Ostra Vetere: opposizione, si al fotovoltaico ma con criterio

impegno e trasparenza per ostra vetere 4' di lettura 01/12/2009 - Dopo appena sei giorni dalla sua ultima riunione, il Consiglio Comunale di Ostra Vetere è stato nuovamente convocato per la data dello scorso sabato 21 novembre e, in questa occasione, presso la sua sede storica, cioè il Salone “On. Agostino Peverini” della Residenza Municipale.

Oltre alle comunicazioni del Sindaco, l’agenda dei lavori dell’assemblea consiliare prevedeva la trattazione di un’unica proposta di deliberazione, recante: Costituzione “Montenovo Srl - Definizione Statuto” nella quale si sottoponeva all’attenzione dell’assemblea consiliare, per la terza volta a seguito delle modifiche apportate, la definizione dello statuto di una società a responsabilità limitata a socio unico (il Comune di Ostra Vetere) che si andrà a creare per gestire la realizzazione ed il funzionamento di un “consistente impianto fotovoltaico” che, dalle intenzioni degli amministratori, sarà realizzato a terra (non integrato architettonicamente) e la cui energia prodotta sarà poi venduta al gestore.


Il nostro gruppo consiliare ha sempre espresso (già dalla campagna elettorale) il proprio consenso alla scelta di attivarsi nell’ambito del settore della produzione di energia mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili, da parte dell’amministrazione comunale. Crediamo, infatti, che anche gli enti locali debbano utilizzare nelle proprie possibilità, tutti gli strumenti, messi a disposizione dalle normative vigenti, tra l’altro ancor più convenienti quando la popolazione residente sia inferiore ai 5000 abitanti, al fine di incrementare l’efficienza energetica, lo sviluppo di forme di agricoltura sostenibile e la diffusione delle fonti rinnovabili con l’obiettivo di ridurre l’emissione di gas serra. La normativa nazionale vigente in materia di produzione di energia da fotovoltaico, garantisce, attraverso il meccanismo denominato “conto energia 2007”, “una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio degli impianti fotovoltaici” e riteniamo corretto che questa opportunità venga colta. In particolare, il meccanismo del “conto energia 2007”, si distingue da altri “in conto capitale”, in quanto “paga” mediante l’applicazione della tariffa incentivante all’energia elettrica prodotta e mediante i benefici derivanti dalla disciplina dello scambio sul posto, dall’autoconsumo o dalla remunerazione dell’elettricità consegnata alla rete, mentre non prevede alcun rimborso per l’investimento iniziale sostenuto. Il valore delle tariffe incentivanti è inversamente proporzionale alla fascia di potenza nominale nella quale si pone l’impianto e direttamente proporzionale al grado di integrazione architettonica dello stesso, vale a dire che tanti piccoli impianti integrati architettonicamente, possono usufruire di una tariffa incentivante maggiore rispetto ad un unico impianto, se la potenza di questo risulta superiore a 20kWp. Riteniamo quindi che non vi sia la necessità di costituire una “società che ha per oggetto la realizzazione e gestione di un consistente impianto fotovoltaico”, in quanto questo, oltre ad abbassare i ricavi derivanti dall’applicazione di una tariffa incentivante minore e dall’impossibilita’ di usufruire dello scambio sul posto (in quanto nel sito dove è prevista tale realizzazione, sarà possibile soltanto vendere l’energia prodotta), a prezzi meno convenienti rispetto all’autoconsumo, porta ad un aumento dei costi di gestione senza benefici tangibili.


Al fine di seguire una logica di confronto costruttiva con l’amministrazione, e ribadendo il nostro pieno appoggio all’idea di muoverci verso l’utilizzo di fonti di energia pulita e rinnovabile, abbiamo proposto, in alternativa alla realizzazione di questo “consistente impianto fotovoltaico”, di optare per più impianti fotovoltaici di minore potenza, da sistemare sulle coperture delle strutture di proprietà comunale, con un minore impatto ambientale, sfruttando il beneficio di tariffe incentivanti più elevate e la disciplina più conveniente dello scambio sul posto. Inoltre, riducendo gli importi di tali opere sarà possibile sia ridurre l’esposizione finanziaria iniziale, sia, nel rispetto della normativa vigente, commissionare a più aziende locali, visto anche il periodo di stagnazione economica, la realizzazione di tali impianti, senza la necessità di costituire questa società che avrà dei costi di gestione, che riteniamo non indispensabili e che ridurranno i ricavi derivanti dalla gestione degli impianti. Per questi motivi, il nostro gruppo consiliare ha scelto di astenersi dalla votazione della proposta di deliberazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-12-2009 alle 13:47 sul giornale del 02 dicembre 2009 - 1062 letture

In questo articolo si parla di ostra vetere, politica, Lista Impegno e trasparenza