Paradisi: in città ormai è emergenza democratica

roberto paradisi 2' di lettura Senigallia 19/10/2009 - Qualcuno ha cercato di minimizzare ciò che è successo sabato pomeriggio in piazza del Duomo. Forse qualcuno è fuori dalla realtà o, forse, è talmente stato allevato alla cultura dell’odio che ha perso totalmente il senso del reale.

E forse anche il senno. Sabato è successo che un gruppo di teppisti con le bandiere rosse (e con effigi inquietanti che poco hanno a che vedere con la democrazia) ha cercato di impedire una libera manifestazione di un pacifico e democratico partito politico. Glielo ha impedito la polizia in tenuta anti-sommossa. Come nei paesi sud-americani. E’ successo che dei teppisti carichi di bile e rancore hanno prima lanciato gavettoni d’acqua contro dei liberi cittadini e poi hanno tentato di lanciare dei petardi. Una testata giornalistica ha descritto il lancio come “innocente e simpatico”.


C’è di cui vergognarsi. Non si confonda la legittima provocazione della Lega (quella sì goliardica e con cui i leghisti hanno dimostrato di non aver nessuna paura della violenza no-global), con la violenza fisica di voler colpire vigliaccamente, e nascosti dal branco, dei cittadini (tra cui donne e anziani) con dei gavettoni e poi con dei petardi. In un Paese normale non si lanciano gavettoni d’acqua, si contesta pacificamente. Non si scandiscono (e non si scrivono) frasi violentissime e becere. Si dialoga, quando si è capaci di farlo. Non si spara al massimo il volume dei propri amplificatori per impedire con la forza lo svolgimento di un dibattito. Vedere il vice-sindaco del Comune di Senigallia Ceresoni (la cui finta facciata pacifista è stata ampiamente smascherata da tempo) e l’assessore provinciale Mariani fraternizzare e proteggere i violenti carici di odio, è un fatto gravissimo e inquietante per le istituzioni.


La deriva dei verdi senigalliesi rasenta ormai l’emergenza democratica. Le parole dell’assessore Mariani che, dopo aver protetto politicamente no-global con la sua presenza, ha difeso il comportamento violento di questi estremisti, descrive bene il clima da sovversione di ogni valore che stiamo purtroppo registrando. Se, a Senigallia, nel silenzio imbarazzante e politicamente connivente del sindaco Angeloni e del nuovo candidato di sinistra Mangialardi, dei pacifici cittadini hanno necessità di vedersi tutelati dalla polizia per esprimere il loro pensiero, significa che è ora di voltare decisamente pagina.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2009 alle 14:30 sul giornale del 20 ottobre 2009 - 7750 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica