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comunicato stampa

IdV: l\'acqua è un diritto fondamentale

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da Italia dei Valori
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\"Alla Camera si va alla fiducia sull’acqua. Che bisogno aveva il governo di questo mezzo estremo (è la ventiseiesima fiducia in 18 mesi di legislatura) per trasformare in legge un decreto, avendo i numeri di una larga maggioranza? E’ abbastanza intuibile. Sintomo di un governo malato, che non è più capace ad andare avanti, senza più un briciolo di coscienza\".

Allora, la norma contenuta nel decreto “salva-infrazioni”, apre ai privati la possibilità di controllare la maggioranza delle società che gestiscono il servizio idrico. Il nodo è semplice. Lo Stato è in bolletta, da vent’anni non investe più come si deve sulla rete e oggi meno che mai ha soldi per un’azione di ammodernamento che costerebbe come otto ponti sullo stretto di Messina. Dunque, per il governo Berlusconi, alias Tony Montana, meglio dare tutto ai privati, che con meno remore politiche potrebbero scaricare sulle tariffe il costo di un’operazione indilazionabile, e che per la mano pubblica è una delle ultime occasioni di far cassa.



Così, il decreto, caso unico in Europa, obbliga a mettere in gara tutti i servizi legati all’acqua e accelerarne la trasformazione in Spa, dimenticando che, quasi ovunque le grandi società sono entrate nel gioco, le tariffe sono aumentate in assenza di investimenti sulla rete. Tutto questo, quando, proprio martedì, Parigi ha annunciato che l’acqua ritornerà pubblica. Infatti, il sindaco Bertrand Delanoe non rinnoverà i contratti di distribuzione e gestione della rete idrica pubblica con le multinazionali Veolia e Suez, in scadenza il 31 dicembre 2009. L’acqua di Parigi verrà gestita da un nuovo ente, pubblico, che si chiamerà “Eau de Paris”.



Parigi risparmierà in questo modo 30 milioni di euro l’anno, bloccando inoltre le bollette. Da noi, invece, il Pdl è pronto a toglierci l’acqua, bene fondamentale, di tutti, e, inoltre, per i Comuni, ultimo territorio di autogoverno e autonomia dopo la perdita dell’Ici. Laddove le grandi società sono entrate in campo, le perdite della rete sono rimaste le stesse, i controlli di qualità sono spesso diminuiti e le tariffe sono aumentate. Se l’acqua passa al mercato finanziario, diventa quotazione in borsa e il cittadino non avrà più un sindaco con cui protestare dei disservizi, ma solo un sordo “call center” piazzato magari a Sydney, Pechino o New York.



Non è un caso che si sia tentato di buttare una riforma simile nel pentolone di un decreto omnibus riguardante tutti i pubblici servizi e non è un caso che – durante la discussione – si sia scorporato dal decreto medesimo il discorso gas, i trasporti e i nodi delle farmacie. Gas, trasporti e farmacie erano la foglia di fico. Se oggi sul decreto su cui si pone la fiducia rimane solo l’acqua con i rifiuti, significa che l’acqua e i rifiuti sono il grande affare indilazionabile, l’accoppiata perfetta su cui si reggono i profitti delle multi-utility, e parallelamente le ingordigie della criminalità organizzata. Non è un caso che si parli tanto di “oro blu”.



La storia dell’umanità lo dice chiaro. Chi governa l’acqua, comanda. L’acqua è un diritto fondamentale della persona e non può essere equiparata ad una merce. Lo scontro non è tra pubblico e privato, ma tra controllo delle risorse dal basso e delega totale dei servizi, con conseguente, lucroso monopolio di alcuni. Oggi potremmo dover rinunciare a un pezzo della nostra sovranità, ai nostri diritti. Non possiamo permetterlo.



Noi dell’Italia dei Valori di Senigallia difenderemo l’acqua, diritto fondamentale, sempre, e oggi anche presentando mozione con il nostro Capo Gruppo IdV Enzo Monachesi in Consiglio comunale.


Stefano Canti



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-11-2009 alle 16:30 sul giornale del 19 novembre 2009 - 1040 letture