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Esplosione alle Saline: rinviato a giudizio Giovanetti, prosciolto Brunaccioni

viaggio da incubo a Zanzibar 2' di lettura Senigallia 14/12/2009 - Rinvio a giudizio per lesioni gravi e disastro per Renato Giovanetti, il presidente del Coordinamento volontari di protezione civile di Senigallia, e archiviazione del caso per Flavio Brunaccioni, comandante dei Vigili Urbani di Senigallia.

Sono queste le disposizioni emesse ieri dal gup di Ancona Paola Mureddu in merito alla vicenda dell\'esplosione di una bombola di gpl avvenuta all\'interno del campo sportivo delle Saline di Senigallia a seguito della quale rimasero gravemente feriti due giovani fidanzatini che stavano transitando in bicicletta proprio al momento dell\'esplosione. I fatti risalgono al 12 maggio del 2007. Erano circa le 8 di sera quando un boato fece tremare tutta la zona ovest della città. A saltare in aria fu una delle quattro bombole di gas depositate nell\'area adiacente quella riservata alla Protezione Civile che le aveva utilizzate la settimana prima per una esercitazione.


Con la deflagrazione, schegge di muro schizzarono ovunque nel raggio di diversi metri, colpendo Valentina Argentati, 20 anni, minorenne all\'epoca del fatto, e Andrea Tarsi, 22 anni, oggi parti offese nel processo che si aprirà presso il Tribunale di Senigallia il prossimo 17 giugno. I due giovani furono ricoverati nel reparto di rianimazione dell\'ospedale di Torrette per diversi e furono sottoposti a diversi interventi chirurgici. Valentina dovrà subire un ulteriore operazione alla mandibola mentre Andrea, operato all\'addome, dovrà ricorrere alla chirurgia plastica. Nella vicenda inizialmente era indagato anche il comandante Brunaccioni, in qualità di coordinatore cittadino della Protezione civile. La difesa, rappresentata dall\'avvocato Marco Guidotti, assistito dall\'avvocato Riccardo Pizzi in sede civile, ha sostenuto la completa estraneità del proprio assistito agli addebiti, rilevando semmai la necessità di chiamare in causa il Comune. Le bombole, infatti, non si trovavano all\'interno del perimetro concesso in uso alla Protezione civile ma in un\'area adiacente dove tra l\'altro era in corso un cantiere per lavori.


La decisione del gup ha sollevato però polemiche tra le parti offese. Valentina Argentati e Andrea Tarsi infatti, rappresentati dallo studio legale Marina Magistrelli e dell\'avvocato Manola Micci, non si sono costituiti parti civili. Intendono agire in sede civile ma non contro il presidente della Protezione Civile e i volontari. “I nostri assistiti non intendono costituirsi parte civile contro Giovannetti perchè l\'istruttoria è incompleta -ha spiegato l\'avvocato Magistrelli- sembra strano che si chieda il rinvio a giudizio per un volontario della Protezione Civile, che non ha tra l\'altro autorità amministrativa sull\'area in questione, e non si proceda sulle responsabilità dell\'ente pubblico. In questo modo si sta consumando una grave ingiustizia”. Nel suo pronunciamento il gup ha ritenuto necessario approfondire ulteriormente la vicenda in un processo tendente ad accertare le eventuali responsabilità di Giovanetti. Punti centrali su cui fare chiarezza riguarda la proprietà delle bombole e il loro stato di conservazione.






Questo è un articolo pubblicato il 14-12-2009 alle 23:58 sul giornale del 15 dicembre 2009 - 3078 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, tribunale, esplosione





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