzature.

Sottoscrivo il commento, quello di quilly.<br />
<br />
Per Daniele: la minaccia alla lingua italiana viene casomai dall\'inglese non certo dai dialetti, anzi.<br />
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La lingua italiana in fondo prima di Dante e Petrarca ecc. era solo uno dei tanti dialetti italiani.<br />
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L\'\"italiano\" deve molto della sua bellezza e vivacità proprio alla sua \"bastardaggine\", ai tanti e diversificati substrati dialettali che l\'hanno nei secoli arricchito e vivificato.<br />
<br />
Poi le lingue, anche i dialetti, sono come organismi viventi, bisogna accettare che evolvano e si modifichino, \"museizzarle\" sarebbe come mummificarle, il modo migliore per accelerarne la morte. <br />
<br />
A questo proposito è piena di spunti la chiacchierata con Pier Francesco Paolini che si è tenuto presso la Biblioteca Antonelliana di Senigallia il 12 novembre scorso, per la rassegna Sognalibro – Una città nel libro<br />
Si può ascoltare qui:<br />
http://librisenzacarta.it/2009/11/26/pier-francesco-paolini-il-podcast/

Io non sono per nulla d\'accordo!<br />
Io spero che i miei figli parlino correttamente l\'italiano e magari l\'inglese.<br />
Se non parlassero il senigalliese non me la prenderei più di tanto...<br />
Da quando poi è diventata una ricchezza il non capirsi tra persone che abitano a poche decine di km?<br />
A me la vera ricchezza sembra quella di poter comunicare con tutti tramite una lingua comune, altro che dialetti!<br />

Sono due ricchezze diverse.<br />
L\'italiano, e l\'inglese in futuro, sono una grandissima risorsa perché permettono a tutti di comprendersi.<br />
Il dialetto è una ricchezza perché ci permette di capire tante cose su di noi e soprattutto sulla nostra storia.<br />
<br />
Forse il dialetto sparirà un giorno, non ne faremo un dramma, ma per noi oggi che lo parliamo o lo abbiamo sentito parlare da bambini è importante.

Gaspa, non è mai successo che persone abitanti a poche decine di chilometri di distanza non si capissero, pensa al medioevo e al rinascimento, la gente girava, faceva commerci, guerre, di tutto un po\' e si capivano eccome.<br />
<br />
Non è questione di campanilismo, i documenti e i cartelli in dialetto di certi comuni leghisti li trovo ridicoli per esempio.<br />
<br />
Il dialetto non può essere contro l\'italiano, non avrebbe senso, e nemmeno contro l\'inglese. Però conoscerlo e padroneggiarlo è sicuramente una ricchezza, c\'è da augurarsi che non muoia, ma che continui ad essere parlato.<br />
Un bambino (uno qualsiasi, non un genio) è in grado di imparare bene contemporaneamente sia il dialetto che l\'italiano che l\'inglese. <br />
<br />
I dialetti del resto sono più duri a morire di quanto si pensi, ovviamente si evolvono, ma persistono: se noi senigalliesi ancora oggi parliamo diversamente dagli jesini e dagli anconetani, nonostante secoli o millenni di storia comune e di sicura indistinguibilità genetica, è perché la lingua originaria si lega al territorio quasi indipendentemente dai travasi di popoli e di culture successivi. <br />
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Per fare un esempio sembra che l\'acca aspirata dei toscani derivi, reperto fossile linguistico, dalla lingua etrusca.<br />
<br />
Il mondo si conosce attraverso le parole e i nomi, ogni luogo ha le sue parole e i suoi nomi, conoscerle è capire meglio e di più.<br />
<br />
E\' vero che la vera ricchezza è poter comunicare, ma per comunicare bisogna essere diversi, se diventiamo tutti uguali ci capiremo benissimo, ma non avremo più niente da dirci.<br />

