Tutela del paesaggio ed energia alternativa debbono conciliarsi

2' di lettura Senigallia 24/11/2009 - Lo sviluppo e la diffusione delle fonti di energia rinnovabile è da anni una delle principali battaglie del mondo ambientalista, perché coniuga il risparmio energetico con l’utile economico; e tuttavia il modo con cui viene perseguita questa opportunità presenta non poche contraddizioni: da una parte si protegge l’ambiente, risparmiando risorse, dall’altra si rischia di comprometterlo deturpandone la bellezza e l’identità.

La contraddizione risiede nel fatto che l’installazione di pale eoliche e pannelli solari è sostenuta da agevolazioni e finanziamenti pubblici che garantiscono sicuri guadagni agli imprenditori e, nel caso delle pale eoliche, anche ai comuni. Così quando l’obbiettivo principale è quello del profitto, si bada poco agli effetti collaterali, localizzando le installazioni in base alla convenienza senza prendere in considerazione i valori paesaggistici che si vanno ad intaccare. Le installazioni che riguardano più direttamente il nostro territorio sono quelle dei pannelli solari per il fotovoltaico ed alcune anticipazioni si sono già avute in vari comuni, mentre altri progetti sono in procinto di essere realizzati. Le soluzioni fin qui adottate in genere hanno tenuto poco in conto il paesaggio, perché sono stati scelti luoghi aperti e panoramici, in cui l’ingombro costituito dalle installazioni copre e deturpa la visuale delle colline e del verde, mentre sarebbe stato opportuno destinare a questo tipo di interventi i luoghi meno esposti e più addossati ai versanti collinari.


Visto che le autorizzazioni sono concesse dall’autorità comunale, sarebbe doveroso che i comuni si dotassero di un regolamento per la scelta delle localizzazioni e stabilissero criteri rispettosi del paesaggio, tanto più che lo scopo principale di questi impianti è l’interesse collettivo sotto forma di risparmio energetico e non il conseguimento di un reddito aggiuntivo per gli imprenditori agricoli. Inoltre risultati anche più significativi potrebbero essere conseguiti utilizzando per il fotovoltaico le coperture dei capannoni industriali, una strada questa che la pubblica amministrazione dovrebbe favorire attraverso l’informazione, la regolamentazione e l’incentivazione. La bellezza è un bene collettivo e in quanto tale deve avere la priorità su ogni interesse privato.


Ha svolto da secoli un ruolo determinante nel formare la creatività e la sensibilità estetica che ci contraddistingue; tuttora costituisce una grande risorsa economica attraverso il turismo. Non si capisce allora la grande indifferenza nei confronti della bellezza del paesaggio urbano e naturale, e non si giustifica la superficialità, quando non la presunzione, con cui viene affrontato il problema ogni qualvolta ci si trova davanti ad interessi economici. E’ anche questo un gap culturale dal colmare.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2009 alle 13:12 sul giornale del 25 novembre 2009 - 3498 letture

In questo articolo si parla di attualità, Italia Nostra - Senigallia





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