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Crisi economica: ecco i dati che mettono in ginocchio il senigalliese

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La crisi è tutt\'altro che superata. Se il 2009 è stato l\'annus horribilis per tutto il comprensorio economico senigalliese, il 2010 non promette nulla di buono.

Una visione non troppo ottimistica quella tracciata dai sindacati confederali in occasione del bilancio dell\'attività imprenditoriale per l\'anno che si sta per chiudere. Disoccupazione, cassa integrazione e mancanza di ammortizzatori sociali sono le bestie nere che attanagliano migliaia di lavoratori. Casi arci noti del 2009 la chiusura della casa di riposo privata Villa Serena, ai cui 32 dipendenti la nuova proprietà ha promesso la riassunzione, e la cassa integrazione per i 58 lavoratori della Ciare.


La sensazione è che aldilà delle affermazioni sulla ripresa, il 2010 sarà comunque un anno difficile per l’occupazione -affermano i segretari di Cgil Giuseppe Galli, Cisl Maurizio Andreolini e di Uil Luciano Di Marcelli- probabilmente non ci sarà una ripresa tale da compensare le perdite di fatturati del 2008 e 2009, ma anzi ci sarà un consolidamento della situazione attuale con la conseguenza di una ulteriore necessità di risorse per gli ammortizzatori sociali al fine di scongiurare ulteriori licenziamenti”.


A fronte di 51 milioni di euro del 2009, la stima del fabbisogno di ammortizzatori in deroga per il 2010 è di 80 milioni di euro. Per il 2010 il ricorso previsto alla Cassa Integrazione Ordinaria è pari a quello di quest\'anno con l\'aggravante che a molte aziende potrebbero non bastare le 52 settimane massime concesse. “E\' assolutamente necessario -ha detto Andreolini- prorogare oltre le 52 settimane di Cassa Integrazione Ordinaria ed evitare così il ricorso ai licenziamenti”. In tutta la vallata del Misa nel 2009 76 aziende hanno fatto ricorso alla cassa integrazione coinvolgendo 2.352 dipendenti. Numeri che non tengono conto nè del settore edilizio (i cui dati sono in possesso di una specifica commissione) dove c\'è stato comunque un calo delle ore lavorate e numerosi licenziamenti né dell\'artigianato.


L\'anno che si sta per chiudere è stato segnato però anche da un\'impennata dei licenziamenti. A fronte dei 335 del 2007 e dei 438 del 2008, al 9 dicembre scorso i licenziamenti sono stati 733 ma i sindacati prevedono che al 31 dicembre sarà superata la quota 1.000. A conferma delle difficoltà in cui versano i lavoratori del senigalliese, arrivano anche i dati relativi alla difficoltà di ricollocarsi sul mercato del lavoro, soprattutto per gli over 45. In questo caso i numeri evidenziano una progressiva diminuzione nel corso degli ultimi anni. Se nel 2007 i reinserimenti lavoratori erano stati 15.070 e 14.912 nel 2008, al 9 dicembre del 2009 sono stati 12.928.


Le Istituzioni locali e sovracomunali devono continuare a mettere a disposizione fondi di solidarietà -chiedono Cgil, Cisl e Uil- servono investimenti concreti e rapidi per infrastrutture e lavori pubblici necessari, il sistema bancario deve sostenere le progettualità di sviluppo di impresa così come le imprese devono investire nell\'innovazione di prodotto adeguandosi alle nuove esigenze di mercato. Il turismo poi deve continuare a promuovere le ricchezze di Senigallia e anche di tutto il territorio”.



Questo è un articolo pubblicato il 29-12-2009 alle 22:55 sul giornale del 30 dicembre 2009 - 2960 letture