Commento modificato il 05 gennaio 2010

Mai parlato di minaccia, e lo sai ;)<br />
Il dialetto, anche solo perchè è una fonte diretta di memoria storica, si può salvaguardare benissimo.<br />
Come tu dici fa parte di uno sviluppo linguistico quello di una nascita, un\'evoluzione e una morte delle lingue parlate: è sempre successo, succederà per i dialetti e per la lingua italiana.<br />
Ecco perchè mi piacciono le cose scritte e recitate da te, Quilly e chissà quanti altri: è memoria, è ricordo.<br />
<br />
Ma senza per questo sovrapporlo o preferirlo all\'italiano.<br />
Non voglio cioè che succeda come in certi comuni del nord in cui il dialetto è stato promosso a \"lingua ufficiale\": una cosa è il sustrato culturale, ben diverso è il voler frapporre (anzi, evidenziare) una propria diversità tra zone diverse, trasformare cioè il dialetto da patrimonio culturale a grimaldello per rimarcare la propria ottusa diversità rispetto ad altri e rimarcando i vari egoistici campanilismi.<br />
Addirittura, in un paese come il nostro in cui si comincia a parlare e scrivere male la lingua nazionale e dove poco si parlano persino le lingue straniere del futuro, qualcuno vorrebbero distrarre ore di apprendimento e di studio di queste a favore dei dialetti.<br />
E\' quello che mi fa paura e che non sopporto: non il dialetto in se, ma come certa gente sia arrivata a voler \"usare\" il dialetto con la scusa di salvaguardarlo.<br />
Non è il vostro caso, sia chiaro.

Gioann March Pòlli

Trovo molto interessante sia l\'articolo (che ho segnalato sul mio blog http://linguedialetti.splinder.com) che la discussione che ne è seguita. Mi spiace soltanto, e molto, leggere commenti, circa la battaglia per la reimmissione delle lingue locali nella società, che non tengono assolutamente conto del quadro internazionale in cui, al Nord come al Centro come al Sud, ci si muove.<br />
Ricordo soltanto che quelli che qui sono definiti con disprezzo i \"comuni leghisti\" (ma ve ne sono di ogni colore, e la Regione Piemonte che ha voluto una nuova legge sulla Lingua piemontese, ora pendente di giudizio di fronte alla corte costituzionale, ha una maggioranza di sinistra, e il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, che porta la lingua ligure a scuola, è pure del Pd) non fanno altro che applicare le richieste del Consiglio d\'Europa, le raccomandazioni del Parlamento europeo e le richieste dell\'Unesco. Non i presunti \"diktat\" di partito...<br />
<br />
Perché le lingue del territorio devono essere sottratte alla condanna a morte sancita dagli Stati meno democratici su questa materia, tra cui uno dei peggiori è proprio l\'Italia. Quello che spesso si liquida come \"dialetto\" (lingua di serie B, lingua degli affetti, lingua dei vecchi) è in realtà una vera e propria lingua che DEVE (se si vuole essere davvero europei) essere posta al fianco della lingua di Stato. Non contrapponendosi ad essa, ma affiancandola. Come in Catalunya, come in Galles, come in Frisia...<br />
<br />
Complimenti comunque per l\'articolo. Il discorso è lungo ed affascinante. Mi trovate sul mio blog. Grazie per l\'attenzione.<br />
<br />
Gioann March Pòlli<br />

Commento modificato il 06 gennaio 2010

Prego, non c\'è di che.<br />
A leggere bene, in fondo stiamo dicendo la stessa cosa e per questo sono d\'accordo con lei.<br />
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In ogni caso parlavo genericamente di \"...certi comuni del nord...\", e non ero affatto sprezzante: più che altro era il \"cascame di certe cose tonde\".

