Complanare, un massacro paesaggistico. E gli ambientalisti dove sono?

comitato versus complanare 3' di lettura Senigallia 20/11/2009 - Come residenti di quartiere, in questi giorni stiamo sperimentando sulla nostra pelle una forma di violenza dei luoghi e dell’ambiente circostante, messa in atto dalla ditta di Società Autostrade, che ci ferisce.

Due sono gli spazi particolarmente aggrediti dalle ruspe della Pavimental e cioè l’incrocio tra Strada della Marina e via Mattei e nella zona verde di pregio paesaggistico adiacente il parcheggio dell’ospedale in via Camposanto Vecchio dove il lavoro devastante dei mezzi pesanti sembra proprio comunicare la volontà di spazzarci via, di annullare le nostre identità di abitanti, di schiacciarci…verrebbe da chiedersi perché accanirsi proprio in queste due zone, sede di due svincoli della complanare, quando non c’è traccia della costruzione della terza corsia, ma oramai sappiamo che è iniziato un atto di forza nei nostri confronti per dimostrare chi ha più mezzi e potere e chi è costretto a subire.


Questa forma di massacro viene praticata senza muovere un dito da parte di nessuno, vergognoso per non dire scandaloso, il silenzio assordante delle associazioni ambientaliste, i “verdi” della città. Solo un caso, tra i tanti alberi già sradicati: c’è un pino secolare, insieme ad altre querce - piante protette- che ha i giorni contati perché verrà presto abbattuto, dove sono coloro che sono nati per proteggerlo? Ma forse anche loro non intervengono perché quell’albero ha avuto la disgrazia di crescere su un terreno che ora è espropriato! Come comitato “Versus Complanare… e non solo” continueremo a denunciare tutto ciò che vediamo e viviamo come comportamenti ipocriti di questa città e cogliamo l’occasione per esprimere la nostra vicinanza e solidarietà ai ragazzi del Mezza Canaja sentendoci drammaticamente parte dello stesso comune destino in un momento in cui i nostri rispettivi gruppi rischiano di essere calpestati, a ben vedere, da un’identica causa: la speculazione edilizia che la complanare porterà con sé nelle varie zone delle città da Borgo Coltellone a Strada della Marina : in questi casi pensiamo che quasi sicuramente si metteranno in atto, grazie a questa gallina dalle uova d’oro (per i soliti noti), processi di valorizzazione immobiliare con cambi di destinazione d’uso degli edifici o capannoni dismessi, per piegare gli spazi ancora liberi, privati e pubblici, ai voleri della rendita edilizia.


Si capisce allora come non ci sia posto per salvaguardare o stimolare nel tessuto della nostra città spazi di socialità, di aggregazione e di controcultura o controinformazione di cui questi ragazzi “scomodi” sono portatori. Ma si sa, così non si produce ricchezza economica. In questa città amministrata con arroganza in cui le scelte si impongono e non si discutono, non c’è spazio per il dissenso, e soprattutto quando si toccano interessi economici di pochi, allora non solo ci si sente soli, ma si temono anche rivendicazioni. Senza entrare nel merito del metodo, che contraddistingue le azioni del comitato e del centro sociale, condividiamo però la volontà di riappropriarci del diritto dei legami di comunità, di privilegiare il primato della ricchezza sociale collettiva contro l’arricchimento di pochi tramite la speculazione selvaggia sul territorio e sull’ambiente. In questa direzione va tutto il nostro sostegno ai ragazzi del centro sociale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2009 alle 15:37 sul giornale del 21 novembre 2009 - 3976 letture

In questo articolo si parla di attualità, complanare, Comitato Versus Complanare, Comitato Versus Complanare… e non solo!





logoEV
logoEV