Grazie Leonardo per aver segnalato il podcast su Libri Senza Carta.<br />
Sono d\'accordo su tutta la linea con te.<br />
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Anche se il dialetto senigalliese a casa mia non si è mai parlato, per una questione di abitudine, e perché mio padre è originario di Jesi e da piccola stavo sempre con mia nonna che era di Fabriano... ;)<br />
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Il dialetto si evolve e non è incompatibile con l\'Italiano, anzi i dialetti hanno addirittura un legame più stretto con il Greco e d il Latino di quanto possa sembrare.<br />
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Purtroppo domina un po\' troppo spesso il luogo comune che il dialetto sia solo volgare e sboccato, invece ci sono numerosi esempi di alta poesia dialettale che vanno ben oltre il solito linguaggio da osteria...<br />
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Forse bisognerebbe andare un po\' oltre i luoghi comuni.<br />
<br />
Ciao!

michele ghilardelli

Grazie per questa interessantissima testimonianza. Il dialetto di Senigallia è molto importante da un punto di vista linguistico perché si trova esattamente a metà tra l\'area linguistica galloromanza e quella italoromanza. Essendo una parlata di confine, ha caratteri intermedi tra le due (in poche parole, ad un forestiero suona a metà tra il romagnolo e l\'umbro-marchigiano). Voi senigalliesi come vi classificate? Più vicini al Montefeltro o alle Marche meridionali?

livio fabretti

Commento sconsigliato, leggilo comunque

livio fabretti

Ciao a tutti,se posso esprimere il mio pensiero riguardo alla domanda:voi Senigalliesi vi sentite più vicini al Montefeltro o alle marche meridionali?Se mi è consentito esprimermi io mi chiedo:ma da dove iniziano le Marche meridionali?Personalmente penso che esse inizino dalla provincia di Ascoli,se vogliamo dividere le Marche geograficamente come di solito viene divisa l'italia in tre parti:nord,centro,sud.Il nord penso,sempre a mio modesto avviso,è la provincia di Pesaro-Urbino.Il centro le province di Ancona,Macerata,Fermo.Linguisticamente parlando però Senigallia è una zona dove anche se predominano le parlate galloromanze vi è anche una parte di parlate italoromanze:vogliamo azzardare una percentuale? 70-80% galloromanze 20-30% italoromanze?Questo porterebbe la zona di Senigallia più vicina alla provincia di Pesaro(Nord),che a quella di Ancona(centro);ma se prendiamo in considerazione che anche per Ancona possiamo usare lo stesso metodo di misura,che cosa ne risulta?più o meno la stessa percentuale tra parlate gallo e italo romanze.Quindi anche per Ancona varrebbe la stessa domanda,di conseguenza perchè Senigallia non dovrebbe sentirsi linguisticamente e non solo, vicina anche ad Ancona?Per l'accento?Scusate ma io che sono praticamente bilingue(Anconetano-romagnolo),l'accento di Senigallia lo sento molto se non totalmente anconetano.Per il troncare il finale delle parole (non tutte)con la consonante?Scusate,ma se questa è una base determinante per assomigliarlo al romagnolo o al Pesarese e quindi gallico,allora anche i campani e i pugliesi possono rivendicare l'appartenenza dei loro dialetti al gruppo dei dialetti galloromanzi.Sbaglio?Se non sbaglio il metro per dichiarare l'appartenza di un dialetto a un gruppo linguistico non può essere l'accento ,ad esempio che affinità di accento vi è tra un piemontese o lombardo col romagnolo?Quasi nessuna ,eppure uno di questi non è meno gallico dell'altro.Per il troncamento delle parole mi sono già espresso.Quindi rimangono le parole stesse,i modi di dire,le frasi a determinare l'appartenenza di un dialetto a un determinato gruppo linguistico;a questo riguardo per il dialetti Senigalliese e Anconetano ho espresso il mio modesto parere con le percentuali riportate sopra.Spero con tutto questo di non aver suscitato la sensibilità di nessuno.Vi ringrazio anticipatamente se pubblicherete a tutti la visione di questo mio scritto,anzi spero di sentire il vostro parere a riguardo.Ciao a tutti con simpatia, Livio.




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